di Cesare Pluchino
Ormai chiaro il disegno, è stato anche detto fuori dal tavolo dei Sindaci, di ridurre Ragusa a una città non capoluogo. Non resta che una protesta forte o aspettare il cambiamento seduti sulla sponda del fiume
Nella mattinata i venerdì 25 settembre il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, Aricò, ha illustrato alla Conferenza dei Sindaci l’ennesima proposta, riveduta, dell’Atto Aziendale.
Erano presenti, oltre al sindaco di Ragusa e presidente Federico Piccitto, il sindaco di Acate, Francesco Raffo, il sindaco di Chiaramonte, Vito Fornaro, il sindaco di Comiso, Filippo Spataro, il sindaco di Giarratana, Lino Giaquinta, l’assessore alle Politiche Sociali di Ispica, Angela Gianì, il sindaco di Modica, Ignazio Abbate, il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, il sindaco di Santa Croce Camerina, Francesca Iurato, il delegato della Commissione Straordinaria del comune di Scicli, Giuseppe Savà, l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Vittoria, Francesco Cannizzo.
Nell’ultima bozza, che sarà quella, verosimilmente, definitiva, peraltro prevedibile e anche annunciata, Ragusa è definitivamente depredata e spogliata di importanti strutture sanitarie che ridimensionano la sanità nella città.
L’inefficienza, l’incapacità e anche la poca autorevolezza della classe politica locale ha determinato il depotenziamento della sanità a Ragusa, mentre vengono privilegiate le strutture ospedaliere di Vittoria e Modica, nel contesto di un programma e di una logica spartitoria, anche malcelata, che, forse, il Direttore Generale, in parte, ma non completamente, ha visto imposta.
Non a caso i Sindaci che hanno accolto con favore la proposta dei vertici aziendali, sono stati quelli di Vittoria e Modica, affiancati dai colleghi di Acate, Comiso, Ispica e Pozzallo.
I sindaci di Chiaramonte, Giarratana e Santa Croce, pur esprimendo un giudizio complessivo sul nuovo piano aziendale dell’ASP, hanno espresso perplessità sulla rete organizzativa prevista per il Distretto di Ragusa, di fatto “depotenziato” per l’assenza di alcune strutture.
Il dott. Aricò ha cercato di evidenziare come fossero state valutate tutte le istanze, in una revisione del piano dove si è cerato di venire incontro alle esigenze espresse dalle realtà territoriali.
Le proposte accolte riguardano il mantenimento del dipartimento di oncologia (che era stato soppresso nella proposta precedente e previsto come struttura complessa), la previsione di due strutture semplici (osservazione breve pediatrica) da assegnare alla struttura complessa di Pediatria, una per gli ospedali riuniti di Vittoria-Comiso e l’altra per il distretto Modica-Scicli, la previsione di una struttura semplice di chirurgia ortopedica day-service a Comiso, la previsione delle strutture semplici di proctologia, pneumologia e neurologia nel distretto Modica-Scicli.
Come richiesto, in maniera unanime, dalla conferenza dei sindaci, saranno mantenute le due strutture complesse di farmacia ospedaliera e farmacia territoriale (nella stesura precedente solo la farmacia ospedaliera era struttura complessa).
Rispetto alle richieste che erano state formalizzate dal Comune di Ragusa, non hanno trovato accoglimento quelle relative al trasferimento della struttura semplice di gastroenterologia dalla sede di Vittoria a Ragusa, il trasferimento della struttura complessa di Malattie Infettive dalla sede di Modica a Ragusa, il trasferimento della struttura complessa di otorinolaringoiatria dalla sede di Modica a Ragusa, l’inserimento nel distretto di Ragusa di una struttura semplice di diabetologia e della struttura complessa di Psichiatria.
Nel nuovo Piano aggiornato i dipartimenti previsti risultano 10 anziché 9, le strutture complesse 75 anziché 76, le strutture semplici 96 anziché 91.
Cambiano anche i numeri della pianta organica che prevede un incremento, da 3731 unità passa a 3767 unità, con la stabilizzazione di 652 unità, di cui 243 di nuova assunzione.
Ad avviso del sindaco di Giarratana, Lino Giaquinta, il Piano non contempla una giusta attenzione al rapporto tra medicina territoriale e medicina ospedaliera, un’integrazione che andrebbe ripensata e che avrebbe meritato una struttura specifica.
Il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, ha giudicato negativamente la proposta aziendale dell’ASP, “ frutto di logiche spartitorie” e “manchevole di una visione generale funzionale”.
Piccitto ha rimarcato, altresì, la contraddizione legata al nuovo ospedale “Giovanni Paolo II”, nel quale sono già previsti reparti, come Malattie infettive e Otorinolaringoiatra, che però non trovano alcun riscontro nel piano aziendale proposto dall’ASP.
“Possiamo solo pensare che il nuovo ospedale sia un bluff, perché la sua offerta sanitaria sarà depotenziata in maniera significativa – ha sottolineato il sindaco Piccitto – Se questo atto aziendale dovesse rimanere tale, il Comune di Ragusa lo impugnerà in tutte le sedi e le forme possibili”.
In città domina una sorta di rassegnata disillusione sul tema, in fondo un esito quasi previsto vista l’assenza di protagonisti locali sulla scena politica regionale, dominata da Crocetta e dal Partito Democratico, da un assessore alla sanità del Partito Democratico, dal Presidente della Commissione Sanità, del partito Democratico e del versante ipparino del territorio: anche il parlamentare ragusano, che era stato agognato per diverse legislature, ha espresso la sua condivisione per la proposta di Atto Aziendale di Aricò, con un comunicato ufficiale attraverso il quale ha manifestato un giudizio di soddisfazione per una sanità attenta ai bisogni della nostra comunità.
Il comunicato, diffuso nel pomeriggio di giovedì, è stato superato dalle decisioni di Aricò relativamente al mantenimento del dipartimento di oncologia che l’on.le DiPasquale auspicava come essenziale in un circuito virtuoso assistenziale per il malato oncologico, dalla prevenzione alla diagnosi, alla cura in fase acuta fino alla terminalità.
DiPasquale ha ricordato come il dipartimento oncologico di Ragusa sia stato storicamente uno dei primi dipartimenti oncologici attivati in Italia del sud e grazie ad una azione combinata tra azienda sanitaria e società civile (associazioni di volontariato, Onlus, Clubs service, scuole, istituzioni, aziende e privati cittadini) abbia acquisito servizi e strumenti diagnostici e terapeutici che ne hanno fatto punto di riferimento per l’intero bacino della Sicilia sud-orientale e pertanto costituisce patrimonio comune all’intero territorio.
Per il resto, salvo pochi interventi di qualche forza politica presente in Consiglio Comunale, è risultata assente la protesta nei confronti del progetto che si andava a profilare; un Partito Democratico parcellizzato in correnti in lotta permanente fra di loro, con un segretario cittadino che attende l’esito di ricorsi sulla sua posizione e, giustamente, non vuole parlare come, invece, fanno altri a nome del partito.
Forza Italia inattiva, i partiti minori, quelli con percentuali da prefisso telefonico, e i vari Movimenti sono intenti solo a beccarsi su piccole questioni di quartiere, intravedendo, ormai, in questo tipo di politica il loro futuro, il giovane Movimento 5 Stelle deve ancora capire cosa sia la sanità.
Lo scenario ideale per mantenere Ragusa come terra di conquista, come lo è sempre stata.
