Dopo Armani, parla il trio Gurrieri, Ingallinera, Sica

Continua il teatrino sulla Ragusa-Catania, complice anche il perdio elettorale che porta il Ministro delle Infrastrutture in Sicilia per parlare di grandi opera per mettere un ipotetico argine al crollo del suo partito previsto per la prossima consultazione regionale.
Ancora una volta, dopo le rassicurazioni dei più svariati personaggi, politici e non, con e senza titolo per parlare della Ragusa-Catania, si attendeva l’apertura dei cantieri, l’ultima vantata certezza era quella riferibile al periodo fine 2017, inizio 2018.
Ci sono state tutte le farse attorno alla conferenza di servizio, alle firme che sarebbero state sempre le ultime da apporre, poi le interferenze con il piano paesaggistico, le ‘pinete’ che si andavano incontrando lungo il percorso del raddoppio della 514, gli interventi miracolosi della Soprintendenza.
Ultimamente silenzio, quasi a voler intendere che tutto filava liscio.
Oggi, 24 ottobre 2017, sul quotidiano La Sicilia, un resoconto della visita del Ministro delle Infrastrutture Del Rio sul territorio di Caltanissetta per un sopralluogo ai lavori del costruendo raddoppio della statale 640 che dovrà collegare, entro il 2018, Agrigento alla Palermo – Catania, passando per il capoluogo nisseno.
Uno schiaffo diretto alla nostra classe politica passata e presente perché l’idea di questo collegamento della città dei templi con la A19 non sarà venuta, certo, prima del necessario completamento e adeguamento della Ragusa – Catania.
Solo che altrove le cose le pensano, le finanziano, le progettano e le realizzano, anche con una certa sollecitudine, per le cose del ragusano, ci sono solo comitati, conferenze di servizio e fotografie con il dirigente di turno in occasione di passeggiate romane.
Ma non basta, fra le righe dell’articolo si può leggere una dichiarazione del presidente dell’ANAS, presente al sopralluogo, che dice testualmente, secondo quanto riporta l’articolo, “che l’azienda (l’ANAS) è seriamente interessata anche a realizzare i lavori riguardanti il raddoppio della Ragusa Catania, opera per la quale si è prospettato, tempo fa, la possibilità di fare i lavori utilizzando un progetto di finanza avanzato da un consorzio di ditte.”
Il Presidente dell’ANAS ha aggiunto: “stiamo studiando il progetto anche perché, a nostro avviso, senza un soggetto credibile come ANAS, la realizzazione di questa importante opera risulta impossibile”
La lettura dell’articolo lascia interdetti e pone seri interrogativi proprio sulla credibilità dell’ANAS e del suo attuale vertice che parla della Ragusa Catania come di un’opera per cui si sta pensando quello che si deve fare.
O il Presidente non sapeva di cosa stesse parlando, oppure è totalmente all’oscuro dell’iter della Ragusa Catania e si è trattato di una dichiarazione estemporanea nel corso della passerella con il Ministro, oppure c’è seriamente da preoccuparsi per la serietà della nostra classe politica, soprattutto nell’imminenza delle lezioni regionali.
E’ legittimo attendersi degli interventi e delle dichiarazioni sull’argomento da parte dei nostri politici, sempre pronti al comunicato sugli argomenti più disparati, per fare luce sulla situazione e, nel caso che tutto quello che ci hanno raccontato fino ad ora risultasse veritiero, sollecitare al Governo la rimozione del Presidente dell’ANAS che evidentemente non sa nemmeno di cosa parla.
Ma, fino al momento in cui scriviamo, nessuno si è preoccupato delle opportune precisazioni, ci avevano detto che stavano per aprire i cantieri, oggi scopriamo che l’ANAS ci dice che, senza di lei, la realizzazione è impossibile: ma allora, chi la doveva fare la strada con il privato del project financing ?

Al momento, possiamo godere del puntuale comunicato del Comitato per la Ragusa – Catania, composto e rappresentato dal trio Iano Gurrieri, Salvo Ingallinera e Roberto Sica che si preoccupano di rilevare, in merito alle dichiarazioni del presidente dell’ANAS Gianni Vittorio Armani quanto segue:

“RILEVIAMO che l’unico fatto concreto è che la procedura per la realizzazione dell’opera ha superato la Conferenza di Servizi convocata il 2 maggio 2017 e conclusasi sostanzialmente il 5 ottobre scorso.
L’Ing. Mele delegato ANAS per la Ragusa- Catania ha dichiarato durante la prima seduta: “considerata l’importanza dell’intervento l’ANAS esprime parere favorevole”.
Lo stesso ha poi manifestato la necessità di definire insieme a SARC (Società Autostrada Ragusa Catania), titolare del progetto di finanza, i dettagli relativi all’opera.
In tal senso l’ANAS ha documentalmente confermato il Progetto di Finanza.
Annotiamo che in questa fase pre-elettorale, oltre la notizia di cui sopra, si sono rimesse in gioco la realizzazione di diverse infrastrutture, compreso il ponte di Messina.
Da parte nostra continueremo a monitorare l’unica procedura in essere per la Ragusa – Catania, il progetto di finanza, ad oggi unica concreta prospettiva di realizzazione.”

Apprezziamo l’impegno e la buona volontà dei componenti il Comitato, sempre pronti ad intervenire sulla materia, non appena si addensano nubi all’orizzonte.
Rileviamo che non c’è nessuna decisa e chiara smentita delle dichiarazioni del Presidente ANAS, cosa, peraltro, che risulterebbe delicata e azzardata.
Si deve rilevare, altresì, che si gioca sui termini, il delegato ANAS per la Ragusa Catania dichiara del parere favorevole dell’ANAS, oltre a manifestare la necessità di definire i dettagli dell’opera, si parla di una conferma documentale del progetto di finanza, ma non si è in grado, dopo tante assicurazioni, anche del Comitato, di comunicare la data di apertura dei cantieri oppure di specificare, ma in maniera seria e dettagliata, gli eventuali passaggi ancora necessari per arrivare all’inizio dei lavori.

Vorremmo sbagliare, ma per l’inizio del 2018 cantieri per il raddoppio della Ragusa – Catania non se ne apriranno: sarebbe interessante conoscere il parere dei candidati alle prossime elezioni sulla questione.

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