Articolo Uno: votare NO significa difendere la democrazia, non è un attacco al governo nazionale

Abbiamo chiesto al senatore Gianni Battaglia, leader di Articolo Uno in provincia di Ragusa ed esponente di spicco a livello regionale e nazionale, una sintesi della posizione del partito che vota NO al prossimo referendum per il taglio dei parlamentari.
E ci ha segnalato un post della Federazione Regionale Sicilia di Articolo Uno che sintetizza, in maniera egregia le motivazioni del NO, autorizzandoci alla pubblicazione integrale.

Qui di seguito il testo integrale del post:

«No alla riduzione della democrazia»
Scegliamo di difendere i diritti di tutti gli italiani ad essere rappresentati.
La battaglia per tagliare i privilegi la consideriamo giusta e da sostenere ma ridurre del 40% i parlamentari è un errore perché cancella il diritto di molti cittadini e territori ad essere rappresentati in parlamento.
La riduzione dei parlamentari, con l’attuale sistema elettorale e in assenza di ulteriori correttivi, rischia di compromettere gli equilibri costituzionali, di alterare le regole fondamentali della democrazia e di impedire ai territori di avere riferimenti nazionali per le questioni che riguardano lo sviluppo, il lavoro e le vertenze aperte.
In questa situazione la riduzione dei parlamentari ottiene solo un risultato mediatico con l’illusione vana di produrre un Parlamento che funziona meglio. In tal senso riteniamo doveroso, con coraggio e onestà intellettuale e politica, dire ai cittadini che il parlamento funziona meglio se si cambiano i regolamenti, le procedure, se si fa una migliore selezione dei deputati e senatori: così invece si mette a rischio l’intero funzionamento della democrazia intaccando il cuore della Costituzione.
Bisogna avere il coraggio e la coerenza di dire ai cittadini che serve una legge proporzionale con la rivisitazione dei collegi elettorali; che bisogna consentire agli elettori di poter scegliere con le preferenze i loro parlamentari evitando di consegnare a pochi il potere di eleggere i parlamentari, spesso catapultati letteralmente sui territori; che occorrono sistemi di selezioni del personale politico che evitino i cialtroni, gli arrampicatori, gli incompetenti e gli opportunisti.
Tutto questo non si raggiunge diminuendo il numero dei parlamentari ma con regole, procedure e provvedimenti rigorosi e precisi che allo stato, e in parte, sono stati solo annunziati.
E se l’obiettivo è quello di ridurre i costi a carico dello Stato occorre rivedere gli stipendi e le indennità dei parlamentari e non tagliare la democrazia, cancellando la rappresentanza a interi territori, mortificando significative regioni.
Il nostro gruppo parlamentare ha condiviso il programma di governo che prevedeva la riduzione dei parlamentari ma vincolandolo all’approvazione di una nuova legge elettorale con articolazioni in grado di garantire la rappresentanza per tutti i cittadini, evitando di tagliare fuori dal parlamento più di 2 milioni di elettori .
Nessuna riforma dei regolamenti parlamentari è stata modificata, Nessuna legge elettorale è stata approvata né posta all’ordine del giorno dei lavori di Camera e Senato e così è evidente che il tutto si riduce nel taglio dei parlamentari e nell’attacco alla democrazia e ai diritti dei cittadini.
Così come ha dichiarato Art1 nazionale su vicende che riguardano temi costituzionali anche noi riteniamo che il diritto alla libertà di scelta deve essere sempre garantito.
Pur tuttavia ci assumiamo la responsabilità e sentiamo il dovere di dire che questi obiettivi non si perseguono e raggiungono con la riduzione dei parlamentari.
Per queste ragioni e con questo spirito di libertà come Segreteria regionale di Articolo Uno siciliano abbiamo deciso di schierarci a favore del NO, aderendo ai Comitati che in ogni provincia si sono e si stanno organizzando.
Perché in discussione non c’è il taglio dei parlamentari ma il diritto di tutti i cittadini e territori ad essere rappresentati.

Segreteria Regionale Articolo Uno Sicilia

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