Assegnate le deleghe ai nuovi assessori

di Cesare Pluchino
Fondamentalmente previste le scelte per servizi sociali, sviluppo economico e pubblica istruzione, novità per turismo e spettacoli, mentre la cultura, trattenuta dal primo cittadino, resta sotto i riflettori

Come aveva avuto modo di anticipare, il Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, ha assegnato le deleghe ai neo assessori Nella Disca e Gianluca Leggio, procedendo a qualche variazione che ha riguardato le attribuzioni ad altri componenti della Giunta.
La sig.ra Nella Disca sarà assessore allo sviluppo economico e al turismo, con le deleghe di agricoltura, zootecnia e politiche agroalimentari, sanità, affari generali, servizi demografici e statistica, rapporti con il Consiglio, tutela degli animali
Il prof. Gianluca Leggio sarà assessore ai servizi sociali e alla pubblica istruzione, con le deleghe di avvocatura, servizi cimiteriali, partecipazione dei cittadini e promozione della democrazia diretta, welfare e coesione sociale, inclusione sociale, cooperazione e relazioni internazionali.
Invariate le deleghe dell’assessore Salvatore Corallo, come pure quelle dell’assessore Antonio Zanotto che cede solo i servizi cimiteriali.
L’assessore Massimo Iannucci, che rimane vicesindaco, cede l’avvocatura e acquisisce le deleghe dei rapporti con il personale e quelle di spettacoli ed eventi.
L’assessore Stefano Martorana cede il turismo e acquisisce le deleghe per i fondi europei, nazionali e regionali.
Queste le attribuzioni nel contesto di un coinvolgimento dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, finalizzato a dare un segnale di unità e responsabilità, secondo Federico Piccitto, nel segno di una squadra equilibrata dove, fondamentalmente, sono state anche pochissime le variazioni.
Nella Disca ha espresso felicità e contentezza per il nuovo incarico che si prefiggerà di onorare perseguendo gli obiettivi del programma elettorale, nel segno di una continuità con il lavoro dell’amministrazione.
Gianluca Leggio ha voluto significare la grande serenità con la quale affronta il difficile incarico: ringraziando il Sindaco per la fiducia accordata, ha assicurato massimo impegno, costante ma senza folli corse, riproponendosi di mettere al centro della sua attenzione il delicato compito di alleviare i disagi dei soggetti svantaggiati.
Disponibile a imparare lungo il percorso, dai colleghi, e a cogliere i suggerimenti del gruppo di maggioranza, ha esaltato il lavoro di squadra, chiudendo con una dichiarazione forte, alla luce dei fatti di recente avvenuti: ha detto che in Giunta non ci saranno solisti, segnale di una ricerca della massima condivisione per le scelte dell’amministrazione.
Il Sindaco, sollecitato dai giornalisti intervenuti alla conferenza stampa di presentazione dei nuovi amministratori, ha evidenziato la scelta, quasi obbligata, di sgravare l’assessore Martorana dalla impegnativa delega del turismo per affidargli la gestione delle pratiche per i fondi europei, nazionali e regionali.
Ha trattenuto la delega alla cultura e ai beni culturali perché ritiene di doversi occupare di quelle che considera delle sfide intraprese, quali quelle del Teatro Quasimodo, del Castello e della Mostra di Abiti d’epoca.
Quanto al doppio incarico per i nuovi assessori, che manterranno anche quello di consigliere comunale, Piccitto ha ribadito la scelta adottata nell’ottica di stabilire un importante anello di congiunzione con il gruppo consiliare.
Scontata, secondo i principi del Movimento 5 Stelle, la rinuncia ai gettoni di presenza per l’attività consiliare e delle commissioni, è stato assicurato che dietro la scelta non c’è nessuna volontà di escludere alcuno dei non eletti nella lista del Movimento 5 Stelle, una scelta per l’amministrazione e per la maggioranza, non contro qualcuno.
Gianluca Leggio ha annunciato di aver già protocollato le dimissioni da Presidente di Commissione, mentre Nella Disca ha anticipato che, di certo, sarà scelto un nuovo capogruppo.
Quanto agli inevitabili tentativi di riportare all’attenzione le questioni relative ai contrasti interni al gruppo consiliare e, soprattutto, a quelli dello stesso con la giunta, e segnatamente con l’assessore Martorana, l’assessore Leggio ha cercato in tutti i modi di glissare sull’argomento, ammettendo di essere stato in conflitto per un diverso modo di vedere, considerando le idee contrastanti come sale del dibattito interno, che può e deve essere foriero di idee e di crescita.
Le prime sensazioni e i primi commenti mostrano una azione del Sindaco che non ha avuto grandi spazi di azione e si è trovato costretto ad adottare una soluzione interna.
Tralasciando il caso Martorana, per il quale ha mostrato i muscoli, opponendosi a una eventuale defenestrazione, il primo cittadino ha, forse, sbagliato allorquando, per fare melina su Martorana, ha chiesto al gruppo consiliare di indicare dei nomi di possibili candidati assessori.
L’incapacità di indicazione per figure valide e i contemporanei veti incrociati per favorirei propri prescelti hanno complicato le decisioni del Sindaco che sono diventate di grande difficoltà, fino alla serata di martedì 19 aprile, quando ha tirato fuori dal cilindro la colomba bianca, simbolo di una possibile pax, coinvolgendo direttamente i consiglieri.
Strategia che pare riuscita a metà, perché solo la Disca, una dei due nomi ‘graditi’, è riuscita, per un solo voto, a spuntarla, mentre Leggio, che ambienti giornalistici vicino alla Disca, considerata filogovernativa, annoverano come della corrente minoritaria, resta una incognita, nonostante i buoni propositi di unità e di cammino comune.
Del resto, anche considerando Leggio come componente dei fedelissimi dell’amministrazione, la striminzita maggioranza in aula non fa intravedere cieli del tutto sereni, tali da intraprendere senza patemi d’animo, la navigazione verso la fine della sindacatura.
Come oculatamente riferiscono, ancora, gli stessi ambienti giornalistici, un grande passo è stato fatto, ma i problemi non sarebbero risolti, la guerra dei nervi sarebbe destinata a continuare.
Il fatto che il Sindaco Piccitto ha trattenuto la delega alla cultura è stato considerato un ulteriore tassello che complica le cose.
Se qualcuno ha pensato che il primo cittadino abbia voluto avocare a sé la delicata questione della privatizzazione della gestione dei beni culturali, e, segnatamente del Castello di Donnafaugata, oggetto questa di forti tensioni all’interno della Giunta, altri vedono grandi complicazioni nella scelta adottata.
Senza giri di parole, e senza infingimenti, c’è chi vede la possibilità di utilizzare la delega della cultura e dei beni culturali come elemento per accontentare qualcuno, di fiducia, che, fatto uscire dalla porta, potrebbe rientrare dalla finestra per occuparsi, informalmente, ufficiosamente, non a tempo pieno, di questioni che attengono alla cultura e ai beni culturali.
Una eventualità che il Sindaco potrebbe considerare come ulteriore mossa per favorire ancora l’unità interna alla maggioranza ma che, visto come è stata evidenziata negativamente la possibilità, provocherebbe solo il riaccendersi delle polemiche interne.

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