Assise del Movimento Territorio

di Cesare Pluchino
Riunione per sancire il passaggio nella corrente renziana del Partito Democratico

Incontro nella sede del Movimento, per iscritti e simpatizzanti di Territorio, dopo la scelta politica del leader, l’on. Nello Dipasquale, di transitare nel Partito Democratico, per aderire ufficialmente al progetto politico di Renzi.
Questo il testo del comunicato, stilato alla fine della lunga riunione che ha visto la partecipazione di numerosi aderenti, provenienti, anche, da Comiso, Vittoria, Santa Croce Camerina, Ispica, Scicli:
“Come sempre, molto partecipata l’assemblea provinciale di Territorio, convocata dopo la decisione dell’on. Dipasquale di lasciare il gruppo parlamentare de “Il Megafono” e di chiedere la tessera del PD.
Molti gli interventi, terminati solo a tarda ora e dai quali è emerso unanime l’apprezzamento per la decisione del leader Dipasquale, da considerarsi chiara e coerente evoluzione del percorso politico sviluppato fin qui dall’intero movimento.
Secondo il commento unanime, le stesse ragioni che più di due anni fa hanno dato fondamento alla scelta di schierarsi a fianco di Crocetta, e che ancor oggi stanno alla base di un convinto appoggio alla linea del Governatore, dettano oggi la scelta di aderire al progetto politico innovativo e riformista di Renzi, presidente del consiglio e segretario del PD.
Nel corso degli interventi sono state annunciate le volontà di diversi esponenti di richiedere la tessera del PD e di dare così seguito alla volontà di partecipare alla realizzazione di un programma che vuole cambiare l’Italia.
Al contempo, Territorio non morirà.
Il laboratorio politico dovrà rimanere luogo di scambio e confronto, com’è stato fino ad oggi, per conservare il patrimonio di esperienze e di rapporti che lo hanno reso irrinunciabile”.
Difficile non condividere le idee politiche di fondo di Nello Dipasquale, potranno essere non condivise alcune scelte, alcune fatte in passato, altre relative al presente, ma impossibile non riconoscere al giovane deputato ragusano la stoffa e le capacità del leader, trascinatore dalle grandi intuizioni, che restituisce agli amanti della Politica il gusto di farla e viverla secondo i canoni di un tempo, quando la politica non era scontro personale ma confronto aperto e democratico.
Affiancato dal segretario politico del movimento, l’avv. Michele Sbezzi, dall’on. Alfredo Gurrieri, da Giovanni Cosentini e da Padre Giuseppe Di Rosa, che si può considerare il padre spirituale dell’Associazione Territorio, Nello Dipasquale ha preferito lasciare un’importante riunione, indetta con gli esponenti più vicini dal Presidente Crocetta, per partecipare all’incontro con i suoi di Territorio.
Ha brevemente tracciato le linee ispiratrici di un’adesione che non può essere vista come un cambio di casacca, ma deve essere compresa come la scelta di un progetto politico rivolto al cambiamento, al futuro, in linea con i principi politici che hanno caratterizzato, sin dalla sua formazione, il Movimento Territorio.
Progetto politico di Renzi che Nello Dipasquale non ha abbracciato sull’onda dei consensi crescenti per il leader toscano, ma aveva tenuto in grande considerazione sin dai tempi in cui erano entrambi sindaci.
Un processo meditato, quindi, la cui genesi, e gli sviluppi dettati dai cambiamenti in atto nella politica nazionale, non possono essere interferiti da modeste, ancorché rispettabili, valutazioni di tipo localistico.
Il consenso generale, pervenuto ancor prima della riunione, è trapelato da una serie d’interventi che hanno inteso esporre il consenso per il leader prim’ancora che un’adesione al nuovo progetto politico riformista di Renzi, consenso acclarato dagli interventi di Cosentini, Gurrieri e di Don Di Rosa che hanno validato le scelte di Nello alla luce della sua solida e nota tradizione politica che lo ha visto protagonista sin dai suoi esordi.
Qualcuno ha sì esternato dubbi su un passaggio degli iscritti al Movimento nelle file del PD, passaggio che, per qualcuno, appare azzardato e prematuro pur non riuscendo ad esprimere riserve chiare sulla scelta del leader: remore che, quindi, sono apparse derivanti solo da influenze locali e da contrasti personali, come pure da vecchie appartenenze politiche che mal si conciliano con l’adesione a quella che fu la casa dei comunisti.
Ma, secondo Dipasquale, che già aveva vagheggiato con Peppe Calabrese nuovi scenari della politica, purtroppo non compresi anzitempo, il PD è un edificio rinnovato, una nuova casa Comune, un cantiere ancora aperto dove ognuno potrà dire la sua sul filo del progetto renziano.
Immaginabili quali potrebbero i risvolti se, con il suo carisma, il nuovo arrivato riuscisse a dirimere le questioni interne al PD ragusano e riuscisse a determinare l’imporsi di una leadership autorevole che possa traghettare il partito ibleo fuori dalle secche dei contrasti interni.
Un bel conto che potrebbe presentare a Renzi.

 

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