C’erano state numerose lamentele per la convocazione del Consiglio comunale che non ha trovato eccessive condivisioni sulla data, forse malcelando la divergenza di vedute su una atto per una richiesta di una Variante al piano Urbanistico Attuativo, approvato con delibera di Consiglio Comunale n.30 del 29/03/2010, per la costruzione di 126 alloggi di edilizia economica popolare, da realizzare su terreni in c.da Nave, zona C3 del PRG vigente – Coop.ve: Albatros, Aldo Moro, San Giorgio e Orsa Minore. (Proposta di deliberazione per il Consiglio Comunale n. 142126 dell’11/12/2019).
Come molti avevano paventato, la seduta è stata aperta con soli 13 presenti, di cui due consiglieri di minoranza, che non hanno voluto far mancare il numero legale per obbligare la maggioranza a scoprire le carte su un atto assai controverso.
Ed è stato proprio il consigliere Gianni Iurato a rendere ‘piccante’ la seduta con la sua comunicazione: come si ricorderà l’esame dell’atto era stato rinviato perché, su iniziativa dello stesso Iurato, erano stati chiesti i nominativi dei componenti le cooperative al fine di poter verificare eventuali casi di incompatibilità dei consiglieri comunali chiamati ad approvare la variante.
Il consigliere Iurato ha dato notizia di una lettera delle cooperative che hanno comunicato di non avere nessuna intenzione di fornire i nomi dei componenti le cooperative, cioè dei futuri assegnatari degli alloggi di edilizia economica residenziale a Marina di Ragusa, per motivi di privacy, aggiungendo che devono essere gli stessi consiglieri a ricercare eventuali parentele fino al 4° grado per accertare eventuali incompatibilità.
Nel ritenere del tutto infondato il rifiuto a fornire i nomi, il consigliere Iurato ha aggiunto un altro particolare, per alcuni versi inquietante, perché nella stessa lettera, inviata all’Ufficio Atti del Consiglio per essere portata a conoscenza, ma non consegnata, ai consiglieri comunali, si eccepisce la presunta incompatibilità del consigliere Iurato che avrebbe in essere un contenzioso con una delle ditte appaltatrici, per una questione vecchia di decenni, peraltro passata attraverso vari gradi di giudizio.
Il consigliere Iurato ha dichiarato in aula di aver letto questo tentativo di non consegnare gli elenchi e di citare il contenzioso come manovra per creare condizioni a favore.
È stato il capogruppo di maggioranza Tumino a chiedere una sospensione per un confronto interno del gruppo che appoggia l’amministrazione Cassì, confermando la diversità di posizioni all’interno del gruppo, acclarate dai toni sopra le righe che provenivano in aula dalla sala giunta.
Dopo una lunga riunione, i consiglieri di maggioranza decidevano di non essere d’accordo con il comunicato delle cooperative e proponevano il rinvio dell’atto, dopo aver chiesto di ascoltare il parere del Segretario Generale sulla materia.
La dott.ssa Riva dichiarava che non riteneva che ci fossero motivi osativi per conoscere i libri soci, in quanto contenenti dati non sensibili.
Il punto veniva rinviato, come pure la seduta del Consiglio Comunale per assenza degli assessori Iacono e Barone, interessati ai punti all’OdG.
C’è da rilevare l’assenza del Sindaco, che non ha partecipato, come fa solitamente, alla seduta, assente anche l’assessore Spata, oltre ai citati Iacono e Barone, quest’ultimo ha partecipato solo alla prima parte della seduta.
Maggioranza in evidente difficoltà, come peraltro acclarato da molti esponenti, per una divergenza sull’atto da approvare, risalente, nella sua primaria approvazione, all’anno 2010.
Come solitamente avviene, nessuno è entrato nel merito dello stesso, nessuno ha chiesto come mai da dieci anni non sono stati aperti i cantieri per la costruzione delle cooperative, come mai si intendono frazionare le unità immobiliari, pur mantenendo la stessa cubatura, trattandosi di edilizia convenzionata finanziata dalla regione.
Se la regione finanzia la superficie fissata per legge, quali e di chi gli interessi a frazionare le unità immobiliari, riducendo la superficie, a parità di cubatura?
Interrogativi che si bisbigliavano in corridoio ma che nessun consigliere ha voluto portare all’attenzione dell’aula, una maggioranza che, ancora una volta ha messo in mostra evidenti limiti nella gestione della cosa pubblica e incapace di dichiarare alla città le proprie posizioni su una questione apparentemente assai semplice, con le minoranze che, come avviene solitamente, ora abbaiano, ora scodinzolano, cercano di darsi importanza ma esitano, anche loro, nell’assumere posizioni precise.
