Bagliori di consistenza e di unità nel gruppo del Movimento 5 Stelle

Si nota un diverso atteggiamento, di consapevolezza mista a una volontà di influire maggiormente in relazione ai lavori d’aula e delle commissioni, da parte dei componenti il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Merito, del certosino lavoro di ricucitura, del primo cittadino, per quelle componenti che provocano qualche piega nella linea politica unitaria del gruppo, ma, di certo, anche i frutti dell’impegno del nuovo capogruppo Stevanato che, si avverte, vuole dare una svolta alla presenza del Movimento 5 Stelle all’interno, ma anche all’esterno di palazzo dell’Aquila.
Gli effetti di queste nostre impressioni si sono avute, ieri, in occasione del terzo appello per la seduta di consiglio comunale: il capogruppo Stevanato aveva anticipato che non voleva stare al gioco delle opposizioni, non era d’accordo per il prelievo del punto all’Ordine del Giorno riguardante la proroga per la Commissione di indagine sui fondi residui della Legge su Ibla, dopo il quale prevedeva, cosa poi avvenuta dopo la bocciatura del prelievo, l’abbandono dei lavori da parte delle opposizioni.
Aveva anticipato che anche nella successiva seduta, dopo 24 ore, il gruppo pentastellato non sarebbe intervenuto: chiara la strategia, costringere le opposizioni a mostrare i numeri, obbligarli a consentire l’apertura della seduta, a prelevare, eventualmente, e votare favorevolmente il punto sulla commissione di indagine e, quindi, procedere all’esame dei debiti fuori bilancio, approvando o meno gli stessi, oppure prendendosi la responsabilità di fare mancare il numero legale, dando piena validità alle tesi del collega Stevanato.
Ieri, giovedì 8 giugno, all’orario di convocazione, solo 11 presenti in aula, per la precisione il Presidente Tringali e dieci componenti delle opposizioni che, ancora una volta, stentano a mostrare i numeri di una consistenza dei gruppi riuniti che, forse, non c’è.
Inutili le recriminazioni degli araldi delle minoranze che si cimentano in opinabili reprimende contro l’amministrazione anche quando i 5 Stelle riescono a mettere a nudo le spregiudicate strategie di elementi delle opposizioni che, da tempo, loro sì, avrebbero dovuto lasciare spazio, per il delicato ruolo affidato dagli elettori, a politici più esperti, più competenti e più capaci, cosa che, si spera, avverrà alle prossime elezioni amministrative.

Dopo questa prova di carattere, qualità spesso latente nel gruppo 5 Stelle, comunque, in definitiva, non produttiva per la città, per la irrisolvibile mancanza di maggioranza dei 5 Stelle e per l’unità delle opposizioni che tanto parlano ma poco riescono a concretizzare, altra inaspettata strategia vincente del gruppo per i lavori della V Commissione, Affari Sociali, che, ricordiamo, è presieduta dal consigliere Ialacqua, uno degli esponenti del civico consesso più critico nei confronti dei 5 Stelle e del governo e della città, anche vicino alle posizioni di alcuni ex 5 Stelle dissidenti del meetup ragusattiva 5 stelle.
La convocazione della seduta è andata a vuoto per mancanza del numero legale, tutti e sei i componenti pentastellati erano assenti, hanno risposto all’appello solo i consiglieri Marino, Massari, Nicita, oltre allo stesso Ialacqua.
Non ci sono notizie ufficiali sulle motivazioni dell’assenza, ma è plausibile pensare che i pentastellati non abbiano condiviso l’Ordine del Giorno nel quale, oltre alla discussione sulle criticità di una Associazione per disabili, è stato strumentalmente, a nostro modesto parere, inserito un punto sulla situazione di crisi degli asili nido, inesistente se posta in questi termini, esclusivamente legata alle scelte dell’amministrazione, conseguenti alla mancanza dei fondi PAC, per la cessata esternalizzazione della gestione di due asili e l’utilizzo del personale comunale delle attività integrative.
Un’assenza, quindi, che potrebbe essere strategica, del tutto condivisibile fra tante strategie che non possono essere solo delle opposizioni.
Da indiscrezioni, inoltre, pare che responsabili dell’associazione abbiano già avuto contatti con l’assessore al ramo, per cui è lecito pensare che anche il secondo punto inserito si inquadra nella tattica, più volte sperimentata, di dare voce, nell’ufficialità della commissione, alle istanze più disparate per dare e per acquisire visibilità da fornire all’opinione pubblica, cosa, ci pare, non del tutto attinente alle finalità di una commissione consiliare che non può essere usata per mettere in atto politiche di opposizione a spese della collettività.

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