Bello il trasporto ferroviario…ma quando esiste

Un documento, lunghissimo, del quale riportiamo il file alla fine dell’articolo, per una lettura integrale, a firma del comitato Pendolari linea Siracusa-Ragusa- Gela del Comitato Pendolari Siciliani (Ciufer) e da CUB Trasporti, sottoscritto da Andrea Patriarca, Luigi Cavallo e Pippo Gurrieri, vuole sottolineare le prerogative del servizio ferroviario sul territorio, in risposta ad alcuni servizi giornalistici che non avrebbero elargito ai lettori una critica corretta e informata, in particolare sulla ferrovia Siracusa – Ragusa – Caltanissetta.
Pur non avendo approfondito il tema in questione, nel recente passato, ci sembra opportuno valutare alcuni passaggi del documento che si pone in palese polemica con quanti non apprezzano il servizio ferroviario sul territorio e nell’isola in generale.
Si parla di una immagine negativa e fuorviante dei servizi ferroviari in Sicilia e si cerca di chiarire al riguardo, non solo per la stampa ma anche per cittadini, politica, istituzioni. Si parla di critica sterile e di luoghi comuni scorretti, particolari che, dal momento che non apprezziamo il livello del servizio ferroviario locale, potremmo essere coinvolti nella polemica.

Per i tempi di percorrenza si parla di disinformazione e messaggi distorti e fuorvianti: pur ammettendo che il treno impiaga 13 per arrivare a Trapani o 4 ore per arrivare a Catania, si adduce la mancanza di tracciati ferroviari diretti, per Trapani non c’è esigenza, per scarsi flussi di viaggiatori, per Catania “si sta pensando in questi anni di costruire una ferrovia diretta”. Si ammette che per andare da Ragusa a Catania bisogna fare il giro da Siracusa o da Caltanissetta, finendo per triplicare i km necessari tra le due città; quindi, nessuna informazione fuorviante e nessun messaggio distorto se si giudica il servizio ottocentesco, del tutto inadeguato alle esigenze attuali.
Per il comitato le proteste vanificherebbero gli sforzi per sensibilizzare le persone all’utilizzo del treno.
Ci sono responsabilità della Regione per politiche non oculate al riguardo e di questo nessuno ha mai avuto dubbi.

Affermazioni del tutto infondate e ancora una volta stereotipate verrebbero utilizzate per rappresentare ferrovie antiquate, nessuno può dubitare, non avendone competenza, che l’armamento e gli impianti di circolazione della nostra tratta siano stati rinnovati secondo lo standard nazionale.
Ma non si tratta di critiche alla tecnologia, ma al servizio.

Nulla da eccepire che anche in Europa esistano treni normali, non elettrificati, in molti casi di ultimissima generazione (a diesel, idrogeno, metano ecc.).
Indubbio che l’offerta commerciale per il trasporto di persone può essere di ottimo livello a prescindere dal tipo di trazione, ma resta il fatto che se non mi posso muovere agevolmente sul territorio, non solo sulle tratte già citate, è facile parlare di servizio obsoleto, specie se i rotabili nuovi acquistati dalla Regione stentano a essere visti dalle nostre parti.

Ineccepibile anche che la scelta di un secondo binario, opera sul nostro territorio forse irrealizzabile, non può essere affidata a scelte emozionali, ci devono essere esigenze di traffico, si ammette addirittura che la nostra linea a singolo binario è anche sottoutilizzata (come la maggior parte delle linee della Sicilia).
La circolazione a semplice binario, con un adeguato numero di località dove effettuare gli “incroci”, può supportare un traffico giornaliero fino a oltre 80 treni al giorno, ad oggi tra Modica e Ragusa circolano 18 treni al giorno, a titolo di esempio, ma non comprendiamo quali stazioni siano servite.

Anche il discorso alta velocità non può essere considerato indispensabile, date le relative brevi distanze in Sicilia. Nessuno pretende l’alta velocità solo per fare sfoggio di modernità, ma anche volendo assumere una “cultura ferroviaria” non si comprende perché non ci possono essere sul territorio collegamenti capillari, con il più alto numero di fermate.
Per un lavoratore pendolare che da Pozzallo o da Ragusa volesse recarsi al lavoro a Vittoria, è impossibile organizzarsi.

Si tratterà pure, come polemicamente, fino alla fine, sottolineano gli estensori del documento, ma è da dimostrare, di monotematica narrazione finora portata avanti, che ha alimentato disinformazione, luoghi comuni, stereotipi e vittimismo sviando l’attenzione dai veri problemi.
Ma resta il fatto che muoversi in treno per gli abitanti del sud est è una avventura, con alcune destinazioni addirittura interdette.
Si insite, in maniera pervicace, sulla mancanza di conoscenza dalla parte dell’opinione pubblica, le critiche dovrebbero essere avanzate in maniera informata, secondo i firmatari i disagi che viviamo sarebbero gli stessi di altre zone d’Italia, senza voler ammettere che qui non si parla di possibili ritardi o di disagi di vario genere, ma di inesistenza del servizio per molte esigenze.
Le critiche sono per ottenere un concreto potenziamento del servizio, non per minare gli sforzi in tal senso, altrimenti nessuno ne parlerebbe, ma scelte come quelle della chiusura della stazione di Ragusa la dicono tutta sulle attenzioni che le ferrovie hanno dedicato, innanzitutto al capoluogo.

In ultimo vengono proposte alcune soluzioni: la riduzione del numero dei passaggi a livello e le rettifiche di tracciato appaiono come utopie, dal punto di vista economico e temporale, il rinnovo del parco rotabile sembra in atto, ottimali sarebbero le scelte dell’apertura di linee domenicali, per tutto l’anno, di maggiori investimenti della Regione per aumentare la frequenza del servizio, di un piano dei trasporti regionale per l’integrazione tra il servizio su ferro e quello su gomma.
Su molte cose non si può non essere d’accordo, ma la critica, sterile o strumentale, resta fino a quando il treno resta un mezzo, in molti casi, inutile per le esigenze di lavoratori, studenti e turisti.

Documento linea ferroviaria SR-RG-CL

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