La politica mostra, ogni giorno di più, il lato peggiore, è vero che la politica è dialogo, confronto democratico, trattativa, diplomazia, ma la gente si è stancata e ha capito quali sono i giochi, quelli di restare a galla, di stare al potere o abbastanza vicino da goderne i privilegi e i favori, di mantenere posizioni di visibilità anche se il responso delle urne decreterebbe l’uscita di scena di cariatidi, di pluridecorati e consiglierebbe di stare a casa a quei soggetti che il loro tempo lo hanno fatto.
L’ultima di stamattina è quella del leader di Art 1 – MDP che invita Renzi alla trattativa per la riunificazione, per mettersi d’accordo su legge elettorale, bilancio dello stato e per una netta inversione di tendenza sulle politiche sbagliate praticate negli ultimi anni, come se Speranza, negli ultimi anni fosse appartenuto ad un partito di opposizione.
Siamo decisamente alle comiche, ma c’è una punta di tragico, perché si disattende completamente il principio della democrazia: quello che muove Speranza è la certezza di una netta affermazione della destra, come se la volontà del popolo dovesse, per forza, non si sa in base a quale principio, essere disattesa se contraria alle proprie posizioni.
In pratica, per la sinistra in genere, il caos è normale, la crisi imperante è sopportabile, a patto che non ci siano altre forze politiche a governare, a tentare altre strade per uscire dal tunnel.
Ma con quale faccia tosta Speranza può sperare di ricongiungersi con Renzi e il PD, se non per prendere in giro gli elettori, per un accordo momentaneo che faccia superare i prossimi impegni elettorali, dia sistemazione e poltrone dalle quali riprendere le diatribe interne, comodamente seduti e rifocillati di indennità e stipendi parlamentari.
In proposito sarebbe utile capire, dal momento che già lunedì mattina Speranza sarebbe disponibile a incontrare Renzi, come sarebbe sciolto il nodo in Sicilia, dove Art 1 – MDP va contro il PD ed è alleato con Sinistra Italiana e altre residuali forze di sinistra per sostenere un candidato alla Presidenza della Regione Siciliana alternativo a quello del PD.
Cosa direbbero agli elettori e come, con quali parole, in caso di accordo, tenuto conto anche che Sinistra Italiana sembrerebbe non considerare possibile ogni ipotesi di accordo con Renzi.
Ma è tutta una barca allo sfascio, per esempio sulla stampa locale si parla dell’arrivo di Bersani a Vittoria, a sostegno del candidato di Art 1 – MDP, Aiello, ma non si parla né del sostegno a Fava, né alla lista Cento Passi,
ci si muove solo per tornaconto elettorale personale, le coalizioni, le alleanze, gli accordi, sono solo di facciata e strategici.
Ma non ce l’abbiamo solo con la sinistra, stamattina a Vittoria un altro degli incontri estemporanei in strada con la gente del duo Cancelleri e Di Maio, con candidati e designati al seguito, ma qualcuno, come era successo la sera prima a Ragusa Ibla, si chiede dove sia il popolo grillino. Abbondanza di pentastellati della provincia, dei territori limitrofi, ma i pentastellati indigeni latitano.
Dappertutto situazioni strane, non chiarite, solo smania di rincorrere l’obiettivo, senza dare a capire quali saranno i programmi da attuare e con chi.
In effetti tutti parlano, ma nessuno espone le ricette per il risanamento finanziario, per risolvere le questioni di forestali, di addetti della formazione, del turismo, dei beni culturali, del problema dei rifiuti e delle discariche, non si comprende se qualcuno vorrà imporre i privilegi autonomistici della Sicilia o vorrà continuare a rendere l’isola schiava di Roma, nessuno si vuole esprimere se permettere le ricerche di idrocarburi e gas naturali o fidarsi solo delle energie alternative, nessuno ci dice se, come nelle nazioni evolute che accolgono, talvolta, i nostri rifiuti, si potrà considerare il rifiuto una risorsa o si deve lasciare come argomento da salotto per gli ambientalisti di varia estrazione.
A destra sono più scaltri nel saper celare le contraddizioni interne e le beghe fra i diversi comparti dell’alleanza.
E’ il campo incontrastato dei voltagabbana e degli opportunisti che sono disposti a stringere la mano e ad abbracciare anche il nemico giurato di ieri, pur di trovare spazio, robetta da clown della politica che imperversa nell’attuale scenario.
Prima hanno sfasciato partiti leader per le proprie ambizioni senza fondamento e ora cercano di stare sulla scena a qualunque costo, millantando voti e consenso.
La gente è ormai stanca di questo teatrino, l’unico sollievo è quello di sapere che, fra pochi giorni, qualcuno si troverà, di fatto, con le corde vocali atrofizzate, ci sarà, comunque, un primo esito dalle elezioni siciliane che produrrà una bonifica naturale dello scenario politico.
Anche se si può prevedere un altro tipo di teatrino, in quanto le previsioni indicano che sarà difficile la costituzione di una maggioranza di governo, per cui ci sono già trattative e ipotesi di accordo per trovare una maggioranza che permetta di andare, comunque, avanti.
Altre ipotesi per stancare ulteriormente la gente.
