Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, ha inviato una lettera ai sindaci dei dodici Comuni iblei avente ad oggetto gli interventi che ogni ente locale territoriale ha la possibilità di adottare per aiutare il comparto del terziario di mercato, su più livelli, alla luce delle previsioni contenute nel cosiddetto decreto Milleproroghe.
Ben venga la sollecitazione che Confcommercio provinciale Ragusa, di concerto con la Fipe Ragusa, la Federazione regionale dei pubblici esercizi che aderisce a Confcommercio, rivolge ai Sindaci per approfittare delle disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, per diversi settori.
Confcommercio sottolinea le misure di maggiore interesse, soprattutto la possibilità per i Comuni di stralciare i tributi locali delle mini cartelle fino a 1.000 euro (non solo la quota riferita a interessi e sanzioni).
Per il resto, tutto il comunicato è dedicato alla questione dei dehors che, per Confcommercio, appare come prioritaria ed essenziale per la sopravvivenza del comparto della ristorazione e della somministrazione, ma senza guardare alle minime esigenze di tutti i cittadini, al decoro urbano e alla vivibilità dei centri storici.
Va detto che il Presidente provinciale di Confcommercio ha precisato come le agevolazioni per i dehors sono nate in periodo di emergenza pandemica al fine di consentire ai titolari di bar e ristoranti, che adottavano tutte le misure di prevenzione dalla diffusione del contagio, di poter lavorare comunque all’esterno dei propri locali di vendita durante i mesi più duri dell’emergenza sanitaria; agevolazioni che prevedevano facilitazioni o esenzioni tributarie, semplificazioni delle procedure, anche in centro storico
“Detta tipologia di agevolazione – viene sottolineato – era stata istituita, assicurando, di fatto, il distanziamento tra gli utenti consumatori, con conseguente necessità di semplificazione delle procedure per l’occupazione di spazi e suolo pubblico anche in centro storico.
Il Presidente Manenti aggiunge anche e precisa che “Sebbene le misure sono nate con la funzione di agevolare i consumi e rilanciare l’economia cosiddetta circolare, nella pratica rimane la necessità di dover conciliare l’utilizzo dello spazio pubblico in modo che si tengano nella giusta considerazione gli interessi delle aziende di poter lavorare usufruendo delle agevolazioni e quello dei cittadini di godere di spazi urbani di qualità, nonché dei residenti di vivere in aree ordinate e facilmente fruibili nel corso dell’intera giornata.
E qui sta la questione fondamentale che va affrontata senza guardare solo alle esigenze degli esercenti : ben vengano le agevolazioni ma deve essere sempre esercitato un rigoroso controllo.
C’è la previsione di dehors liberi per bar e ristoranti fino al 31 dicembre 2023 e, in particolare, viene prorogata fino al 31 dicembre 2023 la possibilità, per gli esercizi pubblici titolari di concessioni o di autorizzazioni all’uso del suolo pubblico, di disporre temporaneamente, senza necessità di autorizzazione (Dlgs 42 del 2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio), strutture amovibili – “dehors”, ma anche elementi di arredo urbano, attrezzature, pedane, tavolini, sedute e ombrelloni – in aree di interesse culturale o paesaggistico.
Ma le strutture dovrebbero essere allocate solo in spazi adeguati, piazze, slarghi, marciapiedi ampi, per permettere la normale fruizione dei luoghi, primariamente senza interferire con ingressi di abitazioni o di altre tipologia commerciali. Ci sono anche delle norme sulla concorrenza che dovrebbero interessare gli stessi esercenti della categoria: locali di pochi metri quadrati che, al massimo, potrebbero accogliere all’interno una decina di clienti, verrebbero così autorizzati ad avere un locale esterno di 40 o 50 posti, se va bene.
Limitazioni al passaggio sui marciapiedi o sulla carreggiata per i veicolo ormai non si contano, senza dire che molti locali aprono solo nelle ore serali, così che, di giorno, per tutto il giorno, si assiste ad un indecoroso spettacolo di sedie e tavolini accatastati, ombrelloni giganti chiusi e trattenuti da corde o catene.
Siano adottate tutte le possibili agevolazioni, venga eliminato ogni costo per occupazione di suolo pubblico ma si mantengono regolari necessarie autorizzazioni per tutte quelle strutture che si presentano come amovibili, ma per smontarle occorrono tre giorni.
Siano autorizzate le strutture anche in aree di interesse culturale o paesaggistico, ma si badi, comunque, all’estetica delle strutture e alla vivibilità cittadina e dei residenti..
Altrimenti a dominare saranno il caos e l’assoluta mancanza di decoro.
E, in periodi campagna elettorale, sarebbe d’uopo che i candidati a sindaco esponessero le loro posizioni in merito, senza guardare a quello che hanno fatto o vorrebbero fare in futuro sindaci e aspiranti tali
