Nel bailamme mediatico che domina l’attuale rivalità politica fra amministrazione Cassì e opposizioni di centro destra, si inserisce, intanto, l’intervento del commissario del Movimento per l’Autonomia per la provincia di Ragusa, il sindaco di Adrano Mancuso, che avrebbe sollecitato, in una riunione di maggioranza alla provincia, un atteggiamento più morbido da parte di qualche esponente di centro destra al Comune di Ragusa nei confronti del sindaco Cassì che, alla provincia risulta, invece, alleato del centro destra.
Perché il Mancuso non si è rivolto, invece, a Cassì, per sollecitare un atteggiamento apertamente più disponibile nei confronti dei nuovi alleati del cdx non è dato sapere.
Intanto, stamattina, notizie non confermate di un imminente ingresso di Cassì in MPA, addirittura voci dall’interno di MPA davano per certo un incontro di stamane, a Palazzo dell’Aquila, fra il vicesindaco Giuffrida e il consigliere provinciale MPA Galifi, incontro però smentito dall’assessore Giuffrida.
Restano per strada, per ora, gli strascichi delle diatribe fra i consiglieri Caruso e Mauro, con il coordinatore cittadino di FdI, Poidomani, da una parte e il sindaco e il movimento di Giorgio Massari dall’altro.
Sullo scambio di dichiarazioni e di comunicati si è acceso un dibattito sulla natura delle contestazioni, il servizio di collegamento tramite catamarano, con Malta, che l’amministrazione non avrebbe sfruttato a suo favore, che ha visto repliche piccate, se non addirittura pesanti, da parte del sindaco e di Ragusa prossima.
Tutti hanno apprezzato la prontezza, in primis del consigliere Mauro, nel rilevare l’assenza di interventi, qualcuno ha ritenuto eccessivo l’attacco concentrato sull’assessore Massari per aspetti che attenevano di più al turismo e ai centri storici, in termini di promozione del territorio e operazioni di incoming.
Anche noi pensiamo che, per motivi che più volte abbiamo avuto modo di esplicare, l’attività di Giorgio Massari e le sue potenzialità sono soffocate dal governo centralizzato di Cassì e dalla sua smodata smania di egocentrismo, del resto, come detto, anche dallo stesso Massari, lo sviluppo economico non è che uno strumento di una orchestra i cui strumenti devono essere tutti suonati con perizia. Cosa che non avviene in una giunta dove diversi settori sono ad attività zero e risultati sottozero.
Comprendiamo la voglia del fare dei giovani di centro destra ispirata a visioni proiettate nel futuro, con lungimiranza e adesioni a metodi politici sganciati dal passato, ma, ci permettiamo sottolineare, attaccare solo Giorgio Massari, unico elemento con il suo valore e i suoi valori in una giunta dal tasso di caratura bassissimo, è assai rischioso per la città.
Attorno a queste valutazioni si snoda un dibattito parallelo fra quanti accettano i toni fondamentalmente morbidi dei consiglieri di centro destra, che si soffermano solo su uno dei tanti aspetti sollevati senza sollecitare anche interventi dall’alto, da parte degli organi di partito e della deputazione per il crescere in città di situazioni arrivate quasi al punto di non ritorno.
Stride, per esempio, il silenzio di Forza Italia rispetto alle esternazioni citate del commissario MPA, come pure nessun intervento è stato fatto per le dichiarazioni del sindaco e di Ragusa Prossima, che vanno oltre il consentito, investendo non solo i consiglieri ma più ancora i partiti.
In questa sede ci soffermiamo alle dichiarazioni di Cassì e, come faremo in altra parte del giornale, per il comunicato di Ragusa Prossima, ci affidiamo ad una sorta di lettera firmata di un esponente di centro destra, estraneo naturalmente ai fatti, che ci propone le sue risposte, le sue repliche a quanto detto dal sindaco Cassì e da Ragusa Prossima, non condividendo i toni morbidi delle risposte del centro destra.
Questo l’ideale comunicato che un nostro lettore avrebbe voluto leggere:
Comunicato congiunto dei consiglieri comunali di centro destra xxx e zzz e del Coordinatore cittadino di www:
Insolenti illazioni del sindaco Cassì nei confronti di chi guarda all’operato degli assessori e auspica una adeguata guida politica per la città.
Si esprime il forte dissenso e la contrarietà nei confronti del sindaco Cassì per le dichiarazioni rese alla stampa a proposito delle critiche rivolte all’assessore allo Sviluppo Economico della sua Giunta.
Come fa solitamente, e come accade spesso in aula, il Sindaco non riesce a replicare ai precisi rilievi che, peraltro, non sono indirizzati alla persona ma alla figura istituzionale ritenuta inadeguata al ruolo, senza un operato effettivo e concreto e, soprattutto, senza risultati tangibili.
Si appella al complotto, alla strategia studiata a tavolino, scendendo a bassi livelli di politica con la storiella di chi sarebbe abituato a fare politica “in un certo modo”.
Le illazioni, gratuite, su un fine politico della strategia, lasciano il tempo che trovano, mai ci potrebbe essere, per uscire di metafora, un ingresso nell’attuale giunta di elementi di centro destra, come riteniamo impensabile che Cassì possa arruolare elementi di partiti che sono all’opposizione.
Al contrario di Cassì, all’agitata ricerca di una casa politica che serva da trampolino per la sua carriera politica, noi abbiamo la nostra casa, abbiamo le nostre idee politiche chiare, trasparenti e precise.
Ogni riferimento alle considerazioni di tipo politico sul rientro in Giunta dell’assessore Distefano è da considerarsi solo di opportunità per le difficoltà del momento: del tutto evidente che le critiche per le scelte del sindaco sull’assessore Distefano, trattato come una suppellettile dell’amministrazione, senza rappresentanti in Consiglio comunale, vicino ad un politico e a una politica ondivaghi, dal campo largo di sinistra a alla destra di Schifani, entrambe aree politiche avversate dall’amministrazione che ha chiesto fiducia ai ragusani, sono di tutt’altra natura rispetto a quelle rivolte all’assessore allo sviluppo economico, ancorché la lancetta dell’attività di Distefano risulta immobile a zero.
Bene farebbe il sindaco Cassì a rivedere le sue strategie di replica, badando a non infiammare il dibattito politico con termini inadeguati, perché, se si parla di mezzucci, lui, la sua amministrazione e la maggioranza che lo sostiene sono maestri nell’arte del ‘mezzuccio’, come spesso è ampiamente riscontrabile in Consiglio comunale.
