Botta e risposta fra Calabrese e il CdA dell’Opera Pia Eugenio Criscione Lupis

Nella sua qualità di segretario cittadino del PD e di candidato sindaco, Peppe Calabrese, su sollecitazione di alcuni parenti di ricoverati, aveva denunciato le condizioni non accettabili per gli occupanti dell’ospizio.
Una sorta di ‘ispezione’ nel contesto dell’attività di campagna elettorale che spazia dalle periferie alla refezione scolastica, dal centro storico all’ospedale in attesa di apertura, un’altra delle operazioni di controllo per denunciare criticità e disservizi, finalizzate a catalizzare consenso elettorale.
Rilievi indirizzati ai responsabili della struttura e all’amministrazione comunale verso la quale non dimentica mai di rivolgere un pensiero, nonostante la mole di eccezioni sollevate a suo carico potrebbero ormai bastare per essere certi che per qualche decennio i grillini scompariranno da Ragusa.
Ma forse, considerati i numeri delle recenti elezioni, così non è, al netto dell’enorme distanza che separa 5 Stelle dal PD, in termini di percentuale di consenso.
IL PD, anche in questo caso di politica di opposizione, purtroppo, prende un  scivolone, perché, come ci era stato anticipato quando avevamo cercato riscontri, arriva subito la risposta del CdA dell’Opera Pia.

Calabrese aveva denunciato, intanto, le condizioni difficili, all’interno della struttura, per la mancanza del riscaldamento.
Imbacuccati, all’interno delle sale comuni, gli ospiti della struttura si lamentavano della scelta del Comune di aumentare la retta mensile, circa dieci euro al giorno, per una spesa oscillante tra duecento e trecento euro, che metterebbe a rischio, per qualcuno, anche l’acquisto dei medicinali.
Critiche per il Comune che potrebbe integrare il suo contributo versato, ma anche per i responsabili della struttura perché ci sono altri aspetti delle condizioni per i ricoverati che desterebbero perplessità.
Gli operatori dei Servizi Sociali del Comune non si farebbero vedere da tempo, non potendosi rilevare, così, le criticità in assenza delle persone deputate a farlo.
Naturalmente il comunicato di Calabrese si concludeva con le sollecitazioni all’assessore ai servizi sociali e agli operatori dell’ente per una più efficace azione di controllo e di intervento a favore di fasce disagiate, con l’impegno che quando sarà il PD ad amministrare la città (ma quanti sono, finora, quelli che sostituiranno i 5 Stelle a Palazzo dell’Aquila? Finora vantano l’ingresso a Palazzo almeno tre o quattro componenti, NdR) tutto sarà diverso.

In questi casi, si accoglie un comunicato di questo tipo sulla base dell’affidabilità del proponente e nel caso di Calabrese, al netto delle strumentalizzazioni fisiologiche e che ci possono stare in periodo elettorale, dobbiamo dire che, al contrario di molte altre opposizioni che sparano nel vuoto, i rilievi appaiono spesso fondati, come per le periferie, per l’ospedale, per le contrade, per il centro storico e per la refezione scolastica, anche se ci permettiamo di eccepire qualcosa in merito ai metodi e soprattutto ai rimedi pretesi che, Calabrese, da buon politico, sa che non sono sempre di facile attuazione.
In questo caso, la risposta del CdA dell’Opera Pia solleva non poche perplessità in ordine alla nota di Calabrese: questo il testo integrale che non lascia spazio a commenti per la puntualità delle repliche:

ANCHE ALL’OPERA PIA LE CALDAIE POSSONO SUBIRE GUASTI:

NESSUNA VOLONTÀ DEL CDA A LASCIARE AL FREDDO I PROPRI OSPITI – E’ TRISTE CHE QUALCUNO STRUMENTALIZZI SITUAZIONI OGGETTIVE

In merito alla nota diramata dal Segretario cittadino del PD, il Cda dell’Opera Pia Eugenio Criscione Lupis tiene a ricostruire per correttezza di informazione cosa ha determinato, purtroppo, il disagio lamentato nella nota stampa.

Domenica 25 febbraio 2018, di colpo, la caldaia ha avuto un guasto. Lunedì mattina del 26 febbraio la segreteria dell’Ente ha immediatamente chiesto l’intervento della ditta che si occupa della manutenzione. Dopo un sopralluogo, alquanto impegnativo vista la grandezza della struttura, giovedì 1° marzo i tecnici hanno proposto la soluzione per riparare il guasto.
Un intervento piuttosto significativo per il tipo di problema a cui il Cda venerdì 2 marzo ha dato l’assenso.
Ed infatti, già dal pomeriggio del 08 marzo il riscaldamento è tornato parzialmente funzionante, mentre per la parte ancora guasta già da oggi, venerdì 9 marzo, verranno avviati i lavori di riparazione della tubazione.

Un’altra accusa viene rivolta anche agli operatori dei Servizi Sociali del comune di Ragusa, accusati di negligenza con le gravi parole: “avrebbero l’obbligo morale di farlo, non si fanno vedere da quelle parti e dunque, anche volendolo, non possono avanzare alcuna segnalazione in relazione alle criticità esistenti.”
Si tratta di una affermazione del tutto priva di fondamento perché l’Assistente Sociale del comune giornalmente si interfaccia con la segreteria dell’Ente e settimanalmente si reca presso la Struttura oltre a tutte le volte che è necessario il suo intervento.
Non si capisce su quali basi vengano mosse accuse verso chi svolge il proprio lavoro con professionalità.

Riguardo all’aumento della retta decisa dal Comune, si rappresenta che lo stesso discende dalla corretta applicazione del DPRS 158/96 che fissa l’importo della retta di ricovero per le case di riposo.
Tra l’altro si precisa che, da anni, agli ospiti vengono assicurati tutti i servizi con una retta di gran lunga inferiore a quella stabilita dalla legge.
Infatti, per lungo tempo agli assistiti non è stato chiesto nessun aumento. E’ opportuno evidenziare che il calcolo della nuova retta garantisce agli anziani ospiti una somma residua mensile di € 200.00 per le spese personali e che i farmaci, essendo gli assistiti tutti esenti dal ticket, non devono essere acquistati (tranne per quelli specifici che rappresentano comunque una minima parte).

Infine, si ricorda che i Componenti del Cda e il suo presidente di codesta IPABB, svolgono la loro attività a titolo gratuito, ne hanno rimborso di qualunque natura e genere, nell’esclusivo interesse dell’opera pia, garantendo la massima attenzione agli assistiti con abnegazione e senso civico, tutto con la piena collaborazione dei lavoratori che svolgono la loro attività con dedizione.
Tutto sempre nel rispetto della dignità degli anziani e della legge.
Il Cda è un organismo aperto ad accogliere qualsiasi proposta o suggerimento dei familiari degli assistiti o di chiunque fosse interessato.

È auspicabile che coloro che hanno a cuore la cosa pubblica, cerchino il dialogo ed, soprattutto, evitino di creare disinformazione gratuita e strumentale o, peggio ancora, allarme sociale.

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