Becera e strumentale polemica politica anche in un momento di grande emergenza in tutta la nazione, istanze legittime diventano arma di contrasto politico e contribuiscono ad incrementare l’archivio dei comunicati stampa e dei post sui social.
Una situazione che, a dire il vero, nell’incombenza di una emergenza che si può aggravare da un momento all’altro, ha già stancato lettori, telespettatori e gente comune.
Mancano prescrizioni precise e particolari sulle norme da rispettare, l’autorità centrale, addirittura, si lascia sfuggire, i contenuti dei decreti prima che vangano ufficializzati.
Capita, così, che non c’è una norma precisa sui mercati all’aperto, sulla passeggiata in spiaggia, se la farmacia o il supermercato debbano essere quelli sotto casa o si può andare in giro per la città, due per auto, di più se componenti dello stesso nucleo familiare, poi si trova scritto che, se in due, uno deve sedere sul sedile posteriore. A Catania la gente fa il bagno a mare, a Ragusa non si può fare il Consiglio Comunale, ma a Roma si convoca la riunione del CIPE, anche dalle foto delle riunioni in prefettura non sembra che siano rispettate le distanze di sicurezza.
L’autorità centrale, in questo momento di grande impegno, non può nemmeno essere criticata, ancorché obbligata ad un fiume di chiarimenti interpretativi, non è chiaro nemmeno se le autodichiarazioni le fornisce la pattuglia che ti ferma o si devono portare appresso, con la paletta e il sacchetto per gli escrementi del cane. Non sai se puoi ordinare una bombola di gas, se la puoi andare a prendere tu, e in che orari.
Si vive al momento, oggi ti dicono che il supermercato è aperto anche domenica, sabato sera ti diranno che è chiuso.
In questo bailamme comunicativo, a Ragusa godiamo del braccio di ferro fra minoranze politiche e l’amministrazione che intende convocare la seduta di consiglio comunale, a tutti i costi, nonostante le polemiche che montano.
Non c’è una norma precisa che indica se il consiglio comunale si può o meno convocare.
Le minoranze, in conferenza dei capigruppo, avevano stabilito di accettare solo, eventualmente, punti all’OdG urgenti e indifferibili, poi sono entrati in aula per esitare il punto riguardante lo scioglimento della Segreteria Generale condivisa con la Provincia, senza che siano stati resi noti i motivi urgenti ed indifferibili, ma si comprendeva che c’era l’esigenza delle opposizioni di fare passerella mediatica, perché, se ti opponi alla seduta, te ne vai, considerato anche che, numericamente, le minoranze sono ininfluenti.
Un dato che sembra certo, perché confermato dalle convergenti dichiarazioni di Mario D’Asta, capogruppo del PD e da Antonio Tringali, che ha partecipato alla conferenza dei capigruppo in sostituzione del capogruppo Firrincieli, è quello che, martedì pomeriggio, si era usciti dalla conferenza dei capigruppo con l’accordo che ci si sarebbe rivisti lunedì pomeriggio, 16 marzo, per concordare eventuale seduta urgente.
Invece, il giorno dopo della conferenza dei capigruppo e della seduta di consiglio, viene convocata la seduta per martedì 17 marzo.
Contattati, D’Asta e Tringali, affermano che non c’è stato nessun contatto, il Presidente Ilardo riferisce che ci sono motivi di urgenza per un punto in particolare, per altri le scadenze si avvicinano, accenna solo al tentativo di verificare se ci potranno essere spostamenti dei termini, considerata l’emergenza, uno spiraglio per rinviare la seduta.
Oggi, venerdì 13 marzo, viene diffuso un comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune che riporta le spiegazioni per la convocazione del Consiglio Comunale, nel pieno rispetto delle prescrizioni di sicurezza.
Dichiara il primo cittadino:
“Leggo e sento di un dibattito politico sull’opportunità di convocare il prossimo consiglio comunale per martedì 17.
Lontano dalle polemiche, che oggi come non mai dovrebbero rimane distanti dalla nostra politica, ritengo opportuno chiarire che nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio ci sono solo punti non rimandabili, dalla cui approvazione dipende la possibilità di ottenere importanti finanziamenti per questo Comune.
Anche in queste giornate le Istituzioni sono chiamate a svolgere il loro ruolo, rispettando ovviamente tutte le prescrizioni di sicurezza”.
Autorevolissime le dichiarazioni del Sindaco di Ragusa, per quanto non comprendiamo perché non sia il Presidente del Consiglio a preoccuparsi di validare le decisioni che dovrebbero essere solo sue, al di sopra delle parti, del tutto scisse dalle eventuali sollecitazioni della maggioranza.
Su questo e sulle motivazioni di urgenza della seduta per tutti i punti all’OdG si potranno sbizzarrire i più autorevoli esponenti politici, noi ci permettiamo solo di avere perplessità sulla possibilità di ottemperare alle prescrizioni di sicurezza nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila e al riguardo suggeriremmo di utilizzare come aula consiliare la sala convegni del centro direzionale della zona artigianale, che potrebbe più agevolmente ospitare le sedute del civico consesso, non solo in questo momento di emergenza.
