C’è qualcosa che determina voglia di EXPO

di Cesare Pluchino
Nonostante le diverse criticità riscontrate, sin dal giorno dell’apertura, si continuano riunioni per pianificare partecipazioni dall’esito incerto, se non altro per la totale assenza di programmazione e di progetti ben definiti

Una sensazione è netta, acclarata dall’opinione di molti, assai più conveniente organizzare l’EXPO che gestirlo, molto più conveniente e facile organizzare la partecipazione per chi ne è ‘’capace’’ che non riportare a casa risultati concreti.
Numerose le perplessità, senza ausilio di risposte certe agli interrogativi: enormi parcheggi vuoti, mattinate, nel periodo scolastico, popolate solo da scolaresche, grande afflusso solo la sera, quando EXPO diventa meta privilegiata dei lombardi per una serata dal gusto internazionale e multietnico.
Non si vogliono dare dati certi sul numero dei visitatori, fioriscono gli sconti, le operazioni promozionali, addirittura, in queste ore, stanno arrivando le offerte dell’INPS per i pensionati al di sotto dei 10.000 euro di imponibile previdenziale, con biglietto gratis e sconto del 50% per il treno.
Verosimile che passata la prima parte di settembre, con qualcuno ancora in vacanza, ci sia avvia ad una conclusione di EXPO che sarà dominata da offerte di tutti i tipi per un target di visitatori non certo ottimale in funzione di ritorni di tipo turistico.
Sarà un po’ come andare in negozio in tempo di saldi, ma alla fine.
Ma per vedere poi cosa ? L’esposizione universale dedicata al cibo, all’alimentazione, all’equa distribuzione delle risorse alimentari su tutta la terra  per tutti i popoli si è trasformata, ovviamente in senso molto generale, in un grande lunapark della ristorazione e dei prodotti tipici che sono venduti come in qualsiasi fiera locale.
Più che di cultura del cibo e dell’alimentazione c’è marketing territoriale, folklore, spettacolo e spazio per i maghi della comunicazione che riescono a veicolare l’hamburger di coccodrillo piuttosto che quello di zebra.
Pur con tutte le riserve del caso, si poteva sfruttare l’occasione per fare promozione del territorio e per diffondere le tipicità
locali. Cosa che ha fatto, sia pure nel particolare contesto del Cluster del cioccolato, il Comune di Modica, che ha ottenuto, sin dai primi giorni, risultati eccezionali con le semplici tavolette di cioccolato modicano e qualche evento sfruttato ad hoc.
Tutto il resto della provincia è rimasto al palo, con in testa il Comune di Ragusa che ha, addirittura, ritirato la partecipazione agli eventi e chiesto il rimborso delle somme versate.
Eccessiva fiducia nell’organizzazione regionale che si è rivelata fallimentare, sia per quanto riguarda la presenza al padiglione Italia, in piazzetta Sicilia, si per quanto riguarda il Cluster BioMediterraneo. Per capire lo sfascio dell’organizzazione siciliana basti pensare che, a metà della partecipazione milanese, l’assessore Vancheri si è dimessa per altri impegni lavorativi.
In questo desolante scenario, non sono emerse proposte degne di questo nome per qualsivoglia programma di partecipazione. Si è parlato spesso di settimane dedicate alla terra iblea, ora per questa tipicità, ora per un’altra eccellenza, ma al di fuori di una presenza indiretta, nell’ambito del sud est, per una sorta di briefing con il regista di Montalbano e l’agente Catarella, alla presenza di circa un centinaio di spettatori, ci resta il nulla assoluto.
Non è questa la sede per identificare responsabilità che, in ogni caso, vanno spalmate su una platea che allarga i suoi confini in ambito regionale, ma, di certo, constatare incapacità e immobilismo di responsabili del turismo, dei beni culturali, delle eccellenze del territorio – olio, vino, formaggio, agroalimentare in genere –  lascia l’amaro in bocca e legittima perplessità se, a spettacolo che sta per finire, si fanno riunioni per programmare partecipazioni in extremis. Partecipazioni che, intanto, andranno pianificate alla prossima riunione prevista per il 1° settembre, perché alle ferie non si può rinunciare, senza dire che, allo stato attuale non c’è uno straccio di progetto, solo, forse, l’esigenza di giustificare l’utilizzo di fondi ex INSICEM che erano stati devoluti alle esigenze EXPO.
Ma forse questi fondi preziosi, alla fine, saranno serviti solo per qualche banner e piccoli quantitativi di depliant a basso costo, tenuto conto anche che, nel corso della riunione suddetta si è parlato di ridurre una eventuale presenza da una settimana a quattro giorni, dal giovedì alla domenica, poi ridotti ancora a tre, dal venerdì alla domenica, quasi ci fosse il timore fondato di una presenza non supportata da adeguati programmi.
Alla riunione hanno partecipato, fra gli altri il rappresentante del Commissario Cartabellotta, i sindaci di Chiaramonte Gulfi, Pozzallo e Santa Croce Camerina, il vicesindaco di Comiso, il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio DOP extravergine di Oliva Monti Iblei, Giuseppe Arezzo, il Direttore del Distretto Produttivo Lattiero Caseario, Enzo Cavallo, Saro Alescio in rappresentanza dei consorzi d’impresa che hanno partecipato ai bandi per i fondi a valere ex Insicem. Per il Comune di Ragusa presente alla riunione la collaboratrice del Sindaco Piccitto per le manifestazioni culturali a forte valenza turistica, la dott.ssa Ornella Tuzzolino. Ha partecipato anche il giornalista ed esperto di turismo, Mario Papa nella qualità di  Presidente del CITUR – Consorzio Ibleo Turismo che ha proposto l’unica iniziativa valida emersa dalla riunione, vale a dire l’organizzazione di una conferenza stampa da organizzare all’EXPO in concomitanza con la presenza milanese per cercare di ottimizzare la stessa, iniziativa che, al di là della valenza strategica, può godere della professionalità e dell’esperienza del dott. Papa, già positivamente sperimentata in passato.
Assordante il silenzio sull’appuntamento del Distretto Turistico.
La data di partecipazione, inizialmente prevista per settembre, è stata spostata ai primi quattro giorni di ottobre per evitare sovrapposizioni con la Fiera Agricola
Null’altro di particolare è emerso se non la necessità di produrre una pianificazione snella per la gestione dell’evento, nel tentativo di ottimizzare la promozione del territorio e delle sue eccellenze, con l’intento di evitare protagonismi e sovrapposizioni in un’ottica di grande concertazione e sinergia.
Spunti polemici sono emersi dall’intervento del Sindaco di Santa Croce Camerina che ha esortato, sulla scorta di un recente evento dedicato a Montalbano, una maggiore disponibilità del Comune di Ragusa a evidenziare tutte le location di Montalbano, anche quelle fuori Comune come la casa del Commissario, a Punta Secca, che costituisce l’elemento fondante di ogni puntata.
Il dott. Arezzo ha invece insistito per capire quale fosse la posizione del Comune di Ragusa, considerato l’annuncio ufficiale del ritiro della partecipazione, domanda alla quale, la dott.ssa Tuzzolino, non ha saputo dare risposta, mostrandosi addirittura sorpresa per l’interesse sulla questione mostrato da Arezzo.

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