Capigruppo consiliari di Ragusa a confronto con il Direttore Generale dell’ASP

Organizzato in tempi brevi il secondo incontro, in videoconferenza, fra i capigruppo consiliari e il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria provinciale, grazie alla disponibilità dello stesso arch. Aliquò e dell’Ufficio Stampa dell’Azienda, guidata dalla dott.ssa Miceli.
I capigruppo consiliari, con in testa Sergio Firrincilei e Gianni Iurato, avevano chiesto l’ennesimo incontro per essere aggiornati sugli sviluppi dell’emergenza, ancorché puntualmente informati dalle notizie esaustive fornite, costantemente, dal dott. Rabito, nella doppia veste di assessore alla sanità e di primario della Rianimazione del Giovanni Paolo II. Oggetto delle domande dei capigruppo, infatti, non solo gli aspetti prettamente medico-sanitari dell’emergenza, ma anche aspetti logistici riguardanti i vari screening, la medicina del territorio e altri legati alle competenze dell’Azienda.
La videoconferenza, organizzata tramite le apparecchiature streaming di Palazzo dell’Aquila, è stata resa disponibile alla pubblica visione, ma non è stata adeguatamente seguita per una scarsa informazione da parte della Presidenza del Consiglio alla quale toccavano gli oneri dell’organizzazione, in quanto si trattava di incontro richiesto dai consiglieri comunali, attraverso i rispettivi capigruppo.
Capigruppo che non hanno inteso prendere in mano la gestione dell’incontro, ponendosi quasi come ospiti invece che come padroni di casa, compito naturalmente, ed egregiamente come sempre, colto al volo dal Sindaco che ha anche diffuso un comunicato stampa alla fine della videoconferenza.

L’arch. Aliquò ha introdotto il confronto ripercorrendo le fasi dell’emergenza, dalla primavera a oggi, evidenziando come ad una prima fase con un numero esiguo di positivi rilevati, solo 92, grazie anche a comportamenti corretti della popolazione, sia seguita una fase di sensazione di liberazione dal virus, con fenomeni anticipati, e poco opportuni, di viaggi all’estero, vacanze in giro per l’Italia, che, uniti ai flussi turistici in entrata, hanno provocato le condizioni attuali che vedono la provincia di Ragusa con la percentuale fra le più alte di positivi in relazione al numero di abitanti.
Indubbio che, in relazione al numero dei positivi, è contenuto il numero dei ricoveri, ma la pressione sul sistema ospedaliero è stata forte.
Superati i vari problemi connessi e affrontate efficacemente le patologie non COVID, era stato individuato il Maria Paternò Arezzo come ospedale COVID ma l’impossibilità di reperire adeguato numero di personale medico ha fatto propendere per la scelta di utilizzare il Giovanni Paolo II.
Oggi, ha specificato il DG, c’è una disponibilità di circa 150 posti nei tre presidi ospedalieri della provincia, oltre ai 17 posti ricavati al Maria Paternò Arezzo trasformato in RSA e alle zone grigie dei tre nosocomi principali dove ci sono le necessarie attrezzature per le prime cure covid.
Il nostro sistema ha funzionato, anche in termini di accoglienza al Pronto Soccorso, anche per i pazienti non COVID, grazie ad una buona, se non ottima, organizzazione dell’Azienda che, in tutti i presidi ha risolto immediatamente, e con successo, ogni problema che si presentava, il tutto grazie anche al personale medico e sanitario che ha dato totale disponibilità nel particolare momento di emergenza.

Le domande più pregnanti rivolte dai consiglieri Firrincieli e Iurato, in particolare Firrincilei ha dimostrato una visione ampia e globale dell’emergenza sanitaria, ponendo interrogativi, che sono anche quelli della gente, interessanti e attuali. Iurato, in particolare ha chiesto al Direttore Aliquò la sua valutazione sulla possibilità di zona rossa, oltre a soffermarsi sulle convenzioni con i privati per attività chirurgiche e sulla opportunità di una attività di prevenzione che estenda l’effettuazione dei tamponi periodici gratuiti anche al personale medico infermieristico, Osa, Oss e altre categorie simili in servizio nelle case di riposo per anziani, case-famiglia, comunità protette e strutture sanitarie private, prevedendo, inoltre, di predisporre tamponi periodici anche per gli anziani ospiti nelle strutture, i quali, certamente, non possono sostenere altri costi aggiuntivi rispetto alla retta mensile dovuta per l’ospitalità ricevuta.
In videoconferenza il Direttore ha raccolto le domande e ha risposto alla fine di tutti gli interventi, noi analiticamente, riporteremo domande e risposte del Direttore Generale.
È doveroso, comunque, premettere e mettere in evidenza il clima di totale serenità con cui si è svolto l’incontro, senza polemica alcuna, in ciò favoriti dalla persona dell’arch. Aliquò che sempre, anche nella sua precedente esperienza a Ragusa, si è posto in maniera assai disponibile nei confronti della comunità iblea, riscuotendo, in ogni occasione, notevole consenso personale e per il ruolo rivestito.

Il consigliere Firrincieli ha posto il quesito sul totale dei posti letto COVID, che sarebbero circa 150 in totale, 80 a Ragusa, 35 a Modica e 37 a Vittoria, con posti di terapia intensiva 25 a Ragusa, 4 a Modica, 35 a Vittoria.
2667 i positivi a casa, di cui 575 nel capoluogo 16 in RSA, questa prevede 20 posti elevabili a 44.
I ricoverati 117, 58 a Ragusa, 24 a Mofica, 35 a Vittoria, ma sono numeri che variano di continuo, il che sconsiglia alla nostra Azienda di emettere report giornalieri, fermo restando l’impegno di fornire alla stampa ogni aggiornamento richiesto.
31.619 i test rapidi che hanno trovato 398 positivi: quasi 77.000 i tamponi processati dal laboratorio dell’Azienda, con ritmi arrivati anche a 800 giornalieri.
Alla domanda di Firrincieli sullo scandalo palermitano, il Direttore Generale si è limitato a evidenziare che gli ispettori hanno potuto constatare come al posto degli 80 posti previsti ne hanno trovato 83, con una terapia intensiva adeguata e con attività programmate. Per altri aspetti della delicata vicenda, compresi quelli dl coinvolgimento della nostra città come sollevato dall’on.le Fava, ha evitato di addentrarsi nell’argomento.
Il DG ha detto che poco è stato speso per l’iniziale adeguamento del Maria Paternò Arezzo, favoriti anche dal fatto che si entrò nel reparto da poco svuotato dell’ostetricia e ginecologia, il cui trasferimento avvenne senza provocare danni alla struttura. Ma di cifre Aliquò non ha parlato, era chiaro che Firrincilei si riferiva agli annunci dell’assessore Razza che aveva promesso soldi e personale per quello che doveva diventare ospedale COVID.
Confermati gli accordi in itinere con i medici di base, la cui funzione va esaltata, secondo il Direttore, non solo per la collaborazione per i tamponi, quanto per la preziosa opera professionale di assistenza, con adeguati protocolli, nelle prime manifestazioni del contagio.
Risposte positive alle domande di Firrincieli sull’utilizzo dei locali della RSA che verrà trasferita all’OMPA assieme al Centro Risvegli per lasciare spazio a uffici dell’Azienda, ma nulla in merito all’utilizzo del Civile.
In stand by per l’emergenza il progetto di ampliamento del Giovanni Paolo II che vedrà, però, da subito, l’ampliamento della terapia intensiva, per il quale sono già superate le fasi di progetto e di affidamento dei lavori.
Conferma dell’avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale, fortemente consigliata e per la quale l’Azienda è disponibile per tutte le necessità.
Il consigliere Iurato voleva strappare il parere del Direttore Aliquò sulle eventuali condizioni da zona rossa ma, a conferma che la problematica è stata irresponsabilmente trascinata sul piano squisitamente politico, il manager ha evitato di fornire anche solo un parere, una opinione, ammettendo che nel dibattito si sono inserite solo tifoserie. Ha detto solo che si intravede qualche spiraglio di luce che deve essere supportato, in ogni caso, da adeguati comportamenti della gente per evitare di ricadere in emergenza grave.
Al consigliere capogruppo Chiavola sono state date assicurazioni sulla disponibilità dei tamponi estesi a tutta la popolazione, compatibilmente ai tempi di erogazione del servizio e sulla efficienza dei reparti zona grigia in termini di assistenza specialistica respiratoria.
Al consigliere capogruppo Mirabella la conferma che, oltre alla RSA dell’OMPA non ci sarà COVID hotel in provincia, al consigliere capogruppo Tumino la conferma dell’attenzione per la medicina di base quale indispensabile supporto per l’emergenza.
Alla vicepresidente del consiglio comunale, la consigliera Raniolo, chiarimenti sull’approvvigionamento di ossigeno, in bombole e per gli impianti ospedalieri, ribadita la massima collaborazione e disponibilità per i tamponi gratuiti nelle residenze per anziani, per i ricoverati e il personale.

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