di Cesare Pluchino
Ancora il Laboratorio 2.0 di Sonia Migliore toglie il velo su vicende imbarazzanti che riguardano un Martorana
Sembra che Sonia Migliore, con il suo laboratorio politico, abbia un’avversione per il cognome Martorana: questa volta, a farne le spese della puntuale attività di controllo, è il Martorana assessore ai servizi sociali e alla pubblica istruzione, uomo di integerrimi costumi e appartenenze politiche, che scivola, senza farsi male, su una buccia di banana. Succede nelle migliori famiglie.
Con comunicato, emanato dall’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa, il n. 175 del 15 marzo, viene data notizia di accordo dell’ente finalizzato alla firma di un protocollo d’intesa tra il Comune di Ragusa e CE.SI.FO.P (Centro Siciliano per la Formazione Professionale) per l’attuazione dell’Avviso 3/2015, emanato dal Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione Professionale, a valere sul FSE 2014-2020 Programma Operativo per una crescita intelligente, sostenibile e solidale.
Con enfasi e dovizia di particolari, viene spiegato che obiettivo comune dei processi e delle azioni da mettere in campo è quello di creare le condizioni per l’uscita dalla crisi e sostenere i processi di rilancio e riconversione produttiva in atto, investendo nelle risorse umane per l’acquisizione di saperi, competenze e professionalità.
Non c’è che dire, nelle intenzioni, una strategia da fare invidia alle migliori competenze europee nel mondo del lavoro e della formazione.
Il Comune di Ragusa e CE.SI.FO.P., ente accreditato anche come Agenzia per il Lavoro presso il Dipartimento Regionale del Lavoro, collaboreranno in sinergia al fine di creare e rafforzare la rete con il tessuto produttivo per l’erogazione di servizi per il lavoro come i SGO (prima informazione, orientamento di primo e secondo livello, incontro domanda/offerta di lavoro, accompagnamento al lavoro) e i SSF (tutorship, assistenza per collocazione o ricollocazione lavorativa, orientamento mirato, inserimento lavorativo per soggetti svantaggiati e persone disabili, formazione imprenditoriale, formazione specialistica, avviamento esperienza di lavoro).
L’assessore Salvatore Martorana spiegava: “Si tratta, per l’amministrazione comunale, di un accordo di enorme valenza sociale. Lavoreremo, in collaborazione con il Centro Siciliano per la Formazione Professionale, per favorire l’occupazione, anche delle fasce deboli, per valorizzare le risorse culturali e professionali attraverso la progettazione e presentazione comune di progetti in partenariato nell’ambito dei bandi regionali, nazionali, comunitari o di servizio civile e protezione civile. Metteremo in atto tutti gli strumenti per sostenere i principi di pari opportunità, antidiscriminazione, parità di genere e sviluppo sostenibile e per favorire l’occupazione dei giovani che si rivolgono al mercato del lavoro e delle professioni”.
Grande entusiasmo per l’opportunità che viene data alla collettività, ma non si sono fatti i conti con Sonia Migliore che trova subito da ridire su un accordo che sarà eccezionale nei termini ma lascia a desiderare in quanto ad affidabilità del partner, almeno secondo quanto riportato dal foglio regionale di un importante quotidiano nazionale on line.
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/02/26/news/assunti_a_loro_insaputa_dopo_i_pip_probabile_truffa_alla_formazione-134295606/
Non stiamo parlando di qualche giornaletto on line locale dalle facili dichiarazioni, attaccabile con facile leggerezza dall’assessore.
Si tratta di Repubblica che mette a nudo lo scandalo che coinvolge questo giovane ente di formazione professionale, il Ce.Si.Fo.P. (Centro siciliano per la formazione professionale), che si sarebbe reso colpevole di aver assunto, a loro insaputa e senza comunicazione alcuna, disoccupati siciliani che si sono accorti di quanto accaduto solo perché non avevano più ricevuto l’assegno di disoccupazione.
Secondo fonti ben informate, per dare seguito all’Avviso 3/2015, occorreva che l’Ente fosse in grado di dimostrare l’esistenza di dipendenti con contratto a tempo indeterminato, così, pare, il Ce.Si.Fo.P., pescando fra i curriculum che aveva ricevuto, per la ricerca di un posto di lavoro nella nuova struttura di formazione, pensava di aver acquisito i requisiti necessari per la partecipazione al bando.
La stessa Cgil regionale, nel commentare la vicenda a seguito delle denunce dei lavoratori, ha parlato di ‘un fatto di inaudita gravità, che configurerebbe una truffa finalizzata ad acquisire finanziamenti pubblici, che ha pure danneggiato i lavoratori inconsapevolmente coinvolti, facendo loro perdere gli ammortizzatori sociali’.
Il comunicato del Laboratorio 2.0 evidenzia come, solo pochi giorni dopo il polverone che ha coinvolto l’ente di formazione, l’assessore Salvatore Martorana, nel comunicato stampa n. 175 del 15 marzo, parli di un ‘accordo di enorme valenza sociale per favorire l’occupazione, anche delle fasce deboli, per valorizzare le risorse culturali e professionali’.
Si tratta della solita supponente mancanza di trasparenza, perché sarebbe bastato evidenziare, alla luce del sole, contatti e intenzioni, affinché qualcuno, magari del settore, avesse potuto mettere in guardia l’amministratore.
Il Laboratorio 2.0 si pone interrogativi sulla efficacia delle strategie, si vuole dare il contentino, alle fasce più deboli, di un corso di formazione o di fantomatici ‘incontri domanda/offerta di lavoro, accompagnamento al lavoro, tutorship, assistenza per collocazione o ricollocazione lavorativa, orientamento mirato’?
Quali i criteri di scelta dell’ente di formazione professionale? Forse i contatti con il referente locale? Perché l’accordo con un enete che non ha sede sul nostro territorio? Dove vivono l’amministrazione e l’esperto alla comunicazione che non si accorgono di fatti saliti alla ribalta delle cronache regionali e nazionali?
Per il Laboratorio 2.0 meglio un passo indietro.
