Caro energia e bollette in aumento: istanze ma nessuno rivolge richieste precise ai partiti e ai candidati

Un momento di grande crisi, non solo italiana ma europea, hanno scelto di andare contro la Russia e le sanzioni economiche sono diventate un baratro economico per chi le aveva deciso. Strategie politiche che si sono rivelate fallimentari, anche perché le sanzioni non hanno impressionato la Russia e la guerra continua: si doveva pensare unicamente alla trattativa, al confronto, alla diplomazia e non imbarcarsi i decisioni che sono scappate di mano.
Con la scusa della guerra, della mancanza di materie prime, guarda caso tutte nelle zone di guerra, tutto era aumentato, ora il caro energia, per l’aumento spropositato del prezzo del gas.
In Italia viviamo una situazione surreale, le scelte ambientaliste ci rendono sempre più schiavi di chi detiene le materie prime, non vogliamo le ricerche nel mare Adriatico dove perforano i nostri dirimpettai, non volgiamo i termovalorizzatori con i quali, in altre nazioni si produce energia, si tentenna per il nucleare quello stesso ampiamente diffuso fra i paesi in guerra che aiutiamo, addirittura la beffa della Russia che brucia il gas in eccesso che non può immettere nelle condutture.
Siamo in campagna elettorale, per le nazionali, e nessuno pensa di rivolgersi ai partiti per avere risposte chiare sul da farsi: il problema non solo come porre riparo economico agli aumenti, ma sapere cosa si vuole fare dopo per non incorrere nelle stesse situazioni.
Ma nessuno chiede, tutti sono incantati dai farneticanti proclami su reddito di cittadinanza, flat tax, immigrazione, pensioni, sicurezza, tanti argomenti che non hanno nemmeno coperture economiche, per non dire che di argomenti scomodi come l’immigrazione si parla poco, delle spese militari ancora di meno.

Localmente dilaga la propaganda. Si scrive per dimostrare di essere presenti, ma non c’è alcuna concretezza:

Per la segreteria CISL di Ragusa serve correre ai ripari, si temono ripercussioni sul fronte dell’occupazione, si teme per le ripercussioni che questa crisi avrà sui lavoratori a servizio di imprese e attività produttive che erano già state fortemente condizionate dai problemi legati al Covid.
La segreteria CISL chiede l’adozione urgente di un nuovo provvedimento per sostenere lavoratori e pensionati, famiglie e imprese. Tutte istanze che dovrebbe rivolgere ai vertici nazionali del suo sindacato per avanzare proposte precise ai partiti, ai candidati e boicottare chi non propone soluzioni che siano ritenute efficaci.
Invece si chiede il solito tavolo per capire se ed in che modo, su base provinciale, si possa dare un minimo di sollievo a chi si trova in sofferenza.
Ma cosa si potrebbe fare localmente? Se si hanno le soluzioni perché non proporle direttamente?

Dopo l’appello di Confcommercio Sicilia, è, addirittura, la federazione provinciale Moda Italia aderente a Confcommercio a rivendicare misure.
Del tutto comprensibile che anche le aziende del settore soffrano per il caro energia e il caro bollette, ma dovremmo essere tutti sulla stessa barca, con le imprese energivore maggiormente danneggiate.
I rimedi e i ristori eventuali devono essere per tutti, le rivendicazioni di singoli settori servono solo a fare confusione.

Anche Confimpreseiblea chiede interventi straordinari per fronteggiare il caro bollette. ”Il Governo deve intervenire per ridurre i costi dell’energia – spiega il presidente provinciale Pippo Occhipinti – le imprese non possono più sostenere questo peso. Altrimenti la chiusura definitiva per centinaia di attività sarà imminente”.
Confimpreseiblea chiede l’estensione del credito d’imposta per l’energia elettrica anche alle piccole imprese, dice, genericamente, che le forze politiche impegnate in campagna elettorale devono dare un sostegno immediato, ma non ci sono istanze dirette ai candidati.
I leader stanno cominciando a fare passerella dalle nostre parti, ma nessuno pensa di chiedere impegni precisi.
Andrà a finire che tutti daranno garanzie, dopo le lezioni valli a cercare.
Il sindacato e le organizzazioni di categoria devono sollecitare i vertici nazionali a confrontarsi con la politica per esigere garanzie precise, impegni concreti. Ma non accadrà.

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