Case IACP di via Risorgimento: scandalo o farsa napoletana?

L’ultimo caso sollevato dalla vicepresidente del Consiglio comunale; Rossana Caruso, nella veste di consigliere comunale non è solo una delle tante amenità provocate dall’amministrazione che attualmente guida la città.
È un caso grave, paradossale, che non si sa se ascrivere alla farsa napoletana o allo scandalo puro, un caso che dovrebbe consigliare ai protagonisti di uscire di scena, di lasciare le poltrone, per un minimo di dignità.
Un caso che la Caruso ha denunciato al presidente Schifani, oltra che all’assessore Aricò e ai responsabili del competente dipartimento regionale, anche se la denuncia cade nel momento meno opportuno perché, al momento, per gli amorosi sensi che intercorrono fra Schifani e Cassì, difficilmente avrà un seguito.

Lo scorso 5 giugno, con una cerimonia ufficiale, con tanto di foto ricordo, sono stati assegnati cinque alloggi a canone sostenibile in via Risorgimento a Ragusa.
Abitazioni destinate a famiglie in situazioni di particolare fragilità: una coppia appartenente alle forze dell’ordine con due figli, una famiglia con una persona disabile composta da una coppia e un bambino, una coppia con un genitore anziano e un figlio, e due nuclei monoreddito, di cui uno con cinque figli e l’altro con due bambini. In totale, 22 persone sarebbero dovute entrare nei nuovi alloggi.
Gli assegnatari hanno regolarmente pagato le due mensilità anticipate, il canone del mese in corso e le spese per la registrazione del contratto.
A livello di farsa la consegna delle chiavi, senza che i destinatari fossero messi al corrente che mancavano i contatori di luce, gas e acqua.
Del tutto evidente che la proprietà degli immobili deve mettere in condizioni gli assegnatari di procedere ai contratti per le forniture di gas, luce e acqua per rendere gli alloggi effettivamente fruibili.
Il caso diventa scandalo quando ci si rende conto che è praticamente impossibile procedere ai contratti, non per colpa degli assegnatari. È l’inizio di una lunga odissea burocratica, ancora non risolta.

Le famiglie si sono rivolte allo Iacp di Ragusa, l’Istituto autonomo case popolari, che ha contattato Enel per un sopralluogo.
Dopo l’ispezione, Enel ha comunicato che le cassette dei contatori non potevano essere installate accanto alle abitazioni, ma dovevano essere spostate davanti al cancello d’ingresso.
Cosa hanno combinato i progettisti?
La consigliera Rossana Caruso sottolinea, raccontando ulteriori particolari della vicenda, che “nei giorni seguenti si sono susseguiti altri sopralluoghi, che hanno confermato la necessità dello spostamento.
Nel frattempo, le famiglie hanno chiesto la possibilità di avere un contatore provvisorio per poter iniziare ad abitare gli alloggi, ma non è stata proposta alcuna soluzione concreta.
Enel ha quindi redatto un preventivo per lo spostamento delle cassette e lo ha inviato allo IACP.
Tuttavia, l’istituto ha dichiarato di non poter procedere con i lavori fino a quando non riceverà una lettera ufficiale dal Comune.
Di fronte a questa ulteriore complicazione, le famiglie hanno chiesto e ottenuto un incontro con il sindaco.
La scorsa settimana, infatti, si è tenuto il colloquio, e il giorno successivo un dipendente comunale ha effettuato un sopralluogo.
“Tra le ipotesi emerse per tamponare l’emergenza – ancora la consigliera Caruso – è stata presa in considerazione la possibilità di collegare temporaneamente gli alloggi alla rete elettrica dell’asilo comunale situato nelle vicinanze, ma anche questa soluzione è risultata impraticabile.
In alternativa, il Comune ha proposto l’uso di un gruppo elettrogeno, ma i costi per il suo funzionamento sarebbero risultati troppo elevati per le famiglie.
L’unica proposta, ritenuta al momento vagamente percorribile, sarebbe quella di effettuare un allaccio temporaneo alla linea elettrica dell’asilo, attualmente chiuso per la pausa estiva, e dotare successivamente la struttura di un gruppo elettrogeno da attivare alla riapertura”.

“La situazione, comunque – conclude la consigliera Caruso – è diventata insostenibile.
Tra le famiglie coinvolte ci sono disabili, anziani, bambini piccoli e persone in difficoltà.
Nonostante l’assegnazione formale degli alloggi e i pagamenti già effettuati da oltre un mese, nessuno è riuscito a trasferirsi.
La burocrazia, il rimpallo di responsabilità tra Comune, Iacp ed Enel, e l’assenza di una cabina di regia efficiente hanno impedito qualsiasi avanzamento concreto.
A oggi, 11 luglio, le case restano chiuse e 22 persone restano senza una vera casa, in attesa che qualcuno si assuma la responsabilità di agire. Inutile dire che tutto questo è assurdo”.

Un caso da Striscia la Notizia, il sindaco potrà avere contatti diretti con i vertici nazionali di Forza Italia ma, di certo, un caso come questo non depone a favore della vantata azione che porta avanti ogni giorno da sindaco, tesa a dare risultati concreti per il territorio.
Schifani, magari, assillato dalle indagini sul suo assessore al turismo e da quelle sul Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, potrà soprassedere a questo scandaluccio di paese, ma pensiamo che Tajani resterebbe basito per tanta incapacità a risolvere comunque il problema.
Ma con Tajani Cassì parla di battaglie identitarie come quelle per l’inclusione sociale, l’accettazione delle diversità, il riconoscimento e la tutela dei diritti, l’esaltazione delle libertà. Confronti con un partito che guarda all’Europa come baluardo di principi e di valori non negoziabili.

Ultimi Articoli