Cassì come la Meloni … e intanto la maggioranza perde numeri

Far finta di nulla, una comunicazione ad hoc per uscire dal guado, meglio dire per dare l’impressione che lo si sta facendo.
Molti i punti di contatto fra il sindaco Cassì e la Meloni: entrambi viaggiano sull’onda di un consenso costante, entrambi hanno compilato un programma elettorale mirabolante, dei quali si è visto ben poco, addirittura, del programma di governo nazionale, molte cose sono del tutto disattese.
Stesso parallelo si può fare con le marachelle dello stretto entourage e dei fedelissimi, si minimizza, si fa finta di nulla, si nega l’evidenza: dagli scandali siciliani di turismo e cultura nemmeno se ne è parlato, tutti sono al loro posto, tutti contano ancora, del sottosegretario invischiato nella storia del colpo di pisola a Capodanno, silenzio. Ora la storia del Ministro della Cultura, roba da nascondersi sottoterra, nemmeno le dimissioni del governo avrebbero potuto sanare una situazione fra il tragico e il ridicolo ma si cerca di fa capire che tutto è a posto.
Tanto a posto che, da notizie di stampa, si apprende che il posto lasciato vuoto al MAXXI di Roma, da chi è stato chiamato a sostituire il Ministro dimissionario, è stato preso da una fedelissima dello stesso Ministro dimissionario, una docente di odontoiatria che da Sangiuliano era stata inserita nel CdA del Maxxi. E come se non bastasse, il dimissionario, prima di uscire dalla stanza, si è affrettato a firmare le ultime nomine, dai ricchi compensi, roba che lascia sbigottiti, ad esclusione dei fratelli che di queste cose non parlano. Ma non solo, è stata un’altra dentista, nel corso di una convention elettorale a sostegno della nuova presidente del Maxxi, candidata alle europee per Fratelli d’Italia, a far conoscere la Boccia a Sangiuliano.
Ma tutti questi intrecci sono nulla di fronte alla buona politica della Meloni e di Fratelli d’Italia.
Come a Ragusa, si resiste alle intemperie, si aspetta, tranquillamente, che passi la tempesta, per proseguire, imperterriti nella strada intrapresa.
Non è successo nulla per il piano regolatore, non si è parlato dei compatibili fasulli, degli inciuci, è tutto passato, non si parla più di gestione della piscina, così come, ai tempi, non si parlò più della gestione del campo di rugby, sembra tutto passato anche per i concorsi di Iblea Acque, irregolari per stessa ammissione del sindaco Cassì, c’è il piccolo intoppo per il parere legale, richiesto dai sindaci, per la nomina dell’amministratore unico di Iblea Acque, ma resta pur sempre un parere, non è una sentenza, per cui si può andare avanti.
Ora c’è questo piccolo fastidio per il Progetto Speciale di Partenariato Pubblico Privato per la gestione del Castello di Donnafugata, ma, come più volte ha fatto capire il sindaco Cassì, tutti si danneranno l’anima ma si andrà avanti per la strada intrapresa.
Nel frattempo, in attesa degli sviluppi di interrogazioni e comunicati vari che inondano le redazioni, Cassì, con la consueta intervista, gira le cose per come gli conviene.
Del resto, se è andata bene con l’ammissione dell’irregolarità dei concorsi di iblea Acque, perché non dovrebbe andare bene per i conti dell’attuale gestione del Castello, marginali di fronte a quella che sarà, poi, alla fine, una valutazione delle proposte di partenariato che, in ultimo, dovranno essere sottoposte al vaglio del consiglio comunale dove i numeri non potranno che essere favorevoli.
Anche se la maggioranza da 17 è scesa a 14 per i tre dissidenti che nemmeno vengono convocati per le riunioni di verifica, Caruso, Bennardo e Zagami, anche se c’è il rischio che si arrivi a 11 considerando che tre della richiesta al sindaco per l’annullamento del contributo a Ibla Buskers, hanno volutamente ignorato una riunione di maggioranza, senza dire che c’è un altro irrequieto agitato, c’è sempre il soccorso rosso che potrà sanare ogni defezione.
Ci sia consentita una piccola divagazione per tranquillizzare qualche cervello avariato che si danna l’anima per cercare di capire chi, della maggioranza, passa le notizie a Cesare Pluchino di ragusalibera.it.
Tranquilli, massima fiducia nei consiglieri e negli assessori, nessuno, per esempio per l’ultima chicca appena citata, mi ha passato notizie.
L’indiscrezione mi è stata passata da una persona al di fuori del palazzo, del Comune, della politica, un normale cittadino che ha avuto la notizia dell’assenza dei tre consiglieri da un consigliere esterno alla maggioranza: si deve andare a cercare, quindi, chi passa le notizie non a Cesare Pluchino ma all’interno stesso del civico consesso. Questo per tranquillizzare e fare in modo che si possa esaurire questa ridicola caccia alle streghe.
Per quanto riguarda la questione gestione del Castello, si è passati alla storia pirandelliana, perché il consigliere Mauro, in questi giorni protagonista assoluto delle cronache, mostra carte della corrispondenza fra l’esperta del sindaco per la cultura e le ditte proponenti il partenariato, dove è scritto che dagli introiti del Castello, tolte le spese, restano oltre 300.000 euro.
Il sindaco si premura, in una intervista, di smentire, del tutto, quello che è scritto nelle carte e addirittura svela che, qualche anno, si è andati anche in perdita.
Come non credere al sindaco, ci sono ancora da conteggiare i costi per il personale, contributi fiscali e previdenziali, mancano nelle carte altri costi e altre spese di manutenzione.
Ma non è che scoperto che la documentazione prodotta dall’esperta è farlocca, i proponenti si ritirino?
Di fatto, il sindaco smentisce la sua esperta, che sarà esperta di cultura ma digiuna di contabilità.
Ma, poi, abbiamo in vista investimenti per 15 milioni in 10 anni, un milione e mezzo l’anno, che dovranno essere rendicontati, naturalmente, cosa si può volere di più dalla vita, piaceri che nemmeno la Boccia ci potrebbe elargire con le sue consulenze nello stesso settore.
E, a proposito di esperti, si intravede a Ragusa la presenza dell’esperto Verri, quello del progetto Ragusa 2043, progetto per il quale ci doveva essere un secondo step a marzo scorso, del quale non si è saputo più nulla, dopo che erano stati stanziati i primi 40.000 euro di questo progetto ventennale.
Pur gratificati dalla prossima presenza di cotanta personalità, per un evento culturale di grande portata, a Ragusa Ibla, naturalmente non organizzato dal Comune, essendo di grande portata, non ci possiamo esimere dal chiedere: “MA COMU FINIU con Ragusa 2043 ?”

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