Cassì, l’aberrazione della politica

Che il sindaco di Ragusa Cassì non andasse a braccetto con la politica è stato di tutta evidenza, da sette anni.
Un concetto della politica, tutto suo, che potrà essere anche legittimo, che potrà anche essere condiviso da molti, come è dimostrato dal vasto consenso ottenuto per il secondo mandato a Palazzo dell’Aquila.
Un concetto dei partiti del tutto particolare, a tratti irridente e irrispettoso, salvo cercarli al momento di tentare di approdare ad altri lidi per la carriera politica.
Ormai è storia di ogni giorno, anche se resta un po’ di amaro in bocca per vedere bussare a tante porte, senza minimamente avere una linearità di ideologia politica a cui avvicinarsi.
Pur di arrivare all’obiettivo tutto fa brodo, neri, azzurri, farebbero brodo anche i rossi, i verdi o i gialli.
È di queste ore una intervista rilasciata da Cassì che lascia basiti per le dichiarazioni venute fuori: è consapevole che ci sono ambizioni diverse per la Presidenza della provincia, tutte legittime, serve un confronto fra i sindaci, non tanto fra i partiti politici, anche per non intaccare progetti civici locali.
È di tutta evidenza che vuole evitare di essere imbrigliato nelle trattative dei partiti, a livello regionale dove non c’è intenzione di emarginarlo, semmai è ignorato del tutto, escluso, come è normale che sia, dai giochi delle coalizioni di centro destra e di centro sinistra.
Può aspirare a organizzare un tavolo di sindaci civici, solo due sono stati eletti sotto la sigla di un partito, i sindaci di Giarratana e di Scicli, ma è innegabile che tutti hanno riferimenti precisi nei partiti.
Ma il finale delle dichiarazioni di Cassì è impressionante, quasi una minaccia, con tono sprezzante ha detto che indiscutibilmente e ineluttabilmente, non si potrà adottare una strategia che metta da parte Ragusa, se qualcuno ha intenzione di tirare fuori il sindaco del capoluogo, si metterà in campo perché non si potrà accettare che sia stabilito di escludere la nostra città.
Ma anche un novellino della politica sa che si tratta di scelte democratiche, peraltro di competenza di coalizioni, di centro destra e di centro sinistra: la coalizione di centro destra è libera di scegliere un suo candidato, potrà essere un sindaco afferente a Fratelli d’Italia o alla DC, e ci sono papabili di tutto rispetto, Dimartino di Santa Croce Camerina, Fidone di Acate, Schembari di Comiso,
Anche il centro sinistra avrebbe candidature eccellenti, Cutello di Chiaramonte Gulfi, Aiello o Ammatuna per coronare importanti carriere politiche, eminenze grige, da tutti rispettate come Giaquinta di Giarratana.
Peccato che sia fuori gioco, perché esaurisce il mandato entro 18 mesi, il sindaco di Ispica Leontini che, forse, incarnerebbe al meglio la figura di Presidente della provincia, se fatto salvo, come si vocifera, per un possibile salvacondotto per i sindaci eletti in periodo emergenza covid.
E questa smania di entrare nelle trattative, non si comprende in quale coalizione, non ha nemmeno senso perché anche se Cassì confluisse subito, cioè non domani ma ieri, come gli sarebbe stato detto all’ultima “tappuliata”, dicono a Fratelli d’Italia, non è che l’ultimo arrivato, in ordine di tempo, può diventare la prima scelta.
Piuttosto che rispondere a interviste di questo tipo, Cassì dovrebbe fare chiarezza e smentire tutte le voci che lo vogliono in contatto ora con Forza Italia, ora con Fratelli d’Italia, ora con Lombardo, addirittura anche con Nello Dipasquale. Non è che si tratta di escludere Ragusa, le coalizioni non hanno un proprio rappresentante a Ragusa, c’è un altro importante aspetto.
I ragusani hanno votato per un progetto civico, per come era stato spacciato, ma, dalla prima ora, si sono trovati candidati di Azione, dell’MPA, di Sud chiama Nord, della DC, di Fratelli d’Italia.
Non si potrebbe tollerare, ora, un civico per convenienza, già in trattative con i partiti per una candidatura alle regionali che dalla presidenza civica trarrebbe linfa per l’ulteriore salto.
A questo punto, non resta che sperare che Fratelli d’Italia e la DC, uniche componenti vive del centro destra si sveglino dal torpore e facciano sentire la propria voce e la propria autorevolezza.
Anche il centro sinistra, invero alla finestra perché non direttamente coinvolto nei tentativi di Cassì di mischiare le carte, dovrebbe ergersi a censore di queste lordure politiche e con forze amiche come Territorio lanciare un ponte verso il centro per un accordo trasversale che possa definitivamente debellare un civismo che ha mostrato il suo vero volto.

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