Centri vaccinali in Sicilia, non tutto va per il meglio.

Due interventi, che pubblichiamo di seguito, dell’on.le Dipasquale per la non perfetta organizzazione nei centri vaccinali della Sicilia:

“Per garantire un ritmo elevato di vaccinazioni ed arrivare velocemente all’agognata immunità è indispensabile una maggiore e migliore organizzazione che, invece, a poche settimane dall’avvio della campagna vaccinale mostra già numerose falle, con interminabili file in tutti gli hub siciliani e una scarsa assistenza logistica”.
Lo dice Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico.
“Sarebbe opportuno definire meglio le priorità per evitare quello che si è verificato nelle prime settimane, con numerose dosi di vaccino rimaste nei frigoriferi, ma anche quello che sta accadendo in questi giorni con un numero eccessivo di prenotati a fronte di un numero esiguo di postazioni e di medici per la vaccinazione. Lasciare poi la platea di utenti, in questo momento composta in principale modo da anziani o persone appartenenti alle categorie deboli, in fila per ore nell’impossibilità di sedere o trovare un riparo dalle intemperie, è assolutamente deprecabile.
L’assessore Razza corra ai ripari – conclude Dipasquale – verificando le modalità di prenotazione e ottimizzando l’organizzazione per l’assistenza agli utenti della campagna vaccinale anche con l’aiuto della protezione civile che potrebbe occuparsi di allestire gazebo e collocare sedie per l’attesa”.

e ancora:
Quanto sta accadendo in questi giorni in alcuni centri vaccinali è vergognoso.
Vi riporto, tra tutti, l’esempio di Caltanissetta dove le persone, in questa fase quelle estremamente vulnerabili, sono costrette a parcheggiare lontano dal centro e poi a percorrere un chilometro in salita. Non ci sono bagni né aree di ristoro.
In più c’è anche il mal tempo: nonostante piova e ci sia un’allerta meteo che sarà in vigore fino a domani, si continuano a somministrare vaccini per ultrasettantenni e persone fragili…
E’ evidente che la logistica di questa organizzazione fa acqua, e non solo per la pioggia!
L’ho già detto: serve più personale medico per smaltire le file e maggiore assistenza per chi è in fila e in attesa, soprattutto fuori dalle strutture. Bisogna organizzarsi, inoltre, per evitare che la gente stia all’addiaccio, soprattutto nei giorni in cui sono previste condizioni meteo avverse.
Io non credo che ci voglia chissà quale sforzo per fare tutto, non solo un po’ meglio, ma in modo più dignitoso nel rispetto delle migliaia di siciliani che stanno aderendo alla campagna vaccinale.

Anche nell’hub vaccinale di Ragusa, presso l’ex ospedale Civile, lunghe file con gente ammassata fuori.
Come ha fatto notare anche il Presidente del Movimento Politico Cuturale, notoriamente vicino al Presidente Musumeci, occorre mettere meglio a punto la macchina organizzativa.
In una nota Mario Chiavola ha scritto: “Ammassati fuori e al freddo. Tutti in piedi, nonostante le difficoltà di qualcuno. E senza il minimo distanziamento. Sono le scene che hanno caratterizzato ieri l’afflusso al centro hub vaccinale dell’ex ospedale Civile di Ragusa, nonostante le avverse condizioni atmosferiche”.
“Occorre evitare disagi in serie a chi risponde alla chiamata della vaccinazione. Ieri, nel sito in questione – aggiunge Chiavola – sono state infrante, secondo noi, parecchie regole rispetto alle prescrizioni a cui è necessario attenersi e questo non va bene.
Tra l’altro, facendo riferimento all’esperienza del centro vaccinazione attivato all’ospedale Giovanni Paolo II, è possibile notare che in quel caso, al contrario, tutto era stato gestito con la massima attenzione. Probabilmente, è necessario mettere a punto ulteriormente la macchina. Ma speriamo che non debbano più registrarsi scene come quelle che abbiamo visto ieri e che, certo, non depongono a favore di chi si sta prodigando per far sì che la campagna vaccinale in corso possa essere espletata nella maniera più massiccia possibile, circostanza per cui, a prescindere, ringraziamo gli operatori sanitari e l’Asp nel suo complesso”.

Rilievi sono stati sollevati anche per il drive in del Palatenda di Ragusa, è stato il capogruppo de lMovimento 5 Stelle al Comune di Ragusa, Sergio Firrincieli, a diramare la seguente nota:

Troppo poche due mezze giornate a settimana per l’effettuazione dei tamponi a Ragusa, Firrincieli (M5S): “Chiediamo al sindaco di concertare con l’ASP l’incremento dei controlli sul territorio cittadino”

Ore 8,30. Sabato mattina. Oltre 65 macchine in fila, un centinaio di persone in attesa di controlli. Sono i numeri registrati oggi per chi attendeva, al teatro Tenda, nei pressi della postazione drive in, il proprio turno per effettuare i tamponi. “Una situazione insostenibile e, proprio ora che ci stiamo apprestando a dovere fare i conti con quello che gli esperti definiscono il picco della terza ondata, assolutamente insufficiente per le esigenze di una città come Ragusa”.

È quanto afferma il capogruppo M5s Ragusa, Sergio Firrincieli, che, a nome del gruppo consiliare, sollecita l’amministrazione comunale e il sindaco a concordare con i vertici Asp la possibilità di potenziare le giornate in cui si rende disponibile l’effettuazione dei tamponi in modalità drive in.

“In effetti – continua Firrincieli – solo il martedì pomeriggio e il sabato mattina è un po’ pochino per una città come la nostra quando si considera, ad esempio, che realtà vicine effettuano più turni nel corso della settimana.
Vorremmo capire perché visto che l’Asp è comunque sempre la stessa.
Tra l’altro, in occasione dei controlli effettuati a Ragusa, accade spesso che chi si mette in fila rischia di non arrivarci dopo un’attesa che può durare anche più di due ore. Quindi, oltre al danno anche la beffa.
In più, ci giunge voce che molte persone preferiscono effettuare il tampone presso laboratori privati pagando la prestazione, e anche in maniera consistente, piuttosto che sostenere la lunga fila dinanzi al teatro Tenda. Ci chiediamo: ma non si può modificare questa situazione? Non si può trovare una soluzione più adatta all’emergenza con cui ci stiamo confrontando in questi giorni? Sollecitiamo il sindaco a darsi da fare per trovare, di concerto con l’azienda sanitaria provinciale, la via d’uscita più adatta a tale fase di stallo”.

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