Centro storico: il sindaco emette ordinanze e i cittadini organizzano comitati… è tutto troppo chic

In centro storico la situazione non accenna a cambiare, da qualsiasi punto di vista si affronta la situazione.
File interminabili di locali vuoti, di vetrine spente di cartelli ‘affittasi’, mancanza generalizzata di decoro, percentuale sempre più crescente di extracomunitari, delinquenza e microcriminalità che allignano, residenzialità che diminuisce, interventi urbanistici per favorire la rigenerazione del quartiere pari a zero.
In una situazione di questo genere ogni iniziativa è destinata a fallire, se non adeguatamente studiata.
Il sindaco emette ordinanze per la sicurezza nel centro storico, fioriscono i comitati, c’est tout très chic, direbbero i francesi.

Cassì pensa, come si legge in premessa di un suo comunicato stampa, che, non sfuggendo “le segnalazioni di una crescente tensione sociale in una zona del Centro dovuta alla reiterazione di comportamenti inopportuni” l’analisi del fenomeno, la sua natura e le modalità con cui si manifesta, siano risolvibili con una ordinanza specifica.
Oltre a quanto espressamente previsto dalla legge, l’ordinanza prevede che i trasgressori cessino il comportamento scorretto e rimuovano tempestivamente eventuali rifiuti o altro materiale residuo, nonché l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25,00 a euro 500,00. Nei casi di reiterata inosservanza da parte delle attività commerciali può esser disposta l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell’attività, secondo le disposizioni recate dal TULPS.”
Nel dettaglio:
1) a partire dalla data odierna e fino alla data del 30 giugno 2023 nelle aree e vie di cui all’allegata planimetria, il divieto di realizzare assembramenti, anche occasionali, non finalizzati alla corretta fruizione sociale dell’area, ed in special modo in forma di bivacco e/o con schiamazzi.
2) a partire dalla data odierna e fino al 30 giugno 2023, dalle ore 17.00 alle 06.00 di tutti i giorni, nell’area individuata di cui alla planimetria allegata:
– il divieto, per le finalità e motivazioni di cui in premessa, della vendita di bevande alcoliche di qualsiasi qualità, quantità e gradazione presso tutti i pubblici esercizi, i distributori automatici (cosiddetti H24), esercizi di vicinato, minimarket e medie e grandi strutture di vendita all’interno precisando che tale divieto non opera nel caso in cui la vendita e la conseguente consumazione avvengano all’interno dei pubblici esercizi autorizzati e nelle pertinenze esterne occupate in concessione;
– il divieto non opera, inoltre, in occasione di sagre, eventi e manifestazioni organizzati o patrocinati dal Comune, fermo restando l’obbligo di utilizzare esclusivamente contenitori di carta.
– da questo divieto restano escluse le bevande alcoliche acquistate dal cliente, presso i suddetti esercizi commerciali, all’interno di una spesa complessiva che comprenda anche altri generi alimentari e beni di consumo per un valore almeno pari a quello delle bevande alcoliche acquistate.
– alle pizzerie, ai panifici, alle gastronomie ed alle rosticcerie è consentita la vendita per asporto di bevande alcoliche unitamente agli alimenti acquistati.
3) a partire dalla data odierna e fino al 30 giugno 2023, dalle ore 17.00 alle 06.00 di tutti i giorni, nell’area individuata di cui alla planimetria allegata, il divieto di consumo all’aperto di bevande alcoliche e non alcoliche in contenitori di vetro e/o alluminio, nonché il deposito, l’abbandono e la dispersione sul suolo pubblico di contenitori in vetro, bottiglie di vetro, lattine e qualsiasi altra tipologia di rifiuto.
4) a partire dalla data odierna il divieto su tutto il sagrato antistante la Cattedrale di San Giovanni Battista del gioco con il pallone, dell’utilizzo di biciclette (velocipedi), monopattini, pattini o skateboard nonché l’utilizzo di qualsiasi diffusore musicale.

Intanto si costituisce un altro comitato per il centro storico, una prima riunione, invero assai poco partecipata, al Centro Pastorale di piazza San Giovanni.
La solita solfa, non c’era bisogno di un altro comitato per ascoltare i soliti rilievi: manca la sicurezza, case affittate in nero, abbandono indiscriminato di rifiuti, mancanza di decoro urbano, delle vecchie case e dei locali commerciali vuoti e abbandonati, commercio inesistente se non per pochi esercizi.
Critiche appunto per i limiti alla vendita di alcoolici, facilmente aggirabili, servirebbero telecamere, illuminazione, manutenzioni obbligatorie e, più in generale, controlli severi, costanti e mirati.
Troppa attenzione per una maggiore integrazione degli extracomunitari, quelli per bene sono già integrati, pensare di intervenire con i servizi sociali serve, di certo per i soggetti disagiati, ma non risolve i problemi del centro storico. Resteranno tutti, comunque, problemi del nuovo sindaco.

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