Siamo stati presi in giro, fino all’ultima conferenza stampa ci hanno mostrato slide dove si mostravano le attività dell’Azienda a far data dal 2014, con particolare riferimento agli aspetti tecnici di allestimento del nuovo ospedale.
Si parlava di impianti già collaudati, evidentemente siamo di fronte alla fiera dell’incompetenza e del falso oppure di fronte ad un ‘pacco’ alla napoletana di dimensioni incommensurabili.
I cittadini, come sempre, sono destinati a patire, i giornalisti sanno fare il loro lavoro, ma come la mettiamo con la presa in giro ai danni delle autorità e dei politici?
Si ribelleranno questi all’affronto subito o aspetteranno che le fiamme si spengano per continuare a tirare avanti, ciascuno nelle loro posizioni comunque privilegiate?
Ma come per il tragico incendio che ha sconvolto il territorio di Chiaramonte Gulfi, dopo le fiamme resterà solo desolazione.
La stessa che ci apprestiamo a vivere per il paventato ritorno all’antico, nei vecchi ospedali, dove, sembra, ritorneranno i reparti che erano stati smantellati nelle rispettive strutture tecniche interne.
Ma chi sarà chiamato, ora, a garantire che esistono le condizioni igienico sanitarie e di sicurezza per utilizzare i vecchi locali? Saranno le stesse persone che avevano certificato che si poteva andare nel nuovo ospedale?
Sui social circolano già foto dei locali dismessi, immagini verosimilmente riprese da personale dell’azienda, perché è impensabile che ci possa essere libero accesso ai locali dei reparti dismessi.
Perché la Direzione strategica non organizza un altro sopralluogo, questa volta al ‘Civile’ e al ‘Maria Paternò Arezzo’ per rendere edotta l’opinione pubblica dello stato dei due ospedali dopo le operazioni di trasloco ?
Perché, a questo punto, fatte salve le necessarie azioni della magistratura, sembra più logico mettere a posto gli impianti del nuovo ospedale, in tempi brevissimi, che intraprendere, con i degenti all’interno, una operazione di bonifica che si prospetta eccessivamente dispendiosa e dai tempi lunghissimi.
