Ci è rimasto solo un manager postdatato al 15 agosto

Non abbiamo sempre condiviso le posizioni del Presidente della VI Commissione dell’ARS, Affari Sociali e Salute, l’on.le Giuseppe Digiacomo, ma quest’oggi ha detto l’unica cosa giusta : “per il caos negli ospedali di Ragusa, serve che l’assessore nomini una task force”
L’on.le Digiacomo, come è normale che sia, auspica un intervento dell’Assessorato regionale competente, per mettere ordine fra vecchi ospedali ormai smantellati e uno nuovo, non ancora agibile, con due sale operatorie, il blocco parto, la rianimazione e la terapia intensiva coronarica sotto sequestro giudiziario.
Si tratta di una vera e propria emergenza che potrebbe trasformarsi in una grave emergenza sanitaria.
Riteniamo che una unità di emergenza la dovrebbe inviare, invece, il Ministero della Salute, una task force governativa che dovrebbe occupare l’area esterna del nuovo ospedale, impiantare un ospedale da campo e provvedere, attraverso specialisti tecnici, medici e amministrativi a riportare ordine in città.
Fra poco, continuando a consumare parole, comunicati e articoli, saremo esposti al pubblico ludibrio, non solo in ambito nazionale, perché quello che è successo e, peggio, le misure per rimediare, rasentano il paradosso.
La fiera dell’incapacità e della incompetenza elevata all’ennesima potenza, con il personale medico che non si ribella ad una situazione ormai caduta nel ridicolo.
Avevamo scritto, proprio ieri, che la commedia avrebbe avuto un seguito e che c’era tempo per altre visite.
La prima l’ha fatta, di buon mattino, la Guardia di Finanza che, su ordine della Magistratura, ha eseguito il sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura, apponendo i sigilli a due sale operatorie, al blocco parto, ai locali della rianimazione della terapia intensiva coronarica.
Un provvedimento a tutela della salute pubblica, avendo riscontrato difformità di funzionamento negli impianti di condizionamento dell’aria, rispetto agli standard progettuali, difformità che avrebbero potuto arrecare danno alla salute dei pazienti
Qualcuno potrebbe dire che si dovrebbe attendere l’esito delle indagini e delle decisioni della Magistratura, ma non si deve dimenticare che si è iniziato un trasloco senza avere tutte le carte in regola per aprire il nuovo ospedale, soprattutto si sono smantellati i vecchi ospedali così che ora non si può andare in quello nuovo ma sembra, anche, poco opportuno, tornare in quelli vecchi, di certo, ormai, poco salubri dopo i lavori per lo smantellamento.
Roba da commedia americana, che ha provocato il diluvio di comunicati di varie componenti politiche, molte delle quali fino ad ora silenti.
Qualcuno sollecita anche la convocazione di un Consiglio Comunale aperto all’esterno del nuovo ospedale ma confidiamo nella fermezza del nostro Sindaco Piccitto che, finora, in tutta questa bufera, ha mostrato carattere e fermezza di fronte alle scelleratezze che ha subito la città.
Non è più tempo di passerelle, non è più tempo di filmati promozionali, non è più tempo di commoventi interviste adagiati sulla prima pietra del ‘Giovanni Paolo II’
Ci vorrebbero solo i militari a presidiare l’ospedale, a rimettere tutto a posto, a restituire dignità alla città.
Si parla di avvisi di garanzia, di indagati, ma a questo punto sono cose che non interessano, meno che mai ai malati e a quanti hanno bisogno di una struttura sanitaria efficiente.
Serve che qualcuno faccia passi indietro, occorre che, indipendentemente dai pronunciamenti della magistratura, i vari responsabili sanitari, amministrativi e tecnici si facciano spontaneamente da parte e sorprende che non lo abbia già imposto la magistratura, tenendo conto che molti, ancora, possono mettere amano a carte e documentazioni che potrebbero avere rilevanza anche ai fini delle indagini.
Servono poi uomini e donne competenti e capaci perché occorre riportare tuto alla normalità in breve tempo, non abbiamo bisogno di uomini che la politica deve sistemare né, tantomeno, di persone capaci e competenti ma postdatate.

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