Lo sport preferito di questa estate condizionata dal Covid 19 è stato quello dell’attacco all’assessore Ciccio Barone.
Uno sport fondamentalmente facile perché l’assessore, unitamente al Sindaco Cassì, è stato il solo a mostrare i segnali di vita di una amministrazione che sembra aver goduto di un esagerato periodo di ferie.
Ora ci diranno che hanno lavorato, ininterrottamente, per tutto il periodo estivo, nelle loro stanze o, in subordine, in smart working, ma solo i prossimi mesi ci potranno dire cosa hanno fatto realmente: agli occhi e alle orecchie dei cittadini, alcuni assessori sembrano andati in catalessi politica, facile per Barone emergere come unico esponente attivo della giunta comunale, favorito dal fatto che quanto di rilevante è accaduto in città, dagli spettacoli e dagli eventi alle incursioni dei randagi in centro storico, fa riferimento ai suoi assessorati.
Ma dietro la costante punzecchiatura politica, non solo delle opposizioni, emerge una attenzione particolare nei suoi confronti, un attacco costante, sottotraccia, che non è solo giustificato dal suo naturale protagonismo.
Addirittura, attacchi velati e indiretti di autorevoli personaggi vicini al Sindaco Cassì fanno trapelare una possibile intenzione, forse mai sopita, e di certo non rifiutata, almeno in passato, dal primo cittadino, di ridimensionare questo elemento che risulta sempre eccessivamente dotato di luce propria e, in quanto tale, scomodo all’establishment.
Gli attacchi, spesso, non sono stati direttamente inoltrati a Barone e, per questo, subdoli e necessari di particolari valutazioni.
Si è partito dalla viabilità, a Ibla e a Marina di Ragusa, alla resa dei conti poche critiche e sistema funzionante che non ha causato eccessivi disagi. Anche le critiche più severe per la viabilità conseguente al prolungamento della pista ciclabile sono via via svanite.
Ci si è concentrati sugli spettacoli e sulle esigenze di bloccare la stagione per motivi di prevenzione sanitaria, ma gli oppositori, per primi, hanno dovuto riconoscere che, per gli spettacoli organizzati da Barone, controlli e vigilanza per il distanziamento erano ineccepibili.
Le scelte del Sindaco di aprire le spiagge nelle notti di San Lorenzo e di Ferragosto, nel corso delle quali l’assessore Barone ha personalmente controllato, con personale della Polizia Municipale che tutto andasse per il verso giusto, si sono rivelate azzeccate in termini di mancati assembramenti e di ordine pubblico.
Non restava che prendersela con Barone per gli assembramenti sul lungomare, di gente che si accalcava per vedere gli spettacoli alla rotonda.
Oppure, come hanno fatto i più esperti 5 Stelle, andare a scovare nel fondo del cassetto qualche altro argomento utile al progetto di colpire Barone, e allora via con il turismo e con il progetto Discovery, che non solo non decolla ma atterra con la scomparsa di Taranjet a Comiso, e poi con l’argomento che non tramonta mai, quello dei randagi che, sin dal periodo del lokdown, si spingono fino in centro storico.
Tutto fa brodo per attaccare Barone, anche perché è l’unico bersaglio visibile dopo il Sindaco, peraltro bersaglio che sarebbe più facile eliminare che non il primo cittadino, avviato ormai, vista l’inconsistenza politica dei suoi oppositori, ad un lungo periodo di permanenza a Palazzo dell’Aquila, a patto che riveda la compagine assessoriale.
Ma sono stati tutti attacchi che hanno fatto solo sorridere, anche per la caratura di quelli che hanno fatto rilievi.
Un rilievo, invece, non diretto a Barone ma all’organizzazione di uno spettacolo da lui sostenuto nel contesto dei grandi eventi organizzati per la stagione, ci ha fatto riflettere, perché proveniente da una persona dell’entourage del sindaco, una persona colta ed esperta di spettacoli, non il solito webete di turno che sciorina post.
Questa persona ha voluto fare un parallelo tra l’organizzazione di uno spettacolo, al quale ha assistito, al Teatro greco di Siracusa, e il concerto di Renzo Arbore in piazza Libertà.
Due livelli di sicurezza molti diversi riscontrati: sedie distanziate e fissate a terra, distanziamento rigido, controlli della temperatura degli intervenuti, uscita scaglionata e controllata, continui appelli al microfono per i comportamenti da tenere, a Siracusa.
Tutto il contrario a Ragusa, nessun controllo della temperatura, distanziamento che si è tradotto in una pia illusione, sedie spostate a piacimento, uscita disordinata: non si può considerare, di certo, un attacco all’assessore che ha organizzato, piuttosto all’organizzazione a ai controlli inesistenti, ma il post è stata l’occasione ideale per quanti non condividono la scelta di Barone e le sue scelte, opportunità anche per quanti contestano il primo cittadino in persona ritenendolo amministratore inadeguato.
In verità, c’è stato anche qualche autorevole commento che, in parte, ha smentito i contenuti del post, arrivando alla conclusione, trattandosi di persone per bene, che si fosse assistito al concerto da due zone diverse e distinte, alla fine tutti hanno concordato che il tutto era addebitabile alla assoluta mancanza di controlli, tipica di Ragusa, come accade per le spiagge, per la movida e per altri momenti della vita giornaliera dove occorrerebbero severi controlli.
Ma resta pur sempre un ennesimo momento di contestazione, anche se, estremamente indiretta, all’assessore Barone, per di più da persona vicina al primo cittadino: si fa peccato a pensare che ci possa essere l’avallo silenzioso del primo cittadino?
