Cifre pazze per il turismo che si vorrebbe far apparire afferente all’aeroporto di Comiso

Viene da sorridere per come si agitano le opposizioni in materia di bilancio, forse è vero, come sostiene qualcuno, che, alla fine, la lettura del documento finanziario è superficiale se non dominata da incompetenza sulla materia, se addirittura anche qualcuno che ha interessi e pretese di competenza nel campo turistico, a vario livello, preferisce non affondare la lama nei particolari più scottanti.
Si veleggia sugli argomenti di carattere generale, si parla di centro storico, di piano particolareggiato, di PRG, di mobilità sostenibile, si propongono utopie, ma si tralasciano particolari che desterebbero perplessità anche ai profani, se non altro per la poca chiarezza, peraltro, su aspetti noti di vicende su cui si è disquisito, o, almeno, si sarebbe dovuto disquisire, in maniera approfondita.
Nessuno è andato a guardare il piano di utilizzo della tassa di soggiorno, con il sindaco sportivo di eccellenza anche gli atti hanno imparato a fare acrobazie, per sfuggire alle attenzioni scomode.
Nel 2018, approfittando del recente insediamento, si stabilì la redazione di un piano di utilizzo della tassa di soggiorno puro esempio di finanza creativa, mentre, in tutta fretta, un assessore, non del ramo, curava le procedure per l’erogazione di vecchie somme della tassa di soggiorno a favore dell’aeroporto di Comiso, variando la destinazione, dall’istituzione di nuove rotte a contributi per il co-marketing del territorio da attuare tramite compagnie aeree o società da queste controllate.
Quest’anno, approfittando dello stallo per l’elezione del Presidente dell’Osservatorio per l’utilizzo della tassa di soggiorno, nella confusione, si trova impacchettato il nuovo piano di utilizzo della tassa di soggiorno e si vengono a trovare ben 338.000 euro a favore di una voce quanto mai vaga: “spese per servizi in campo turistico da realizzare con parte dei proventi della tassa di soggiorno O ATTIVITA’ DI CO-MARKETING DA SVILUPPARE CON TOUR OPERATOR, CON COMPAGNIE AEREE, O CON SOCIETA’ CONCESSIONARIE DI SPAZI PUBBLICITARI CONTROLLATE DA COMOAGNIE AEREE.
Se fino a qualche settimana prima ci poteva essere l’illusione di poter avere voce in capitolo sull’aeroporto di Comiso e sulla sua gestione, l’acquisizione definitiva delle quote private di INTERSAC da parte della SAC ha fatto sì che l’aeroporto di Comiso sia sotto il totale controllo dei catanesi, nel silenzio connivente del sindaco di Comiso e dei parlamentari iblei che, in fondo, soggiacciono, non si comprende per quale motivo, alle strategie etnee.
In ogni caso, per le miopie del passato e per la scarsa apertura mentale di mezze figure politiche che hanno preferito affidare ai catanesi l’aeroporto di Comiso, piuttosto che ai milanesi, forse per qualche tozzo di pane e qualche briciola di potere sull’infrastruttura, Ragusa è sempre stata fuori dal giro per Comiso e l’aeroporto.
Alla luce, anche, del giudizio tranchant dei vertici della nuova società Aeriblei sulla gestione di Comiso da parte dei catanesi, sembra del tutto azzardata l’attenzione rivolta all’aeroporto, spropositate le somme dedicate e del tutto fuori luogo sostenere compagnie aeree o loro delegati senza conoscere quali saranno le strategie nei confronti del territorio e del capoluogo in particolare, senza dire che da Catania si vuole avviare un processo di privatizzazione dell’aeroporto di Catania, e quindi delle proprietà controllate, dall’esito incerto se non per le casse della SAC che detiene anche il controllo di Comiso.
E Ragusa, o meglio chi rappresenta gli interessi dei catanesi in giunta, spinge per stanziare 338.000 euro a favore del nulla.
Siamo certi che il Sindaco, gli assessori al turismo e al bilancio saprebbero dare adeguate e qualificate giustificazioni alla misura prevista, in ogni caso del tutto legittima, ma desta preoccupazione il fatto che le opposizioni battagliere del Comune di Ragusa non facciano cenno di quella che, nella migliore delle ipotesi, risulta una stranezza.

Ultimi Articoli