Le pensiline alla fermata degli autobus sono state sempre considerate, a Ragusa entità aliene, si dai tempi di un ingegnere capo del Comune che, a noi piccoli pubblicitari di primo pelo, sentenziava “Fin quando ci sarà io, non ci sarà a Ragusa arredo urbano pubblicizzato”
Quei pochi tentativi che sono stati fatti, per limitarci all’arredo urbano dedicato al servizio di trasporto pubblico, pensiline e paline per gli orari, sono stati sempre gestiti malissimo, non c’è stata mai manutenzione, nessuna attenzione per la buona visibilità degli orari, addirittura, una volta, il 5 Stelle Firrincieli ci mostro una pensilina avvolta dalla vegetazione spontanea di un terreno adiacente.
Si potrà dire, scarsa attenzione dal momento che gli utenti del servizio sono pochi, ma lo stato di abbandono di alcuni impianti afferisce alla più complessa situazione dell’abbandono e della mancanza di decoro che domina in città.
Non sapremmo a chi rivolgere la segnalazione, l’assessore ai lavori pubblici, dove, comunque, converge ogni tipo di lavoro manuale di manutenzione, non può essere distratto da una modesta, semplice, volgare pensilina destinata ad accogliere il popolo che deve servirsi dei bus urbani. Lui si occupa solo di ascensori obliqui e di grandi opere urbanistiche, Si potrebbe tirare in ballo l’assessore al decoro urbano, ma sappiamo già che ci direbbe che non ci sono fondi previsti e bilancio e, come tale, occorre inserire l’intervento, ancorché urgente per la sicurezza, nella programmazione.
La questione potrebbe afferire all’assessore alla mobilità, ma è troppo impegnato a censurare i sedicenti giornalisti che scambiano un parcheggio da 39 posti ( non 51 come vorrebbe l’assessore NdR) con uno da 12.
Allora teniamoci questa bella pensilina in via Archimede, in zona centrale, del tutto arrugginita, fatiscente, sappiamo anche che qualche cantore social del sindaco ci dirà che fatiscente è la nostra informazione, come avvenuto di recente, ma questi sono fatti di totale assenza di decoro e di spettacoli indecenti in pieno centro città, sono realtà incontrovertibili, come del resto tutto quello che diciamo, ancorché scomodo e non condiviso, ma sempre verità.
Se qualcuno ha provveduto a delimitare lo spazio interno con una fettuccia ormai preda del vento, ci sarà stato qualcun degli uffici, di qualche assessorato, che ha saputo, che è a conoscenza dello stato della pensilina, ma nessuno interviene.
Il sindaco dice a Firrincilei, in aula consiliare, che i suoi occhi guardano un’altra città: naturalmente non si abbassa a considerare quello che scriviamo, ma la realtà della città è anche questa, accanto alle cose buone, non tutte, però, frutto dell’era Cassì.
