Ciuff! Cassì sbaraglia gli avversari e piazza la tripla forse più bella della sua carriera

Non c’è storia per l’elezione del sindaco di Ragusa, subito dopo la chiusura delle urne i primi exit pool lo davano al 60% dei consensi sui circa 35.000 votanti, un dato che veniva via via confermato dalle proiezioni e dai risultati dei primi seggi scrutinati.
Un successo indiscutibile che per le dimensioni del consenso assume contorni forse non previsti dallo stesso candidato, anche se esponenti della sua coalizione non escludevano un risultato che potesse andare oltre l’agognato 40% che avrebbe consentito la vittoria al primo turno.
Sembra di rivedere una di quelle prestazioni che hanno entusiasmato i tifosi al Palazama negli anni in cui Peppe Cassì era protagoniste, delle vicende sportive della sua città, leader della Virtus Ragusa.
Una tripla piazzata al momento giusto, una di quelle realizzazioni che fiaccava più la mente che il corpo degli avversari, una vittoria che ridimensiona tutte le forze politiche tradizionali della città e riserva, apparentemente, il controllo della città al civismo di facciata.
Una tripla di quelle leggere, tirata a distanza non usuale, di quelle che sfiorano appena la retina, i cui effetti si risentono a distanza.
Un successo così eclatante da essere anche imbarazzante per i rivali sconfitti, un successo tale che spegne ogni ipotesi di commento e sancisce il volere di una città che fra elettori di Cassì e astenuti riconsegna Ragusa al sindaco già scelto nel 2018.
Elettori e astenuti che hanno creduto nel sindaco uscente, nella sua azione, in quella continuità amministrativa tanto invocata da Cassì per avere modo di completare l’azione intrapresa nei primi 5 anni.
Elettori che sono rimasti indifferenti di fronte alle critiche, ai rilievi, agli esposti in procura e alle presunte irregolarità che, forse, non avranno mai una sentenza della giustizia spesso invocata.
Una vittoria che va oltre ogni previsione, che non assume contorni da primato perché nella stessa giornata si ha l’affermazione, a Comiso, della sindaca uscente di centrodestra, con il 75% circa, e a Modica della civica di estrazione Abbate/nuova DC, Monisteri, che si afferma con circa il 66%.
Parimenti di rilievo il risultato delle liste, quella di Cassì Sindaco che risulta la prima in città, seguita da quella di Partecipiamo, anche le altre liste della coalizione avrebbero superato lo sbarramento del 5%, quando sono state scrutinate 62 sezioni su 75.
A un passo dal 20%, che gli garantirebbe l’ingresso in Consiglio comunale, il più accreditato degli avversari, Riccardo Schininà, solo la lista PD e quella di Generazione superano il 5%, al 7,78% il PD, al 6,08% Generazione.
A un passo dal 5% Territorio, franano Patto per Ragusa di Ciccio Barone e la seconda lista di Schininà.
Si ferma al 9% il candidato Cultrera, delle sue liste solo Fratelli d’Italia arriva al 6, 62%.
All’8 % il candidato del Movimento 5 Stelle, Firrincieli, solo la lista grillina avrebbe superato lo sbarramento, per un soffio.
Come detto, le dimensioni le dimensioni del successo di Cassì dovrebbero svilire ogni commento sugli sconfitti, ma una valutazione politica va fatta: per motivi diversi hanno deluso tutti e tre i rivali, più grande la delusione provocata dal flop dei partiti più importanti.
Fermo a un modestissimo 6,62% Fratelli d’Italia, partito di governo a Roma e a Palermo, percentuale ad una cifra anche per il blasonato PD che aveva visto a Ragusa anche la sua nuova segretaria, tracollo del Movimento 5 Stelle che ha visto crollare le percentuali conquistate a Ragusa nello scorso settembre, dal 20 al 29%.
Nella giornata di martedì i risultati definitivi e la nuova geografia del Consiglio comunale.

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