Un’altra seduta del Consiglio Comunale da dimenticare, dibattito assente, contraddittorio sconosciuto, problemi della città apparentemente inesistenti, ancorché possano non esserci responsabilità oggettive, meno che mai dell’attuale amministrazione.
Si vive in una sorta di paese delle meraviglie, dove sembra non è di casa l’opposizione, di nove elementi solo tre sembrano voler dare l’idea di agitarsi, ma è una agitazione contenuta, misurata, controllata, dominata dal bon ton istituzionale, attenta a non far arrivare schizzi sui dirigenti e sugli uffici, con occhi di riguardo per questo o quell’assessore.
Certo, fare opposizione politica è da professionisti della politica, al consiglio comunale ci sono, tutt’al più, degli apprendisti, una condizione di declino della politica che si è avvertita già nel quinquennio grillino, quando ci fu una opposizione incisiva ma non unitaria e senza obiettivi che portò alla scomparsa di buona parte delle forze politiche rappresentate.
L’opposizione che vediamo oggi al Consiglio Comunale di Palazzo dell’Aquila può considerarsi il residuato della politica di una volta che, con i suoi pregi e i suoi difetti, costituiva, comunque, l’essenza dell’amministrazione della cosa pubblica.
Nonostante da più parti è acclarato che l’opposizione è essenziale per qualsiasi maggioranza, c’è chi oggi ne vuole svilire il valore, come il consigliere Gianni Iurato che, proprio in queste ore, sui social, parla del termine opposizione come di un termine obsoleto che darebbe fastidio alla gente, sia di destra che di sinistra.
Un termine vuoto come chi lo pronuncia con arroganza, con quella visione del “oggi ti scredito così tra 5 anni governo io” che costituì l’illusione permanente delle opposizioni all’amministrazione 5 Stelle.
Bene dice il consigliere Iurato quando parla di visione della politica dura a morire, sempre più radicata nelle menti di persone che hanno fatto e che vogliono fare della Politica la loro professione principale, senza mai ritirarsi, aggiungiamo noi.
Immancabile un riferimento pro domo sua del consigliere Iurato che parla di “Minoranze Collaborative” che “sanno anche vigilare con lealtà su chi Governa e non sono dei deboli…”
Su queste basi, il consigliere di minoranza auspica la politica prossima, da costruire su queste fondamenta.
In questo clima da innamorati di Peynet, si dipana l’attività, ormai esigua del consiglio comunale.
Solo quattro gli interventi di consiglieri di minoranza, cercheremo accuratamente di evitare, d’ora in poi, il temine opposizione, con tutto il rispetto per i consiglieri, su argomenti e temi di scarsa pregnanza per la città e per la vita amministrativa.
Approvato il punto all’OdG riguardante l’approvazione delle tariffe servizio idrico integrato anno 2021, sono stati esaminati alcuni Ordini del giorno, privi di contenuti importanti perché ormai datati e fuori tempo ma che, appunto per questo, hanno offerto importanti spunti di riflessione.
Su quello riguardante la proposta del consigliere 5 Stelle Firrincieli per un censimento delle utenze TARI al fine di contenere l’abbandono indiscriminato di rifiuti, in città e nelle strade extraurbane, si è incardinata l’ormai consueta polemica fra il Sindaco e il consigliere del Movimento 5 Stelle per l’equivoco di fondo sull’oggetto dell’atto.
Per il Sindaco illogico procedere ad un censimento di utenze già note, il problema era, chiaramente, di identificare meglio le unità immobiliari, anche rurali per verificare la registrazione come utenza TARI, in ogni caso si tratta di una emergenza ancora attuale per la quale è sempre opportuno studiare le soluzioni migliori per debellare gli effetti dannosi del fenomeno creati da un sistema in molte parti assurdo che, si deve dire, è stato creato dai grillini e dai suoi assessori ambientalisti e subito da questa amministrazione.
In ogni caso, poco opportuno, ci sembra l’invito del Sindaco, in Consiglio, a non approvare l’atto, per quanto è di tutta evidenza che, in separata sede, il primo cittadino può influenzare, come e quando vuole la sua maggioranza.
Anche un secondo OdG dello stesso Firrincieli era datato al mese di agosto, sull’area camper di via Falconara, a Marina di Ragusa.
Sulla questione dell’esame quanto mai tardivo di questi atti presentati dai consiglieri di minoranza ci sarebbe molto da discutere, soprattutto anche sull’accenno del consigliere Chiavola al possibile contenimento del numero delle sedute per non incorrere in possibili rilievi della Corte dei Conti.
Particolare che andrebbe approfondito e merita grande attenzione, perché se ci fossero motivi fondati per questo tipo di osservazioni, meglio sarebbe eliminare il consiglio comunale e le commissioni ormai ridotti a pura tappezzeria della casa comunale, non solo a Ragusa, naturalmente.
Ma, appunto, su questi argomenti non si discute, non c’è la voce della maggioranza, tantomeno quella delle opposizioni che dovrebbe protestare vivacemente contro i ritardi per l’esame degli atti, come pure per gli accennati scandalosi ritardi nelle risposte a interrogazioni dei componenti il civico consesso.
Ma, salvo isolati interventi di protesta, mirati più a sollecitare le risposte che a rilevare le inadempienze, i consiglieri di minoranza non appaiono disturbati dal fatto che le loro domande sono ignorate.
Ci sarebbero tante cose da sapere, anche in un’ottica di ‘minoranza collaborativa’, ma la collaborazione pare si esplichi solo nel non pretendere le risposte.
A proposito dell’area camper, nel suo intervento, il consigliere Chiavola ha dichiarato di aver saputo dagli uffici che nessun corrispettivo sarebbe stato erogato dal Comune dal gestore dell’area camper, addirittura, forse, in compensazione di altre partite dello stesso soggetto con il Comune.
Cose che, solo a sentirle, dovrebbero far drizzare le antenne, prima di tutto agli amministratori, ma che sembrano non impressionare più di tanto, nemmeno le ‘minoranze collaborative’.
Il civico consesso trasformato nella panchina di Peynet !
