Come è stata pubblicizzata la notte bianca della cultura?

Fra la posta abbiamo trovato un comunicato stampa relativo ad una iniziativa dell’assessorato alla cultura relativo ad una ‘Notte Bianca’ che sarebbe stata realizzata nella serata di venerdì 2 settembre.
Ci sono le solite amenità, non si capisce cosa ci sia di ‘Notte Bianca’ per una manifestazione che termina alla mezzanotte e che non prevede altre iniziative oltre le 5 visite di carattere turistico-culturale, troviamo come promotore e curatore dell’iniziativa anche l’Ecomuseo CARAT che ogni tanto rinasce dalle nubi del dimenticatoio, dove si celano attività, iniziative, responsabili e finalità, soprattutto, dopo accurata ricerca, non si trovano tracce della benché minima pubblicità per promozionare l’evento.
Le solite iniziative all’insegna del “ce la suoniamo e ce la cantiamo”, di promozione turistico-culturale nessuna traccia, nemmeno per i locali, cosa che sarebbe già non del tutto opportuna.
Il programma della manifestazione, invero, presentava appuntamenti rimarchevoli, perché comprendeva la visita presso alcuni tesori del nostro patrimonio artistico architettonico che, come ha specificato l’assessore Arezzo, non sono sempre visitabili.
Visite al Campanile della Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, alle chiese di San Filippo Neri e di Sant’Agnese, al Palazzo Cosentini, e un giro per il quartiere degli Archi.

Una ultima considerazione, così come non ci sia stata alcuna pubblicizzazione dell’evento, non si conoscono i costi dell’iniziativa e il riscontro di pubblico.
Già in occasione delle prime iniziative, curate da alcune associazioni e da guide turistiche, a Cava Gonfalone, l’assessore, nel corso di una conferenza stampa, su specifica richiesta circa il numero di partecipanti alle iniziative, affermò che i dati erano in elaborazione da parte delle associazioni.
A parte l’amenità della risposta, c’è poco da elaborare per saper il totale dei biglietti staccati, non si è saputo, comunque nulla, per capire se queste iniziative funzionano, se attirano pubblico che non sia solo cittadino e se il rapporto costi-benefici le renda funzionali al progetto culturale della città che, peraltro, desidereremmo conoscere nei suoi dettagli, almeno prima della fine della sindacatura, ancorché l’assessore Arezzo sia ben quotata nel borsino della prossima squadra assessoriale di Cassì, ma non si sa mai, potrebbe non esserci l’assessore come potrebbe non esserci lo stesso sindaco.

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