Come nuovo sindaco, serve un avvocato o un medico?

La campagna elettorale non è entrata nel vivo, forse non è nemmeno iniziata, contrariamente ad altre competizioni sembra, però, delineato il quadro dei contendenti; da una parte il sindaco uscente che, in verità, non ha ancor ufficializzato la sua ricandidatura, peraltro, da qualcuno, ritenuto anche in predicato di valutare una rinuncia alla contesa, ove dovessero verificarsi condizioni tali da rendere difficile la rielezione.
Dall’altra sponda, un candidato che uscirà dalla sintesi di un campo largo di centro sinistra, con ( in stretto ordine alfabetico ) Ciccio Barone, Raffaele Schembari e Riccardo Schininà, una sintesi che gli interessati, e le formazioni politiche di riferimento, stanno affrontando con estrema calma e inimmaginabile realismo.
Per le note vicende, Barone si conferma il più strenuo sostenitore di un cambio della guardia a Palazzo dell’Aquila e in tal senso lavora per creare le migliori condizioni per arrivarci.
Al momento, più che all’affermazione del proprio nome, si bada alla costituzione di una coalizione valida, forte, compatta, è ormai questione di poche settimane per avere schieramenti definiti, si farà ordine di tutte le piccole formazioni politiche che, pur ininfluenti da sole, possono costituire elemento di disturbo, insieme con altre similari, a seconda del posizionamento in una delle due coalizioni contrapposte, trattandosi di componenti più interessate alle poltrone che ideologicamente impegnate e coerenti.

Abbiamo scelto di scambiare alcune valutazioni con Riccardo Schininà e, successivamente, con Raffaele Schembari, che, peraltro, con le loro formazioni politiche, stanno conducendo la vera unica opposizione al sindaco uscente.

All’avv. Riccardo Schininà abbiamo chiesto: alla città serve, come alternativa a Cassì, un avvocato o un medico?

Schininà ha apprezzato la velata provocazione per stanarlo dalla sua reale posizione all’interno della coalizione, ma ha mostrato gelida indifferenza nella risposta: serve solo un sindaco che sappia interpretare le esigenze di innovazione per cogliere le sfide del terzo millennio, chi dovrà guidare la città deve essere un interprete credibile dell’innovazione, della modernità e delle problematiche che ci attendono. Questo deve essere l’identikit del candidato ideale, non interessa la specifica area di competenza, servono doti politiche, purtroppo oggi latitanti dal palazzo.

Abbiamo allora insistito nella domanda: ci troviamo una città sofferente, malata, desertificata, con problemi di spaccio e criminalità non più micro, con gravi problemi che potrebbero essere acuiti da contenziosi annunciati, vedi TeKnè o Lamco, ritiene più utile curare o estirpare i mali in maniera drastica ?

Non serve curare, occorre lottare i mali alla radice, Ragusa è ormai una città vecchia, non effervescente, i contenziosi sono da eliminare e devono essere evitati: non servono nemmeno avvocati, servono politici che debbono saper interloquire, anche per l’ordinaria amministrazione sono emerse falle enormi, non ultime quelle per la raccolta dei rifiuti che mostra limiti irrisolti.
La città dovrebbe essere pronta per la sfida della digitalizzazione, ma ha un solo impiegato su 400, nel settore, siamo al 92°posto, fra i capoluoghi, per la digitalizzazione, la digitalizzazione è vitale già per le aziende, nel settore pubblico è fondamentale per affermare i territori e poter attrarre investimenti. Occorrono segnali di efficienza, di modernità, di trasparenza, non abbiamo un ufficio, un dirigente, in violazione del codice dell’amministrazione digitale.
La transizione ecologica non è solo battaglia ideologica in nome dell’ambiente, ci sono sfide di carattere economico che si debbono cogliere per non restare indietro, sulle comunità energetiche, per esempio, si muoveranno grandi interessi e grandi investimenti.

Lei ha esordito, come possibile aspirante candidato nella corsa per Palazzo dell’Aquila, parlando di necessaria partecipazione del privato alla gestione della cosa pubblica: può chiarire i termini dell’affermazione?

La partecipazione pubblica è stata già vissuta dalla città, per il porto, per i parcheggi, tutto è accaduto quando c’erano i politici che avevano reso credibile il modello Ragusa, per gli investimenti.
Se si crea un modello affidabile e credibile e si mostra contezza di strategie precise, si possono attrarre investitori.
Le macro-strategie devono essere alla base, servono anche microstrategie per il turismo, per l’evoluzione culturale del nostro territorio, per le opere pubbliche, attualmente non c’è una visione complessiva, non ci può esser dialogo con il privato, vedi i casi del Donnafugata Resort, del Club Med, dei reparti ospedalieri, dove none merge l’autorevolezza e l’interessamento di un sindaco.

Trova un substrato favorevole all’interno della coalizione per queste sfide ?

Nella colazione ci sono componenti di forte sensibilità per queste tematiche determinanti per il territorio, che comprendono come ambiente, transizione digitale, riordino degli uffici, PNRR, sono, oggi, alla base di ogni ipotesi di sviluppo.

Lei pensa che, a breve, a gennaio, avremo un quadro chiaro delle candidature?

È assai grave che un sindaco uscente non conosca ancora la formazione della coalizione che lo deve sostenere, è assai grave che dialoghi, contemporaneamente, con formazioni politiche di ideologie diametralmente opposte, grave che il primo partito in Italia, alla guida del governo nazionale, non abbia un ruolo determinante ma resti in attesa delle decisioni e delle scelte di un sindaco che gli consenta di poter offrire il proprio sostegno. Da parte nostra la sintesi è vicina, ci sono solo da comporre le ultime alleanze.

Lei e la sua formazione politica avete incentrato la vostra azione iniziale sul PRG e avete, di certo, il merito di aver imposto una forte decelerazione alla strategia dell’amministrazione, anche voi avete rallentato la vostra azione? I peccati del sindaco, veniali o gravi colpe?

Il PRG è stato l’unico atto strategico di questa amministrazione proposto ma totalmente fallimentare, descritto con slogan comunicativi rivelatisi falsi, non è vero che c’è consumo di suolo zero, non c’è rigenerazione: abbiamo contestato il metodo antidemocratico, giudicato inopportuno il momento.
Abbiamo ritenuto opportuno, con un gran lavoro, tirare fuori tutti i nomi dei proprietari dei terreni, un metodo di trasparenza già visto in occasione dell’ultimo PRG.
In un PRG, dove ci sono anche errori tecnici, comunicativi, e criticità per le quali non è più possibile l’adozione, abbiamo solo rilevato, accanto alla incompatibilità di legge a votare alcuna deliberazione, la più totale inopportunità.
Pur senza aver sollevato aspetti di illegalità o di scorrettezza politica, né aver lanciato schizzi di fango, ci siamo imbattuti in dichiarazioni false del sindaco (non potevo sapere – terreni di modesta entità di mia zia in comproprietà con molti altri, quando, in realtà, si tratta di terreni di esclusiva proprietà di entità rilevanti) e in reazioni spropositate di fronte alla semplice necessità di annullare e riadottare la delibera per una affrettata interpretazione della norma che ha prodotto, comunque, una deliberazione illegittima.
Restano da sviscerare tutte le questioni relative agli incarichi, dove potrebbero emergere particolari non meno rilevanti.

Cosa valuta la vs coalizione?

Ci sono le sensibilità giuste e una serie di elementi positivi che la contraddistinguono, sensibilità convergenti, per far tornare la politica nella gestione della cosa pubblica e per far tornare autorevolezza e rispetto della politica e dei partiti. I partiti sono lo strumento attraverso cui si realizza la politica e occorre sprovincializzare la nostra città,
Ragusa deve essere ambiziosa, con sfide alte e nuove, occorre portare una ventata di modernità all’interno di Palazzo dell’Aquila e posso dire di aver incontrato, nella squadra che si sta componendo, le visioni giuste per comprendere e interpretare le necessità, le esigenze e le emergenze della città, e per come concorrere alle soluzioni immediate che non possono essere solo oggetto di progetti futuristici.

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