Come tentare di risolvere l’emergenza

Un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri ha trasformato tutto il territorio italiano in zona rossa, è vietato uscire di casa, se non per motivi di necessità, come fare la spesa o assistere un parente anziano, ma pure per donare il sangue. Deroghe anche per esigenze di lavoro, per motivi di salute per chi rientra presso il proprio domicilio o residenza.
Prescrizioni che dicono tutto e nulla, perché mille possono essere le necessità impellenti, una nonna anziana o una ricetta per andare in farmacia la trovano tutti.
È solo una questione di responsabilità e bene fanno tanti a sollecitare responsabilità e osservanza delle regole in un paese che, geneticamente, è allergico alle regole.
Peraltro, se il governo centrale non si muove, è facile, per chi ha lo stipendio sicuro dire agli altri di non uscire da casa.

Il Sindaco Cassì ha diffuso l’ennesima nota:
“E’ nei momenti di maggiore difficoltà che occorre dimostrare lucidità e compattezza. L’eccessivo allarmismo può essere peggiore del virus che sta colpendo l’Italia e il mondo, ma una sana preoccupazione è quanto mai necessaria.
Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pone delle condizioni stringenti su tutto il Paese, sacrifici a volte piccoli a volte economicamente gravosi, necessari però a risolvere il prima possibile questa grave emergenza, tornando presto alla normalità.
L’indicazione resta sempre quella di rispettare le prescrizioni precauzionali, compresa la distanza di un metro tra persone, e di limitare il più possibile i contatti interpersonali restando quindi il più possibile in casa.
Si continua ad andare a lavoro e si continua a fare la spesa mantenendo le distanze, ma occorre evitare ogni momento di aggregazione.
Gli spostamenti anche all’interno della città sono consentiti solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
Chi ha sintomi influenzali e una temperatura corporea superiore a 37.5° deve rimanere in casa, così come deve farlo chi proviene dalla Lombardia e dalle 14 province indicate dal decreto regionale, per cui vige inoltre l’obbligo penale di contattare gli uffici preposti.
Le attività di ristorazione e bar sono consentite dalle 6.00 alle 18.00 solo se viene garantita la corretta distanza interpersonale.
È dovere di tutti attenersi alle norme e far sì che si creino le condizioni di tutela per la salute di se stessi e degli altri, a cominciare dai nostri ragazzi e dai nostri anziani. Sono certo che Ragusa saprà andare oltre, e che la nostra comunità si dimostrerà ancora una volta coscienziosa e solidale”.

Anche il Presidente provinciale di ConfCommercio, Gianluca Manenti, ha diramato una nota sulle nuove limitazioni previste dal nuovo Dpcm firmato nella notte, questa la nota integrale:

“Il momento è grave e come tale va affrontato. Serve scrupolo”

Alla luce del nuovo Dpcm emanato nella notte e dopo le ulteriori indicazioni ricevute dalla prefettura, dove ieri pomeriggio si è tenuto un altro vertice per informarci sull’evoluzione dell’emergenza sanitaria attualmente in corso, Confcommercio provinciale Ragusa invita i propri associati ad attenersi con scrupolosità e strettamente alle disposizioni impartite dal Governo nazionale con riferimento all’organizzazione degli spazi interni per far sì che sia mantenuto il vincolo del metro di distanza e di affiggere all’esterno le indicazioni in questione così da rendere edotti i potenziali avventori.
Naturalmente, sono vietati assembramenti di ogni genere e si deve fare in modo, per quanto riguarda le attività commerciali, di assumere delle misure organizzative tali da consentire un accesso contingentato. Inoltre, sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6 alle 18 con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati.
Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, aggiunge: “Non possiamo più permetterci distrazioni di sorta. Non ci saranno più scusanti. Il momento è grave e come tale va affrontato. Sono previste multe pesanti e, in casi estremi, anche il ritiro della licenza. Questo perché la situazione rischia di sfuggire di mano e non possiamo permettercelo.
Quindi, invitiamo con notevole rigore, tutti gli associati a rispettare le indicazioni contenute nel Dpcm che hanno trasformato l’intera Italia in zona protetta.
Al contempo, consapevoli delle difficoltà con cui le imprese del settore saranno chiamate a fare i conti, attraverso i canali associativi, stiamo premendo per garantire delle risposte di un certo tipo sul piano economico e del sostegno a chi sarà più colpito duramente da quello che, giocoforza, si annuncia come uno stato di crisi.
Siamo pronti a metterci in moto nella maniera necessaria per creare tutte le condizioni che ci permettano di ripartire. Prima, però, è necessario superare il più possibile incolumi questo stato di emergenza. E ciascuno di noi dovrà fare la propria parte.
La nostra associazione è disponibile, telefonicamente (0932.622522) oppure tramite i canali social e posta elettronica (ragusa@confcommercio.it), per fornire le indicazioni necessarie riguardo gli accorgimenti da adottare allo scopo di rispettare appieno le limitazioni prescritte dal Dpcm”.

Anche il presidente di Confagricoltura, il dott. Antonino Pirrè, fa appello agli imprenditori e operatori agricoli per limitare al massimo la diffusione del Covid-19.

“Occorre rispettare le regole comportamentali per limitare la diffusione del Covid-19”
“È il momento della responsabilità – aggiunge Pirrè – e occorre mettere in campo tutte le energie per gestire con i nervi saldi un momento delicato per il nostro sistema produttivo e per il nostro Paese in generale.
È essenziale l’impegno da parte di tutti nel rispetto di poche, semplici ed importanti regole. Ognuno di noi deve fare la sua parte”.
Agli imprenditori agricoli Pirrè chiede di dare ampia diffusione delle regole comportamentali previste dai DPCM dell’8 e del 9 marzo del 2020 all’interno delle aziende, regole che riporta per i destinatari della nota:

a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;

b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

c) evitare abbracci e strette di mano;

d) mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;

e) igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

f) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;

g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

h) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

i) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;

l) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;

m) usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Si raccomanda, inoltre, di limitare al massimo gli spostamenti e di rimanere, ove possibile, in casa.

“Alle forze politiche e istituzionali – conclude il presidente di Confagricoltura Ragusa – chiediamo il massimo impegno per stare accanto e sostenere l’onere che le imprese stanno portando sulle proprie spalle.
Il nostro territorio è forte e supererà questo momento con responsabilità e coesione. Noi continueremo a fare la nostra parte aggiornando costantemente gli imprenditori agricoli e i cittadini iblei sull’evoluzione della situazione”.

Analogo messaggio da parte di Don Giorgio Occhipinti, Direttore ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, che, dopo l’inasprimento delle restrizioni ha diffuso un vademecum virtuale ai fedeli per rispettare il più possibile delle buone pratiche tese a limitare il contagio da coronavirus.
Si tratta delle stesse semplici raccomandazioni inoltrate da Confagricoltura, in considerazione, tra l’altro, del fatto che, in questo caso, vengono rivolte ai malati e a persone che hanno a che fare con i malati.

Ultimi Articoli