Guidati dal Dirigente PD Peppe Calabrese e dal consigliere comunale dello stesso partito Mario D’Asta, una rappresentanza dei commercianti di piazza Cappuccini ha incontrato il sindaco Piccitto per chiedere di bloccare l’esecuzione della variante al progetto di riqualificazione della piazza, variante che è stata anche approvata dalla consultazione popolare avvenuta attraverso la piattaforma ‘votofacile’.
Due gli istanti, in rappresentanza dei pochissimi, cinque o sei, titolari di attività commerciali che chiedono che venga consentito, in ogni caso, il passaggio veicolare davanti alla chiesa, anche se il progetto prevede che girando attorni alla Chiesa e immettendosi alla piazza da via La Farina, si possa passare sul alto est della piazza.
L’impossibilità di percorrere l’anello della piazza, come avviene attualmente, è ritenuto, dai commercianti, estremamente lesivo nei confronti delle attività per un inevitabile calo della clientela che sarebbe provocato dalla limitata circolazione.
I toni del colloquio si sono fatti aspri quando il sindaco ha evidenziato come risulti difficile rivedere la scelta dopo che la collettività è stata interpellata e ha espresso la sua di scelta, anche se il particolare è stato contestato anche dai due esponenti politici perché ritenuto insignificante per il numero di partecipanti alla votazione, esiguo di fronte al numero degli abitanti.
A nulla è valsa la presentazione di una raccolta di firme, circa 200, a sostegno della richiesta, il diniego del sindaco a trattare una rivisitazione delle scelte ha suscitato reazioni negative, Calabrese ha anche evidenziato che la modifica della piazza implicherebbe una modifica del Put (piano urbano del traffico) e magari un passaggio dal Consiglio comunale.
L’idea dell’incontro, da parte dei due esponenti del Pd, era tesa a trovare una soluzione che tenesse conto delle esigenze di chi vive e lavora in piazza e della idea di una amministrazione che legittimamente ha il potere di decidere finché amministra.
Sulla problematica sembrano opportune alcune riflessioni: c’è un problema di fondo, legato alle scelte dell’amministrazione che deve, in ogni caso, essere svincolato da questioni di opposizione politica.
Anche il richiamo alle votazioni o alle firme ha valore relativo, perché i pareri possono essere espressi indipendentemente se il votante o il firmatario abita in piazza o ha una attività commerciale nella stessa oppure abita in periferia e lavora fuori città.
In ogni caso, il limite mostrato dai rappresentanti dei commercianti è stato quello di non aver partecipato alla votazione promossa dal Comune, i presenti hanno sottolineato le difficoltà degli anziani a procedere alla votazione digitale, ma non si comprende quali possano essere le aspettative degli anziani rispetto al passaggio veicolare che dovrebbe interessare di più gente giovane, attiva, che gira alla ricerca di un parcheggio per accedere alle attività commerciali della piazza.
Le esigenze, anche di pochi, vanno vagliate e tutelate, nell’ambito del possibile, ma occorrono delle linee univoche di scelta, perché devono essere chiari i criteri per i quali si chiude via Roma o la piazza di Marina, Ibla o la piazza San Giovanni mentre, invece si deve poter circolare in piazza Cappuccini.
Se vengono accolte le richieste dei commercianti di piazza Cappuccini devono essere accolte quelle di via Roma, come dovranno essere accolte quelle dei commercianti di piazza Libertà quando si vorrà eliminare il parcheggio o limitare la circolazione.
Il problema di fondo è quello è quello legato alle scelte amministrative in ambito di riqualificazione dei siti urbani: la tendenza a limitare il traffico veicolare è stata, da sempre diffusa, verso questa direzione vanno le intenzioni di ambientalisti e di chi vuole tutelare il patrimonio ambientale, anche se i progetti hanno, di fatto, provocato crisi commerciali di rilevo ma che hanno anche origini diverse.
Quello che si aspettano i cittadini, soprattutto quelli non direttamente interessati alle questioni sul tavolo, è che le decisioni tengano conto, in maniera univoca delle istanze della gente che, in ogni caso devono essere in numero tale da poter influire sulle decisioni.
Purtroppo, come per l’eliminazione del passaggio a livello in via Paestum, vale di più la ‘tirata di giacca’, la pressione politica perché, in via Paestum, una decina di commercianti è riuscita, per anni a far mantenere aperto la circolazione con grave danno per il traffico e per le condizioni di sicurezza, altri non riescono a modificare le scelte.
Queste non sono condizioni di uguaglianza fra tutti i cittadini e tutti i commercianti.
