Comune di Ragusa, approvati il Bilancio di previsione e il Documento Unico di Programmazione

In tempi brevissimi, meno di sette ore al netto di pause varie, si è celebrata la resa totale e incondizionata di quelle che, con eccessiva tolleranza, abbiamo chiamato opposizioni.
L’amministrazione Cassì e la maggioranza hanno visto approvare il bilancio preventivo senza nessun ostacolo, con una speditezza che ha lasciato stupiti anche gli stessi componenti che si erano messi al sicuro, prevedendo anche un prolungamento di seduta nella giornata di domani.
Gli elettori, alla prossima tornata amministrativa non si dovranno curare tanto di riconfermare il sindaco o molti dei consiglieri comunali, ma dovranno piuttosto curare la scelta guardando a quei consiglieri che potrebbero, pericolosamente, andare a far parte, ancora una volta, delle minoranze.
Con questo sindaco che si vuole avviare al secondo mandato, tutte le maggioranze saranno buone, allineate, obbedienti, inquadrate, per dire sempre sì non c’è qualità dei singoli che possa valere.
Convinti come siamo che l’opposizione forte è il sale della democrazia, c’è da auspicare che nessuno dei componenti le minoranze possa calcare ancora il finto parquet dell’aula consiliare.
Un autorevole esponente politico si è espresso parlando di uno spessore infimo, dal punto di vista politico, che ha contraddistinto a tutti i livelli, il più scadente ceto politico della storia d’Italia di tutti i tempi.
Perché c’è modo e modi di arrendersi alla forza dei numeri e, in ogni caso, all’inferiorità numerica si deve supplire con una azione politica che deve lasciare il segno.
I pochi intervenuti delle minoranze, in pratica due del Movimento 5 Stelle, Firrincilei e Gurrieri, e Chiavola del PD, con una fugace apparizione di D’Asta, si sono fatti trascinare, da principio, dalla nota introduttiva del Sindaco che ha fatto un intervento di consuntivo invece che rappresentare le strategie del prossimo triennio.
Quel poco di iniziative e programmi dei mesi a venire sono state la registrazione di quello che sentiamo ormai da anni.
Forse, è stata una mossa studiata, perché le minoranze, del resto impreparate a trattare di bilancio come si sarebbe dovuto, hanno fatto l’eco alle mancate o ritardate realizzazioni dell’amministrazione.
La seconda parte della seduta è stata dedicata agli emendamenti che hanno costituito la pagina deteriore di questa sessione di bilancio: proposte di modifica insignificanti, che hanno raccolto moltissimi pareri negativi, ritirati con facilità, più oggetto di atti di indirizzo che veri e propri emendamenti, una sorta di lista della spesa mirata non tanto alle realizzazioni, per molte delle quali non erano previste nemmeno le somme necessarie, quanto all’obiettivo di evidenziare quello che l’amministrazione non avrebbe fatto, cogliendo l’occasione di una lunga passerella con microfono in mano.
Amministrazione e maggioranza hanno capito, di buon mattino, che con qualche zolletta di zucchero i purosangue dell’opposizione avrebbe calmato i bollenti spiriti, solamente apparenti, così con una breve seduta in sala giunta i capigruppo sono stati condotti all’ordine con la promessa di alcune concessioni in cambio di zero ostruzionismo, concessioni che si sono risolte in un minimo numero di emendamenti approvati.
Così, si sono permessi di iniziare la seduta con due ore di ritardo e di metterci pure una comoda e ampia pausa pranzo, permettendo ai consiglieri tutti di andare a casa alle 20, cosa che non è accaduta nemmeno per le riunioni di maggioranza.
Mentre scriviamo, qualcuno sarà già in pigiama e pantofole, per un dopo cena sanremese, non sazi dello spettacolo che hanno goduto per due sere.
Perché di spettacolo si è trattato, a cominciare dagli atti confezionati dal duo Iacono-Sulsenti che si confermano fra i pochi ‘professionisti’ di questa amministrazione.
Poi, c’è stato lo spettacolo eccelso del sindaco che ha ribadito i concetti di amministrazione virtuosa, di buoni alimentari spacciati per iniziativa merito dell’amministrazione, solo perché gli uffici hanno risposto alle normative, di vallata Santa Domenica aperta, con l’assessore Licitra a parlare di intercettazione di fondi del PNRR e di mobilità sostenibile, mentre l’assessore Giuffrida ha fatto il solito sfoggio del tempo futuro, vedremo, interverremo, ci stiamo pensando, arriveranno i preventivi, si andrà in gara e via dicendo, come, ormai, da mesi.
Spettacolo a parte quello dei consiglieri di minoranza che solo nella prima seduta hanno sciorinato tutta una serie di mancanze, anche gravi, dell’amministrazione: sui temi trattati si sarebbe potuta imbastire una feroce azione di opposizione, in grado di far riflettere l’opinione pubblica.
A fronte della relazione introduttiva al DUP del Sindaco Cassì, che è riuscito a parlare di ripartenza segnalando un evento non organizzato dal Comune, rilevando una Ragusa che si è aperta e si è riempita di vita, dimenticando che anche la nuova piazza stazione rimane al buio di sera, che non c’è animazione in via Roma, nelle tanto decantate Latomie, non c’è illuminazione nella Vallata Santa Domenica e che i tracciati storici che portano a Ibla sono quasi perennemente deserti, i consiglieri di opposizione non sono riusciti nemmeno a chiedere di cosa si stesse parlando.
Una città che avrebbe reagito alla pandemia e alla crisi, pur ammettendo l’alto numero di nuovi poveri che ha fatto ricorso ai buoni alimentari.
Una città che vede perdere le più importanti concessionarie d’auto, che vede i centri commerciali soffrire, che si ostina a parlare di opere per il parco urbano inesistente e comunque bocciato.
Iniziative che restano solo sulla carta, con ritardi ormai inenarrabili, molte delle quali non in grado di rilanciare il centro storico, di animarlo, di renderlo vivo, se non per singoli eventi o porzioni di giornata.
Dagli orti urbani all’ecomuseo, dal Castello e dal suo parco agli irrisolti problemi di viabilità, di trasporto pubblico e di crisi idrica e dello sviluppo economico, ci sarebbe stata materia per dimostrare l’esistenza delle opposizioni, anche senza essere in grado di determinare una sconfitta dell’avversario per il bilancio.
Così i consiglieri di minoranza si sono dilettati a chiedere cosa si sta facendo per intercettare i fondi del PNRR e l’assessore Licitra ha parlato di riunioni settimanali di un gruppo di lavoro, ma si guarda agli edifici storici, alle piste ciclabili, ai mercatini dell’agroalimentare, da Donnafugata all’area dell’ex scalo merci, dove si pensa di creare movimento con una grande area ristorazione, quanto di più visionario ci possa essere, al momento, in città.
Le aree di ristorazione delle stazioni restano dominio esclusivo dei viaggiatori, in nessuna città del mondo diventano area prediletta dai cittadini del posto, neanche se ci sono esercizi di livello.
Nessuno parla di digitalizzazione, di sanità, di rivoluzione green, addirittura il primo cittadino ha fatto sua l’iniziativa come SRR per un gestore anaerobico da realizzare con i fondi del PNRR, un progetto che interessa Ragusa come parte della provincia di cui la SRR è espressione, una idea che l’eccelso Giovanni Iacono aveva proposto, in Comune, in conferenza stampa, già anni prima.
A questi semplici rilievi nessuno dei consiglieri di minoranza ha pensato, tantomeno ha affondato il dito nella piaga di ritardi e di lentezze ormai croniche che, a questo punto, potrebbero essere utili per capire come formare una nuova squadra di governo, più efficiente e capace, senza la preoccupazione del nocciolo duro che il sindaco ha voluto esaltare nel suo intervento finale, con una sottile venatura di polemica che ha ammesso che c’è anche un nocciolo della maggioranza che duro non è.
Nella discussione generale, Firrincilei, dei 5 stelle, ha solo accennato all’opulenza del comune che stride con i ritardi per aggiustare una pompa della piscina o per trovare autobotti usate, l’ultima chicca dell’assessore Giuffrida, propinata in serata.
29 milioni di diponibilità di cassa, ma problemi enormi per la scala di sicurezza del Museo, si ha il coraggio di parlare ancora dello stadietto di via delle Sirene, arrivando a fare comunicato per l’aggiudicazione del completamento dei lavori.
Solo accennata la scandalosa omissione della realizzazione delle scale di sicurezza della scuola Schininà, stabilite da un emendamento del precedente bilancio, pochi accenni alla fallimentare gestione dell’iter del parcheggio di Ibla.
Pesante ma ininfluente il tono sfottente del consigliere Gurrieri che chiedeva di cosa si parlasse a proposito dell’apertura della vallata Santa Domenica, dell’ex macello di Ibla abbandonato che fa coppia con l’adiacente parcheggio di San Paolo, a proposito del Museo del prodotto contadino, spacciato per già realizzato, a proposito delle inesistenti politiche per frenare l’emigrazione giovanile.
Non c’è ancora il sito dell’ecomuseo, 5 assunzioni di vigili sono del tutto irrisorie, si lavora per la ex biblioteca ma si lascia nel degrado quella nuova.
Anche Mario D’Asta ha messo in risalto la velocità bassa dell’amministrazione, della scarsa disponibilità al confronto e alla collaborazione, ha parlato di centro storico senza un vero disegno, ribadendo il NO ad altri 5 anni che sarebbero pretesi per completare i progetti.
Senza una capace cabina di regia per intercettare fondi europei non serviranno nemmeno altri 5 anni, una amministrazione dalla grande visione della città futura che si impantana sulle piccole cose, la scala del museo, le pompe della piscina, la rete idrica a monte di Marina, l’impianto di via delle Sirene, senza visioni strategiche per il turismo del dopo Montalbano, con soli ‘eventucci’ turistici.
Per D’Asta che, in definitiva, ha mostrato il volto del consigliere politicamente fra i più maturi, la politica deve sognare, questa ministrazione, invece, cerca solo di far sognare gli altri, serviranno altri 4 anni per il teatro, i bagni pubblici hanno ancora problemi dopo dieci anni di battaglie, la rete idrica è un colabrodo, quando piove, dove c’erano problemi, gli stessi sono immutati.

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