Comune di Ragusa, le situazioni strane

In una compagine di giunta che amministra la città c’è una squadra di assessori, coordinati dal sindaco, naturalmente secondo la sua linea politica, legittima e incontestabile, che si dovrebbe occupare di settori ben specifici.
C’è il lavoro di squadra, c’è l’autonomia di ogni assessore che, quasi mai, per antica convenzione politica, viene messa in discussione di colleghi di giunta, anche di fronte a palesi criticità dell’attività del settore.
Ma questo è un cancro vecchio della politica, che solo un sindaco autorevole riesce a dominare, ogni assessore si occupa del suo settore, non mette naso negli altri assessorati ma, di certo, non concorre ad una gestione ottimale del bene comune, della cosa pubblica
Per quanto riguarda il Comune di Ragusa, si affastellano situazioni strane, certamente, come tutte le cose di questa amministrazione, del tutto legittime, ma che destano perplessità dal punto di vista politico.
È diffusa, al Comune di Ragusa, l’attenzione di molti assessori per settori non di pertinenza.
All’inizio sembrava l’azione di qualcuno che volesse primeggiare, mettersi in evidenza, senza scartare questa ipotesi, il fenomeno si è sviluppato.
All’inizio, fu l’assessore allo sviluppo economico, Giovanna Licitra, ad occuparsi di turismo, con accordi con il Comune di Noto e altre istituzioni, pubbliche e private, per aderire ad un pool di partecipazione alle più importanti fiere del settore turistico.
Fu un flop epocale, nessun risultato ma soprattutto nessun resoconto delle partecipazioni alle manifestazioni turistiche per le quali il Comune impegnò, in prima battuta, 40 mila euro.
Con la scusa della delega ai fondi europei, lo stesso assessore si è occupato del lavoro relativo al GAL, concentrando la sua attività, sempre in tema turistico, attorno alle iniziative per il Castello di Donnafugata, tutte ancora da concretizzare, per uffici di accoglienza e di informazione, mentre del GAL è Presidente il Sindaco di Modica che ha già raccolto, se non altro in termini di immagine, i primi riscontri dell’attività del GAL.
In ogni caso, GAL e Agenda Urbana eredità della precedente sindacatura Piccitto che aveva curato l’iter iniziale di questo tipo di iniziative
Sempre in tema di turismo, settore nel quale, ricordiamo, si sono avvicendati ben due assessori della giunta Cassì, l’assessore Licitra ha perorato la causa, partecipando direttamente alle iniziative, di una associazione di Ibla, il Centro Commerciale Naturale Antica Ibla, per la stesura di un fantomatico Piano Strategico del Turismo che, ancora dopo 4 anni di amministrazione, non ha dato risultati se non quello di assumere come esperto, a 30.000 euro l’anno, come Destination Manager, l’ideatore dell’iniziativa.
Di contro, per tutto quanto riguarda lo sviluppo economico, la mobilità, il trasporto pubblico urbano, ancora dopo 4 anni di amministrazione, ci sono solo parole, progetti, piani urbani del traffico e della mobilità, senza alcun effetto concreto.
Da ultimo, lo stesso assessorato si è occupato di piazzare alcune importanti strutture cittadine, i locali di via del Mercato, quelli di Carmine Putie, l’ex macello di Ibla, il City, con il solo risultato di arrivare alla decisione di concederli, tutti, in comodato gratuito.
Forse, se l’assessore avesse concentrato i suoi sforzi sulle materie di competenze, qualche risultato sarebbe arrivato.
Ma l’assessore Licitra non è il solo a occuparsi di settori non di pertinenza delle sue deleghe: anche l’assessore Barone, assessore allo spettacolo, al turismo e ai centri storici, invade altri settori.
L’ultima occasione è quella di una mostra, si dice molto importante, con quadri di grandi autori, che si sta allestendo nella chiesa della Badia, un evento culturale che altro non potrebbe essere, evidentemente sottratto all’organizzazione della, peraltro, competente collega Clorinda Arezzo.
Ciccio Barone, nella qualità di assessore ai centri storici, cura la nuova illuminazione di vie e piazze, si occupa di rilancio commerciale della via Roma, contattando esperti del settore e grandi catene commerciali.
Se poi gli parli del destination manager o del piano strategico del turismo, ti dice che non se ne occupato lui.
Come assessore ai centri storici Barone ha grande lavoro che, però, deve passare comunque dall’Ufficio Tecnico, per le opere edili, e qui ci mette lo zampino un assessore che da solo non potrebbe sopportare il carico di tutte le incombenze, ma, senza dubbio soffrendo, lo fa.
Perché l’assessore Giuffrida si dovrebbe occupare di urbanistica e di piano regolatore, dove tutto, in verità, è fermo, e lo sarà, riteniamo, fino alla fine della consiliatura, di opere pubbliche che, in molti casi riguardano edilizia scolastica, appunto centri storici, fognature, idrico, impianti sportivi e soprattutto contrade e periferie.
Così che l’assessore Eugenia Spata, delegata allo sport e alle contrade e periferie, se deve cambiare un rubinetto in una palestra o deve intervenire in una contrada per manutenzione della strada o della pubblica illuminazione, deve passare sempre sotto le forche caudine di assessore e dirigente dei lavori pubblici che decidono quando e come agire, spesso legittimati dalla carenza di personale che rende il lavoro del tutto poco veloce.
Potemmo continuare con l’assessore Iacono che per un lungo periodo di tempo è stato nelle mire di quanti si lamentavano per la pulizia delle aree a verde pubblico e per la scerbatura delle strade, settori di pertinenza, come poi in effetti appurato, leggendo anche il capitolato della raccolta dei rifiuti urbani, dell’igiene pubblica.
Ma non mancano, comunque, tante altre situazioni strane, con conflitti di appartenenza delle competenze.
A chi tocca la pulizia dei bagni pubblici ? All’ufficio tecnico o ai servizi sociali che selezionano il personale da adibire ? Così ci sono perplessità per la guardiania di cimiteri e impianti sportivi, ville e strutture culturali.
Confusione che si è creata anche in passato, determinata anche dallo scarso numero di dirigenti in forza al Comune, basti pensare che l’ottimo dott. Puglisi, già Comandante dei Vigili Urbani, sovraintende allo sviluppo economico, al turismo, alla cultura, allo spettacolo e, sicuramente, a tutte le deleghe afferenti al trasporto pubblico, alla mobilità e a tanto altro che sicuramente non mancherà.
Da tutto il quadro si evince come sarebbe opportuna la nomina di un manager, di un Direttore Generale, che sovraintenda a tutte le attività, coordinandole, disponendo le competenze e assegnando il carico di lavoro in maniera da ottimizzare la politica dell’amministrazione.
E questo si attendava, soprattutto, dal Sindaco Cassì, un cambiamento, una politica innovativa, svincolata dalle beghe interne dei vari uffici, dalle frizioni fra assessori e, soprattutto, dal controllo, vecchio e consolidato, dei soliti dirigenti che, alla fine, restano i padroni del palazzo, se non ci sono autorevoli espressioni politiche in grado di segnare l’attività.

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