Saranno, forse, gli effetti della nuova legge elettorale che già nella passata consiliatura produsse effetti distorsivi nella composizione del civico consesso, ma persistono fenomeni che meritano ampie riflessioni.
Spesso qualcuno dei consiglieri esalta il ruolo che gli è stato assegnato dall’elettorato, ergendosi a tutore e controllore dell’attività dell’amministrazione di turno, di sommo rappresentante di una parte di cittadini, mentre persistono effetti distorsivi, prodotti dalle norme, che lasciano a casa candidati con oltre 600 voti e mandano allo sbaraglio altri con meno di un terzo dei voti, spesso appartenenti a liste appositamente messe insieme per la competizione elettorale, senza futuro politico.
Ne viene fuori un contesto che si può definire, quantomeno, strano, dove c’è una maggioranza di consiglieri “yes man”, come nella passata consiliatura, che sono considerati e debbono svolgere il ruolo di garanti dell’amministrazione, accanto ad un piccolo esercito, come nel recente passato, o ad un piccolo manipolo unito dal ruolo di opposizione all’amministrazione di turno.
Tutto perfettamente legittimo, unitamente all’assenza di vincolo di mandato che può permettere anche le fluttuazioni di appartenenza politica, anche se non si può impedire di rilevare come il ruolo di opposizione è spesso legato a strategie strumentali e propagandistiche.
Compito dei consiglieri comunali dovrebbe essere quello di pensare solo al bene comune, all’interesse generale, non quello di influenzare nomine di componenti di consigli di amministrazione, di consulenti, di indirizzare contributi per associazioni, spettacoli e manifestazioni varie, o di richiedere interventi a beneficio del proprio bacino elettorale.
La platea di decisori, che una volta era strettamente legata agli amministratori di turno, non solo a livello locale, ma più ancora a livello regionale e nazionale, è allargata, di questi tempi, come fenomeno distorsivo del potere, agli eletti componenti della maggioranza e, per quelli che si sanno far valere, a qualcuno delle opposizioni.
Da questo nascono le politiche e le strategie dei vari consiglieri comunali che non si limitano ad attività di controllo e di indirizzo sulle politiche dell’amministrazione, ma vogliono apparire, soprattutto nei comunicati stampa che diffondono, grazie all’enfasi che aggiungono, come elementi determinanti della vita politica e amministrativa della città.
Ci sono casi, come nella precedente consiliatura, di strategie dell’opposizione totalmente ininfluenti e fallimentari, altre, come attualmente, che tendono a far apparire costruttivi gli interventi, i suggerimenti, per favorire un coinvolgimento apparente delle loro politiche con quelle dell’amministrazione, in un anelito di collaborazione che li possa fa uscire dal ruolo marginale di componenti di minoranze ininfluenti.
Così c’è il consigliere che interviene, giustamente, per portare all’attenzione l’esigenza di una rotatoria, necessaria e improcrastinabile, in zona nuovo ospedale, che si inserisce, solo a livello propagandistico, in tematiche di competenza extra comunale, come ponti e aeroporti, mentre si trastulla a fotografare per i social il dilagare, a suo dire poco contrastato efficacemente, di erbacce e sterpaglie in centro storico.
C’è il consigliere che, anche lui giustamente, fa notare come, ancora dopo 60 giorni di nuova amministrazione, non si sia posto rimedio alla grave mancanza di un bilancio preventivo dell’anno in corso, un grave ritardo, sul quale, peraltro, filtrano poche notizie dall’assessorato competente, che reitera le colpevoli mancanze della precedente gestione finanziaria.
Benissimo fa il consigliere a sollecitare la presentazione del preventivo 2018, ma scivola, malauguratamente, su un rilievo che avrebbe potuto omettere, per opportunità politica, perché, in definitiva, riconduce il disagio per la mancanza di bilancio non alle oggettive difficoltà di amministrazione e di programmazione ma a quelle di tutte le manifestazioni che non hanno potuto ricevere patrocinio dal Comune.
Considerato che, spesso, il patrocinio è gratuito, è chiaro che il consigliere si riferisce all’impossibilità di erogare contributi, come se la sopravvivenza delle manifestazioni possa essere considerata solo motore della vita di una città
Ci sono, poi, i comunicati cha appaiono come commenti sui social, dove, di solito, ognuno vuole avere l’ultimo commento, per avere l’ultima parola.
Un consigliere era intervenuto per sollecitare una riduzione della TARI, sulla base di dati che l’amministrazione è stata obbligata a definire “inattendibili sia rispetto al numero degli evasori che rispetto all’entità del gettito atteso.”
L’amministrazione precisa la sua posizione che, di fatto, vanifica l’intervento del consigliere ma questi, sbrigativamente, replica che, al di là dei dati, c’è da rimarcare una comune volontà di ridurre il carico fiscale e tariffario sui cittadini, rimandando tutto, comunque, all’apposita convocazione congiunta delle commissioni Affari Generali e Risorse, per la quale ha inoltrato apposita richiesta che, però, ai sensi del regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni, non ha alcun valore, dovendosi ritenere valida la richiesta di un numero di consiglieri appartenenti a gruppi che rappresentino almeno un terzo di tutti i consiglieri, senza dire che pare non ci sia intenzione di convocare le commissioni, tantomeno congiunte, per la materia in questione che sarebbe, legittimamente, di competenza dell’amministrazione.
Andando a rovistare fra i comunicati, c’è poi quello del capogruppo del Movimento 5 Stelle che sollecita per un’azione di rilancio della frazione, che si muova nel solco tracciato dalla precedente amministrazione.
Un’azione che non vuole guardare solo ai disservizi provocati dalla mancanza di acqua nelle docce o dell’accessibilità alle spiagge, peraltro eredità delle passate amministrazioni, ma che si vuole proiettare per dare una dimensione specifica, ma non meglio specificata, a Marina di Ragusa.
Si rinnova il vizietto di esaltare quanto fatto della precedente amministrazione e si sollecitano azioni che non si comprende perché non avviate dalla stessa o sollecitate dai consiglieri del Movimento, in passato, come quella di mettere il porto turistico, peraltro a gestione privata, nelle condizioni di svolgere la funzione di volano economico del territorio.
Con encomiabile spirito costruttivo, il capogruppo grillino sollecita interventi per sopperire al calo di turisti e di affari, ma si limita a pretendere, con la sola credenziale della pista ciclabile, il rilancio della frazione, a misura di turista e di villeggiante, senza entrare nel merito delle politiche che hanno rischiato, finora, fortunatamente invano, di trasformare il borgo marinaro esclusivamente in epicentro della movida notturna del comprensorio, senza attenzione al turismo.
Al contrario di come hanno fatto gli esponenti di Fratelli d’Italia, non fa proposte concrete e lancia la pietra nello stagno per politiche dalle mille implicazioni per decidere un futuro produttivo ma vivibile che dovrebbe essere esteso a tutta la costa del territorio comunale.
C’è un comune denominatore negli interventi degli esponenti di opposizione, che risalta anche come assenza di interventi, che sarebbero più necessari e adeguati al ruolo, da parte dei consiglieri di maggioranza: la mancanza di interesse su problematiche reali della città, fondamentali per la sua crescita e lo sviluppo socio-economico-culturale.
Nessuno, di tutte le parti politiche, sollecita azioni definitive per la pista di pattinaggio, ancora scandalosamente al palo, o per i lavori nella Vallata Santa Domenica.
Nessuno si interessa per lo stato dell’area del City, con relativi contenziosi esistenti, o per quello del parcheggio sotterraneo di San Paolo.
Nessuno tira fuori a che punto stanno i progetti per l’edifico scolastico del Carmine o per l’abbattimento delle strutture abusive sulla costa, nessuno si è preoccupato, finora, di chiedere qual è lo stato dell’arte relativo alle progettazioni, se esistono, per l’ex cinema Marino o per la ex biblioteca comunale, per l’area di piazza Stazione sovrastante al parcheggio sotterraneo.
A nessuno interessa della sorte dell’ex scalo merci, come non interessa chiedere di sollecitare la soprintendenza per capire come stanno le cose per la Chiesa e il Convento di Jesu, che dovrebbero ospitare un nuovo Museo Acheologico, o per le Latomie di Cava Gonfalone.
Andati via i grillini, a nessuno interessa sollevare polveroni per la residenza di via Berlinguer o per la rotatoria di via Di Vittorio, nessuno sollecita una programmazione per un nuovo ed efficace sistema di trasporto urbano, alla luce dell’allontanarsi, forse, senza ritorno, della metropolitana di superficie.
Nessuno parla dell’isola pedonale da eliminare o estendere, nessuno parla del progetto di riqualificazione di piazza Libertà e dell’asse Rotonda – viale Sicilia, evidentemente solo palestra di allenamento per andare contro i 5 Stelle.
I componenti del gruppo grillino, invece si sollevare criticità, facilmente riconducibili alla passata gestione a cinque stelle, forti della loro appartenenza e vicinanza agli esponenti del governo nazionale, perché non ci portano notizie positive per l’aeroporto, per la Ragusa – Catania e per l’autostrada Siracusa – Gela che deve passare da Ragusa ?
Sono queste quelle cose che ci fanno riflettere sulla valenza delle opposizioni e ci fanno propendere per lo spirito prevalentemente propagandistico degli interventi, rivolto non tanto all’avversario politico che, forse, avversario non è considerato, quanto all’esigenza di poter affermare; “Comunico, ergo sum”
