di redazione
Si risolve una questione aperta, in città, da oltre 35 anni
Con apposito atto notarile, si concluderà l’iter che consentirà a migliaia di cittadini della zona Bruscè, che non hanno ancora lo sbocco fognario, di potersi allacciare alla condotta pubblica.
Tutti i residenti nella zona che non hanno lo sbocco fognario devono presentare istanza di allaccio al Comune di Ragusa, Ufficio Ambiente settore 6.
Da anni seguiamo l’iter, con tantissimi incontri con lottizzanti, assessori, cittadini, istanze, interrogazioni ed abbiamo contribuito ad eliminare, di volta in volta, in una sorta di fatiche di Sisifo tutti gli intoppi burocratici. Nel 2004 fu molto importante la convenzione stipulata tra Comune di Ragusa e ASI votata, dal Consiglio Comunale, ma poi ci si è scontrati con tantissime altre autorizzazioni, a cominciare dalle Ferrovie, e con la soppressione di uffici e/o cambi di responsabili e di amministrazione come per il soppresso ASI o con le difficoltà legate al depuratore e alle diverse competenze e responsabilità.
Questa di Bruscè è stata una situazione surreale e paradossale che inizia con un piano di lottizzazione del luglio 1978, poi una delibera di consiglio comunale dell’aprile del 1980 con la quale si approva la convenzione per la costruzione della fognatura e l’allacciamento alla rete cittadina e nel 1981 con il Sindaco del tempo che sottoscrive il progetto di lottizzazione.
Un’ampia zona della città, con migliaia di concessioni edilizie regolarmente rilasciate, ma senza sbocco fognario per oltre 35 anni.
Con questo ultimo atto si pone fine quindi ad una situazione incresciosa di malapolitica e a disagi di natura igienica ed ambientale di estrema gravità.
Il comunicato stampa, diffuso dall’Associazione Partecipiamo tralascia di evidenziare l’azione incessante, di Giovanni Iacono che, negli ultimi anni, nella veste di Presidente del Consiglio, ha preso a cuore questa problematica, seguendola passo passo per arrivare, finalmente ad una soluzione definitiva, auspicata e attesa da tempo, prima di tutto dai residenti della zona.
Se può essere compresa la riservatezza e il non voler celebrare quanto operato dal proprio leader per districare la complessa questione, non è ammissibile il garbo istituzionale, che è proprio di Giovanni Iacono e del suo movimento, di sorvolare sullo scandaloso ritardo provocato dall’inefficienza e dalla incapacità degli amministratori del passato che, per oltre 35 anni hanno lasciato insoluta la questione fognatura a Bruscè.
