Conf commercio o conf ristoratori ?

Ennesima conference call dei vertici sezionali e provinciali di Confcommercio Ragusa per concordare linee programmatiche uniche sul territorio della provincia.
Linee programmatiche uniche che si rendono necessarie per affrontare la cosiddetta ‘fase 2’, ritenuta, ormai imminente.
Servono misure, utili agli associati, distinte per categoria, sul piano sicurezza e su quello normativo: è l’obiettivo per il quale si lavora ai vertici dell’associazione iblea che ha in programma incontri con le diverse categorie e con le amministrazioni per ricercare quelle strategie utili alla ripartenza dell’economia locale, possibilmente basate su aiuti concreti e immediati alle imprese che debbono affrontare un futuro dagli esiti incerti.
Il presidente provinciale, Gianluca Manenti ha coinvolto tutti i presidenti sezionali a farsi parte attiva per affrontare al meglio i nuovi scenari economici.
Si è parlato anche, durante la conference call, di aiuti concreti anche sul fronte economico grazie alla collaborazione di Commerfidi Sicilia scesa in campo a fianco delle aziende e delle imprese con una task force per fornire consulenza e assistenza finanziaria con riferimento agli scenari imposti dall’emergenza economica.
Stranamente, fra tutte le categorie associate e tutelate da Confcommercio, come già avvenuto nel corso della videoconferenza convocata dal Sindaco di Ragusa, l’universo dell’associazione commercianti iblea sembra riconducibile solo e unicamente al settore della somministrazione e della ristorazione: Manenti ha parlato di regole e accorgimenti, alcuni dei quali adottati anche prima del lokdown, andando, prioritariamente al distanziamento dei tavoli, alle protezioni individuali per i dipendenti e in particolare per i camerieri, nuovo utilizzo di spazi all’aperto, parlando, anche di mantenimento del distanziamento sociale, di uso delle mascherine e del divieto di assembramento.
Leggendo, talvolta, si ha l’impressione di leggere un comunicato di confristoratori e non di una associazione che dovrebbe interessarsi anche dei problemi dei negozi di abbigliamento, di articoli da regalo, di liste nozze, di arredamento, di gioiellerie, di elettrodomestici, delle attività alberghiere e di ricettività in genere e di tante altre legate al settore del commercio che sono colpite dalla inevitabile contrazione dei consumi e dalla mancanza di liquidità di molti soggetti senza lavoro o con le attività bloccate da due mesi e senza certezze sulla riapertura e sui ritorni della clientela.
Peraltro, la categoria dei ristoratori, alcuni dei quali importanti in quanto afferiscono alla sfera turistica, è una di quelle che, alla riapertura, registrerà subito degli incassi che potranno aiutare a far ripartire alla grande l’attività, come non può avvenire, invece, per altre categorie per le quali non è certo l’ingresso nel negozio e, tanto meno, l’acquisto sicuro.
Per questo non si comprende tanta attenzione dedicata, sempre e solo, a questo settore.

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