Confcommercio insiste per la CamCom del sud est, non la pensano così Confcooperative, Claai, Confartigianato, CNA, Legacoop, UNCI e Unicoop

Confcommercio continua la sua campagna a favore della camera di Commercio del Sudest, quella che vede insieme, secondo l’ultima sentenza dei tribunali amministrativi, Catania, Siracusa e Ragusa.
Si vuol far passare, a tutti i costi, che questa è la soluzione migliore, senza rispondere alle diverse riserve che esprimono molti addetti al settore.
Nell’ennesima nota Confcommercio Sicilia scrive: “Chissà perché non sono bastate le delibere di 9 consigli camerali rappresentativi delle vecchie Camere di Commercio siciliane a definire il nuovo sistema camerale composto da soli quattro enti, così come previsto dal ministro dello Sviluppo economico nel 2018.
Oggi, dopo anni, quando mancava un solo accorpamento alla ridefinizione delle circoscrizioni delle Camere siciliane, tutto ritorna nel caos. A chi conviene?”.
Intanto abbiamo due decreti ministeriali sospesi e la Regione Siciliana, che è l’unica che avrebbe diritto ad esprimersi sulla materia, invece, chissà perché, continua a tacere. Chi ha veramente diritto di decidere come deve essere organizzato il mondo delle Camere di Commercio in Sicilia? Gli imprenditori rappresentanti il tessuto economico o la politica?”.
Confcommercio Sicilia evidenzia come i sindaci siano contrari all’accorpamento con Trapani, Agrigento e Caltanissetta, ma questo non significa, come vorrebbe far intendere Confcommercio Sicilia, che si voglia andare, a tutti i costi, con Catania.
E danno una stoccata alle sigle che rappresenterebbero meno del 20% del tessuto imprenditoriale interessato e si pronunciano contrarie al ritorno della CamCom del Sudest.

In effetti, come si apprende da un articolo del quotidiano La Sicilia, dei giorni scorsi, ci sarebbero diverse sigle più attente allo sviluppo che ai cavilli e ai ricorsi.
Confcooperative, Claai, Confartigianato, CNA, Legacoop, UNCI e Unicoop, in pratica il mondo cooperativo, si esprimono senza mezzi termini e dicono: “Continuare a fare ricorsi serve solo a creare confusione e a garantire lo status quo a chi oggi gestisce la Camera di Commercio del Sudest.
Non ha, infatti, alcun senso, se non quello di rimanere in sella, cercare il cavillo per ritardare l’applicazione di una legge del parlamento nazionale che esprime, inequivocabilmente e chiaramente che la Cam Com del Sudest non esiste più.”
Fin troppo chiaro il destinatario del messaggio, soprattutto quando si parla delle esigenze delle imprese catanesi che avrebbero bisogno di una governance degli enti territoriali che assicuri stabilità, promuova servizi, e guardino alle specificità del territorio, estremamente significativo il fatto che a pubblicare la voce del mondo cooperativo sia proprio il quotidiano catanese.
Messaggio del tutto esplicito quando si legge: “…Agen si fermi, dunque, e guardi agli interessi delle imprese piuttosto che al mantenimento del potere o al controllo delle partecipate.”
In tutto questo scenario, c’è chi esprime perplessità perché ritiene che le prossime elezioni rendano più defilato il ruolo del governo regionale, che non si esprime tramite l’assessorato competente.
Evidente, per il presidente Musumeci il conflitto di interessi nella sua piazza etnea, ma non è che in periferia si stia meglio, come anche a Siracusa il competente assessorato comunale di Ragusa tace, non si esprime e non batte i pugni sul tavolo per riportare ordine e trasparenza sui veri motivi dello stallo.

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