La Conferenza dei Servizi di oggi 5 giungo, a Roma, doveva essere, secondo le dichiarazioni dei politici, il primo vero passo per l’avvio definitivo dell’iter per arrivare al progetto definitivo, dopo l’inizio elle procedure di esproprio.
I titoli dei giornali parlavano di apertura dei cantieri per giugno 2017, ultime dichiarazioni portavano l’avvio dei lavori a fine anno, al più tardi nei primi giorni del 2018.
Stamane, nella capitale, attorno ad un tavolo i tecnici dei vari enti interessati, che hanno esaminato vari aspetti dell’opera.
Sono emerse delle criticità, a proposito della compatibilità con il paesaggio, in quanto il Piano Paesaggistico sarebbe stato redato dopo la stesura del progetto del raddoppio della Ragusa Catania, della quale realizzazione non avrebbe tenuto conto.
La riunione si è incentrata su questo specifico aspetto, non da poco, per la risoluzione del quale è stato stabilito che i tecnici della SARC – Società Autostrada Ragusa Catania si recheranno a Ragusa per incontrare i vertici della Soprintendenza al fine di trovare le opportune soluzioni che, nel rispetto della Legge e del Piano, possano consentire il prosieguo dell’iter.
Si pensa dio poter trovare le soluzioni entro il 10 luglio, data per la quale è fissata un’altra riunione dello stesso tipo.
Un intoppo non da poco, una delle solite storie all’italiana che potrebbe allungare, ulteriormente, i tempi previsti per l’apertura dei cantieri.
Ciò che lascia smarriti sono i contenuti dei vari comunicati in cui si asseriva che tutto era a posto, addirittura c’era chi faceva a gara per acquisire i meriti dell’azione portata avanti, assicurando tutti che tutto era pronto, così non era.
In città grande delusione, qualcuno, ottimista, ritiene che questa possa essere una trovata dei politici che presto faranno risolvere l’intoppo, addossandosene i meriti.
Altri, invece, pensano che rendere compatibile il progetto al piano paesaggistico o, peggio, il piano Paesaggistico al progetto, richiederà tempi lunghi che si aggiungeranno ai decenni di vana aspettativa per un collegamento decente con il capoluogo etneo.
In effetti potrebbe essere la classica questione da risolvere in campagna elettorale, per acquisire consenso in una vasta area di territorio, staremo a vedere chi ha ragione.
