Confronto alla Provincia su aeroporto di Comiso e impianti eolici

Un incontro, promosso dal Commissario del Libero Consorzio, Piazza, per discutere di aeroporto di Comiso e di impianti eolici.
Un incontro al quale hanno partecipato diversi amministratori locali, gli onorevoli Dipasquale e Campo, oltre ad una folta rappresentanza delle parti sociali, organizzazioni sindacali (Cgil, Uil, Ugl), Sicindustria, Cna, Legacoop, Confesercenti, Confcooperative, Ance, Confartigianato, Sosvi, Consorzi di tutela.
Un incontro per il quale, stranamente, non è stata prevista la partecipazione della stampa.
Titolo “Promozione e sviluppo del territorio: aeroporto e impianti eolici” con l’interrogativo finale, ormai da troppi anni utilizzato, “quale futuro?”
Sono anni che questa domanda viene posta, è di tutta evidenza che non c’è stata mai una risposta, ma si continuano a vedere, in questi incontri, le stesse presenze che si perpetuano per anni, senza che accada nulla di nuovo.
Mettere assieme aeroporto e impianti eolici è un po’ come mangiare carne e pesca al ristorante.
Per quanto riguarda gli impianti eolici, prescindendo dalla scontata analisi dei benefici per il territorio, spesso dimenticati a favore degli interessi delle grandi aziende, occorre tenere conto delle grandi resistenze opposte, per esempio, alle ricerche petrolifere, per poi vedere lo stato o la regione che autorizza perforazioni in terraferma e in mare, per coprire, comunque, le esigenze nazionali.
A cosa vale, allora discutere, se, alla fine, interessi superiori fanno mettere da parte ogni possibile riserva sulle questioni.
Ecco perché certe discussioni ci appaiono come salotto, fine a sé stesso.
Più utile e di maggiore impatto sull’economia del territorio la tematica dell’aeroporto.
Una nota del Libero Consorzio ha riportato la sintesi dell’intervento del sindaco di Comiso che ha riassunto tutte le tematiche emergenziali sull’aeroporto, le grandi difficoltà economiche per gli scali minori, la linea tenuta dal Comune a difesa del proprio territorio, le occasioni perse e la sfida di rilanciare gli interessi di Comiso all’interno di Sac, l’importanza dei fondi ex Insicem, del progetto cargo, di un nuovo bando per la continuità territoriale, del potenziamento delle infrastrutture a partire dalla Siracusa-Gela.
Più che il riassunto di cose note, ci saremmo aspettati dal sindaco di Comiso un’analisi reale delle mancanze del governo Musumeci per le questioni dell’aeroporto, senza dire che non c’è stato nessun intervento da parte degli amministratori di altri comuni che dovrebbero aver interesse a che l’aeroporto di Comiso, intanto, diventi l’aeroporto di tutto il territorio e non di un piccolo comune che già si è fatto scappare il controllo dell’infrastruttura.
Bene dice il sindaco di Comiso quando auspica la realizzazione dell’autostrada fino a Gela per un rapido collegamento con l’aeroporto, ma alla domanda “quale futuro?” non si può rispondere fra quattro o cinque anni.
Più concreto l’onorevole Dipasquale, che, fra l’altro aveva fatto stanziare un milione per il cargo, somma della quale non si conosce la destinazione, né quali procedure ha attivato il sindaco di Comiso, diretto interessato che ora riparla di cargo, il parlamentare ha proposto di organizzare un incontro con il presidente della Regione Siciliana, per capire quali sono i progetti sugli aeroporti minori, “perché il futuro dello scalo ibleo va inquadrato nel contesto dell’intera isola e bisogna avere chiaro il piano per tutte le strutture aeroportuali di dimensioni ridotte”.
Anche l’onorevole Campo ha voluto ricordare la proposta di legge, mai presa in considerazione dal Governo Musumeci, per una rete unica aeroportuale con una regia centralizzata al Dipartimento infrastrutture.
Surreale discutere di aeroporto senza tirare in causa le responsabilità del governo regionale precedente, ascoltando il sindaco di Comiso e con l’organizzatore dell’incontro parimenti vicino all’ex presidente, piuttosto vanno fissate le questioni da porre all’attuale Presidente, con decisione e senza condizionamenti per far uscire, una volta per sempre, questo territorio, da una impasse per la quale gli attuali amministratori sembrano inadeguati per la soluzione dei problemi.

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