I consiglieri del PD a sostegno dei costruttori per le nuove norme sugli impianti idrici

La lobby dei costruttori trova altri sostegni nella lotta all’applicazione del nuovo regolamento edilizio in riferimento all’adozione di idoneo doppio impianto per il contenimento dei consumi idrici.
Come si ricorderà, il nuovo regolamento, dopo l’approvazione in consiglio comunale, su proposta del consigliere Giovanni Iacono, ha subito un notevole rallentamento nell’adozione per le forti pressioni tese ad una modifica delle norme.
Ufficialmente le spinte sono state finalizzate all’adozione di una norma transitoria che riguardasse tutte le concessioni già rilasciate e non solo quelle per le quali i lavori erano stati iniziati.
In verità, per quanto approvata dal consiglio comunale, la norma è sembrata eccessivamente vessatoria per i progetti per cui era già stata rilasciata la concessione edilizia, ma in effetti i costruttori hanno mirato a far ritirare il nuovo regolamento che non è per niente gradito anche per i nuovi progetti.
Ci sarebbero costi eccessivi da sopportare, che farebbero diminuire i margini per le imprese o ricadrebbero sul costo dei progetti e quindi dei compratori, per le nuove costruzioni, mentre difficoltà sono adombrate per le ristrutturazioni di vecchi edifici.
Si vuole far apparire la questione come mirata a rivedere le norme ma, in effetti si tira a farle abrogare del tutto, con scarso spirito ambientale che anche l’ex assessore ai lavori pubblici non ha mostrato, dichiarandosi nettamente in dissenso alla norma per la quale nulla ha fatto per un’adozione come richiesto dall’approvazione del civico consesso.

Ora a sostegno di quanti dissentono per il nuovo regolamento, intervengono i consiglieri del PD, D’Asta e Chiavola che chiederanno alla Giunta municipale, nel corso della prossima seduta del civico consesso, una serie di delucidazioni che fanno riferimento al recente decreto di modifica del regolamento edilizio che contempla nelle costruzioni la creazione di un impianto di separazione/depurazione delle acque grigie.
“Una norma senz’altro apprezzabile – sottolineano D’Asta e Chiavola – e che merita di essere posto in rilievo nella maniera dovuta. da condividere se non fosse che la stessa cosa è prevista anche per le concessioni rilasciate e quindi si fa riferimento a lavori già avviati.
Ci si renda conto, in questo caso, che si tratta di una richiesta quasi impossibile da esaudire.
Sulla materia, nel luglio scorso, l’amministrazione comunale, alla presenza di tutti i gruppi consiliari, aveva assunto uno specifico impegno che era quello di revocare in autotutela le norme di salvaguardia previste nel decreto regionale.
Questo renderebbe fattibile il discorso secondo cui la norma sarebbe valida solo per le nuove concessioni. Da luglio a ora, però, da palazzo dell’Aquila non sono arrivati segnali chiari in questa direzione ed ecco perché torniamo a fare sentire la nostra voce con l’auspicio che tutti i dubbi esistenti in proposito possano essere dissipati.
Annunciamo sin da ora che se non ci saranno risposte chiare alle sollecitazioni sollevate, e che riguardano numerosi comparti operanti in città nel campo dell’edilizia, formalizzeremo le nostre rimostranze, e lo stesso, nel contesto del proprio ruolo politico, farà anche l’Unione comunale del Pd, con una interrogazione consiliare a risposta scritta per invogliare la Giunta Piccitto ad assumere una rapida decisione, visto che i tempi di verifica e di valutazione sono ormai trascorsi abbondantemente, sulla delicata questione”.

A questo punto, sarebbe opportuno modificare la norma affermandone la validità, in ogni caso, per tutti i lavori non ancora iniziati di nuove costruzioni o ricostruzioni, lasciando ad una eventuale trattativa tutto il resto, nell’ottica di un provvedimento, in ogni caso, di grande importanza ambientale.

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