di Cesare Pluchino
E’ stato Maurizio Tumino ad incitare per una protesta forte, sostituendosi ai grillini: sarebbe pronto ad occupare l’ARS al seguito del sindaco Piccitto
Prontamente accolta dal sindaco Federico Piccitto l’istanza di farsi portavoce per una richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale aperto. La seduta, convocata presso la sala conferenze del centro direzionale della zona artigianale per accogliere comodamente i prevedibili numerosi partecipanti, ha avuto luogo nel pomeriggio di lunedì 1 dicembre. E’ stata preceduta da un minuto di raccoglimento, proposto dal presidente Iacono per il bambino ucciso nella vicina Santa Croce Camerina. Giunta quasi al completo, come la squadra dei consiglieri, presenze importanti del mondo della formazione, autorevole partecipazione dei vertici regionali e locali della CISL, imbarazzante l’assenza, ormai consueta negli appuntamenti importanti, della deputazione locale. Federico Piccitto ha esternato in apertura la vicinanza dell’amministrazione alle numerose famiglie coinvolte nella delicata e drammatica situazione creata da una politica regionale ormai apertamente priva di capacità discriminante. Massima disponibilità del primo cittadino per le azioni che saranno concordate per lanciare un segnale forte nei luoghi di competenza. Rappresentanti locali della formazione hanno relazionato sugli aspetti della grave situazione: circa 4.000 disoccupati, ma tutti gli operatori, circa 8.000, sono alle prese con mancate retribuzioni da sei a trenta mesi, forti rischi per l’obbligo formativo. Le richieste sono di una riforma vera del settore, immediata, con un lavoro stabile e pagamento delle retribuzioni arretrate. Tradite tutte le promesse di rivoluzione e di riforme trasformatesi in un diffuso fenomeno di macelleria sociale. E’ stato Giorgio Massari, nella qualità di docente della formazione e di consigliere comunale a delineare i caratteri essenziali di una problematica diventata di carattere sociale. Il suo è stato un intervento sintetico, quasi a voler dare spazio ai diversi contributi che sono venuti dal mondo sindacale e del settore. Dai vari interventi è emersa, comunque, una strana realtà: si parla di leggi disattese, di mancata applicazione delle normative vigenti per i lavoratori della formazione, si è parlato, senza mezzi termini, dello strano concetto di legalità che alloggia nella mente di Crocetta. Il Presidente della Regione viene anche disconosciuto da quanti fecero ala al suo passaggio, e a quello della giovane inesperta assessore Scilabra, durante la visita a Ragusa, mentre restano nel silenzio, o addirittura si defilano, gli appartenenti alla coalizione di governo che sostiene Crocetta. Gli esponenti della CISL si sono limitati ai retorici discorsi di tipo istituzionale, molto attenti alla forma, usando termini come scelte forti e radicali, battaglie forti, appelli alla deputazione, situazione esplosiva, tutte espressioni del repertorio sindacale che mai hanno prodotto effetti dirompenti e mai lo faranno. Toni ed espressioni decise, più adatti alla difficile situazione, sono venuti da Melilli del sindacato UGL, che ha lamentato l’assenza dei deputati “adagiati su un modo di fare politica vergognoso”. Critiche forti sono state esternate nei confronti dei rapporti troppo ravvicinati fra Crocetta e Confindustria, della politica che, a conti fatti, non si discosta troppo da quella dei tanto criticati predecessori. Deciso anche l’intervento di Sonia Migliore, consigliere dell’UDC, che ha stigmatizzato l’assenza della deputazione esortando ad uscire dall’assise con qualcosa di forte che vada oltre il consueto Ordine del Giorno. Chiaro e senza fronzoli il discorso di Raffaele Rizzone, ex sindaco della città, grande esperto di formazione, che ha parlato, senza vergogna di un settore che è servito a molti per arricchirsi, di soldi o di voti. Cinica la constatazione che quello che accade nella formazione accade anche nei settori dell’energia alternativa, dei rifiuti, delle discariche, della sanità; sintomatico che Crocetta abbia voluto avocare a sé il mondo della formazione dove, guarda caso, girano milioni, manovrabili a piacimento, meglio che in altri settori. Parole fin troppo chiare di Rizzone, che è arrivato anche a dire che nessun magistrato ha alzato la penna su questo. Ha poi parlato di un’esperienza personale per l’erogazione di fondi che gli erano negati da mesi, ma la cui pratica fu risolta in giornata davanti ad un decreto ingiuntivo da emettere nei confronti dei dirigenti riottosi a sbrigare la pratica. Gianni Distefano, direttore dell’ENFAP di Ragusa, ha disquisito sulle origini lontane dello sfacelo nel settore, vissuto sulle malefatte di esponenti politici e sull’indifferenza, talvolta connivente, del sindacato che sapeva e non poteva non sapere. Inoltre ha messo l’accento sul danno provocato, negli anni, e nel presente, per l’economia locale a causa delle retribuzioni non erogate che fanno mancare cifre enormi nel circuito locale. Tutti, comunque, forse, sono stati troppo attenti al carattere istituzionale della seduta. Come a Palazzo dell’Aquila, è stato ancora una volta Maurizio Tumino a caratterizzare la seduta con le sue parole. Ha evidenziato come, spesso, si trova in netto contrasto con il sindaco Piccitto, per una diversa visione su molti argomenti che riguardano la città e la comunità. Ma non ha potuto fare a meno di esaltare e condividere la scelta dell’assise aperta per aiutare la formazione a trovare una via d’uscita. Ha ricordato i roboanti e ormai non considerati annunci di Crocetta che impongono una seria alternativa per trovare soluzioni ormai indifferibili. Soluzioni che si potranno intravedere solo attraverso azioni forti, grandi proteste, per dare risposte che devono essere rivolte non solo al mondo della formazione ma al territorio tutto, inevitabilmente coinvolto da un disastro di simili proporzioni. Sicuro dell’indifferenza di Crocetta verso qualsiasi tipo di documento che possa scaturire dal Consiglio di Ragusa, Tumino si sostituisce, con intelligente strategia, alla tanto agognata rivoluzione grillina che, fino a questo momento, i ragusani hanno potuto godere solo a parole e nei programmi. Suggerisce di fare qualcosa d’eclatante, di occupare l’Assemblea Regionale Siciliana, dove sarà a fianco del sindaco Piccitto, vicino a lui per una protesta forte, arrivando, summa della provocazione, a sperare che il sindaco pentastellato chieda il sostegno della pattuglia dei deputati del Movimento 5 Stelle per un momento di sintesi, a Palermo, che possa essere d’esempio e modello per le altre realtà territoriali. Se non conoscessimo Maurizio Tumino, potremmo dire che più grillino di così si muore. Stranamente, ma sicuramente in maniera strategica, non è intervenuto il consigliere Lo Destro, che di proteste forti e plateali ha grande esperienza. Chiusura della seduta affidata all’intervento finale del presidente Giovanni Iacono che si è impegnato per interventi opportuni, non solo di solidarietà, ripromettendosi di coinvolgere gli altri consigli comunali del territorio, per una risposta efficace alle aspettative del settore. Il sindaco non ha potuto esimersi dall’esaltare il momento di autentico confronto su una realtà tanto complessa, aggravata dalla scarsa competenza mostrata dal governo regionale. Un plauso ha voluto esprimere per la misura, la dignità e la compostezza con cui gli esponenti del mondo della formazione portano avanti la loro giusta battaglia.
