Consiglio comunale: comunicazioni poche ma deleterie per l’amministrazione

Spazio dedicato alle comunicazioni, nella seduta del Consiglio comunale, sempre ristretto rigidamente alla mezzora prevista dal regolamento, ma nonostante i tempi contingentati è sempre un calvario per l’amministrazione che viene posta di fronte a delle realtà per le quali, peraltro, non dà risposte.

Si può capire che sindaco e giunta sono più indaffarati con eventi come quello del formaggio, paradossalmente, per una amministrazione di destra e un sindaco di Forza Italia, affidate ad una associazione storicamente, per la sua origine, di ispirazione di sinistra, con gli assessori impegnati a indicare dove comprare le mozzarelle o dove fare pubblicità, ma il quadro che ne esce fuori è, a dir poco, sconfortante.

L’intervento più eclatante quello del Consigliere Mauro che, nonostante abbia ricevuto, informalmente, dall’autorevole Raffaele Lombardo, l’invito a cercare di fare opposizione costruttiva, è intento sempre a lanciare bombe a grappolo sull’amministrazione.
Mauro ritorna sulle mancate risposte per la Vallata Santa Domenica e sulla ricerca dell’amministrazione di partecipazione e condivisione per cittadini e associazioni per la gestione del sito, segno evidente che non c’è, ancora, la benché minima idea di cosa farne, di come utilizzarlo e di come gestire la fruizione.
“In pratica non c’è una idea precisa” ha detto Mauro e ha ragione da vendere, i fatti, le dichiarazioni e le mancate risposte, lo dimostrano.
Non c’è una visione politica che possa capitalizzare le ingenti risorse del PNRR, ci sono altre realtà che si sono rivelate un fallimento, come il terminal bus, con problemi di parcheggi e senza area ristoro, il Palazzo della Cancelleria vuoto e inutilizzato, l’impianto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa ancora senza club house, per citarne solo alcune, c’è un fondamentale fallimento per le questioni, acqua pubblica, rifiuti, manutenzione strade, centro storico e sviluppo economico della città.
La gravità non sta tanto nei rilievi di Mauro quanto nella mancata risposta di sindaco e assessori presenti, segnale inequivocabile di ammissione della realtà prospettata e di un fermo comunicativo che non riesce a produrre una sia pur minima reazione. E dire che il Sindaco ci fa pagare, da 8 anni, profumatamente, un suo collaboratore per la comunicazione.
Ma non è solo Mauro a sottolineare l’ormai acclarato declino del miraggio dell’amministrazione virtuosa: il consigliere La Porta prospetta l’anteprima della stagione estiva a Marina di Ragusa già oppressa dalla presenza disordinata e incivile di giovani fra le case del centro storico, che portano rifiuti dappertutto, bisogni sui muri delle case, da via Genova, dietro la ex delegazione comunale, a piazza Malta.
Per gli impianti sportivi dei Gesuiti, La Porta traccia una immagine sconcertante, erba alta, reti divelte e pericolose per i bambini che frequentano il sito, panchine rotte, muretti distrutti, rilievi per i quali risponde l’assessore Digrandi che ci parla di competenze del gestore, di prossimi interventi, di fondi disponibili e altre solite favole per le quali ha appreso bene i metodi di questa amministrazione, non avendo del resto autonomia operativa e decisionale, come tutti gli assessori di seconda fascia.
Anche il consigliere Calabrese solleva un problema non da poco: il servizio del catamarano al porto prevede anche l’imbarco di veicoli, cosa che la struttura del porto non prevedeva, ora si pongono seri problemi di sicurezza per il passaggio delle vetture fra la moltitudine di gente che frequenta il porto e staziona anche sulla sede stradale interna.
Ma chi volete che tocchi il servizio del catamarano, soluzione dei problemi del turismo locale?
Vorremmo anche dire che Calabrese dovrebbe, in verità, rivolgersi alla gestione del porto, interessata anche, tramite la proprietà al servizio del catamarano, sono loro che devono gestire la sicurezza e tutto ciò che deriva dal servizio del catamarano.
Del resto hanno trasformato il porto in un centro commerciale e non è neppure tanto normale che i giovani stazionino all’interno di un porto, è come se stazionassero agli stabilimenti industriali, alla discarica o in una struttura ospedaliera. Se nel porto è consentito il passaggio delle vetture, sono loro che si devono scansare, non le vetture, mettete delle transenne sui marciapiedi e vietate i pedoni sulla sede stradale.

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