Non è la prima volta che pensiamo sia meglio arrendersi, Cassì ha ottenuto un successo schiacciante e incontestabile, pur prendendo in giro la città con la sua storiella del civismo senza partiti, governa con le sue scelte che possono non piacere, ma queste sono.
Siamo, ormai, alle conferme, siamo arrivati alle foto di gruppo di Cassì con gli esponenti del Partito Democratico di Ragusa, mentre il vicesindaco, fedelissimo di Cassì, colonna portante dell’amministrazione, fa il selfie con l’on.le Assenza, il suo fedelissimo consigliere comunale della lista CassìSindaco, Salvatore Battaglia e con l’altro fedele di Assenza, il sindaco di Santa Croce Camerina.
Vorremmo tanto capire cosa ne pensano quelli di Ragusa prossima che, in campagna elettorale, dichiararono: “Ora che abbiamo la certezza che Cassì non farà accordi con Fratelli d’Italia, possiamo lavorare all’alleanza”.
Ieri, lunedì 17 marzo 2025, una seduta innovativa, magistralmente definita, da una persona di cui non possiamo svelare l’identità, “seduta espositiva”, una seduta ispettiva del civico consesso, elettivamente dedicata agli interventi, alle interrogazioni, ai quesiti, naturalmente, in prevalenza, dei consiglieri di minoranza che dagli elettori hanno ricevuto il mandato di verifica e controllo sull’attività dell’amministrazione.
Una seduta che non solo è stata caratterizzata dall’assenza di interventi pregnanti, degni di attenzione, come, è consuetudine delle minoranze ormai spente, che non possono, minimamente, arrogarsi il titolo di opposizioni, alle quali nemmeno il Viagra farebbe effetto, ma che ha dato l’opportunità, alla giunta, di mostrarsi in tutto il suo splendore, con la rassegna delle cose fatte e da fare, per singolo assessorato, peraltro con lo scudo stellare del regolamento che non avrebbe consentito repliche né da parte del consigliere Sergio Firrincieli, che aveva chiesto “Cosa state facendo?”, né da nessun altro consigliere presente alla seduta.
E, se stamattina qualcuno pensava che potesse esserci qualche comunicato di replica all’esposizione dei vari assessori, è rimasto deluso perché, evidentemente, gli undici consiglieri hanno condiviso le relazioni degli assessori nei loro contenuti.
Addirittura, la seduta ha inizio con l’interrogazione del consigliere Mauro sulle ormai stantie osservazioni e denunce per il sindaco, questa volta per l’incompatibilità come Presidente della SRR, puntualmente rintuzzate dal sindaco, con dovizia di riferimenti normativi, per rilievi che, peraltro, non hanno mai ricevuto, come altri, nessun riscontro da parte delle autorità preposte.
Subito dopo, è il consigliere Buscemi che pone, in maniera disarticolata e poco conducente, la questione del Partenariato Speciale Pubblico Privato per il Castello di Donnafugata, evidenziando come nulla si sappia sui lavori della Commissione esaminatrice che sta valutando le proposte pervenute, e riceve la stroncatura del Sindaco che, a ben ragione, afferma che sull’attività della Commissione appunto nulla si deve sapere, che si attendono gli esiti delle valutazioni, come previsto dalla tabella di marcia.
Ingenuo il consigliere Buscemi che non ha capito, ancora, come andrà a finire.
Una amenità l’osservazione del consigliere Chiavola che si accorge solo dopo 76 giorni dall’inizio dell’anno in corso che la seduta è solo la prima ispettiva del 2025 e fa appello alla mancata convocazione della conferenza dei capigruppo, che appare, ormai, come una prassi consolidata.
Il consigliere Podimani anticipa la richiesta di accesso agli atti per la telenovela con la quale, ormai da tempo, l’assessore Gurrieri intrattiene la città con la storiella della rimozione delle insegne e delle targhe pubblicitarie di attività cessate, che va avanti, da un anno, fra proroghe e tentativi di composizioni bonarie con gli interessati.
Segue poi lo show degli assessori che, in risposta all’intervento di Sergio Firrincieli, fanno sfoggio di tutti i loro progetti e iniziative, più in generale dell’attività dell’assessorato.
Eccezion fatta per gli assessori al Bilancio, Iacono, la cui attività è consacrata, quasi totalmente, dalle cose realizzate, certificate dai consuntivi, tutti regolarmente presentati entro i termini di legge, e per l’assessore allo sport e alle politiche giovanili, Digrandi, mostro di conclamata efficienza nei due settori, con attività ininterrotta e produttiva di realizzazioni concrete, per impianti sportivi, organizzazione di eventi per lo sport e per le politiche giovanili, tutto il resto sono state rassegne retoriche di programmi, di progetti, di realizzazioni in itinere, per i servizi sociali, per la pubblica istruzione, per lo sviluppo economico, per i centri storici, per l’ambiente, il decoro e il verde pubblico, dove poco di concreto è stato portato a compimento, peraltro da una squadra totalmente composta dai nuovi alleati di Cassì che dovevano costituire la linfa nuova della coalizione a governo della città.
Padiglione centrale di questa mega esposizione, dove comunque hanno evitato di parlare di barriere architettoniche, di iniziative contro la violenza sulle donne e contro la violenza di genere, di programmi innovativi per anziani, disabili, disagiati, dove non si è parlato di randagismo e tutela animali, di mobilità alternativa, di viabilità cittadina, di concreto sviluppo economico che si attende da sette anni, di politiche comunitarie per l’accesso ai finanziamenti tutti intercettati per opere pubbliche, di nuove politiche per la raccolta dei rifiuti, il resoconto dell’assessore ai lavori pubblici che ha presentato la mole imponente di opere e di attività, poche delle quali, in verità, sul rettilineo del traguardo e non tutte con finalità di utilizzo ben identificate.
Anche il sindaco ha parlato ampiamente di cose che si faranno, che si vorranno fare, dalle giornate FAI che metteranno in mostra Palazzo Cosentini e Palazzo della Cancelleria, che si vuole come sede futura di un Museo dedicato a G.B.Odierna, ad un evento celebrativo per Camilleri, al ripristino di piazza Poste con l’acquisizione dei piani del palazzo delle Poste per sedi espositive, dalla valorizzazione dell’esposizione Cappello al trasferimento della Civica raccolta nei locali dell’ex ufficio anagrafe, nei locali a piano terreno di Palazzo dell’Aquila, evitando, comunque, accuratamente, di parlare di progetto culturale, di eventi e di spettacoli, e, soprattutto di turismo, settori sui quali c’è poco da rendicontare, più di altri.
Non mancherà occasione, in altra sede, di relazione su quanto detto dai vari assessori.
In ultimo, di fronte all’uditorio incantato dei consiglieri comunali, il sindaco ha trovato anche l’occasione di un accenno di campagna elettorale per le provinciali, una comunicazione subliminale con la quale ha voluto sottolineare come, dall’esperienza emersa in altre province d’Italia, dove le elezioni di secondo livello sono vigenti da tempo, ci sono riscontri positivi, c’è sì un Presidente che ha un ruolo importante, determinante, di rappresentanza all’esterno, ma c’è anche una assemblea dei sindaci, non c’è un despota che decide da solo, che non si confronta con i colleghi per le strategie di sviluppo, ci sarà uno spirito di collaborazione come sempre sperimentato e riscontrato con gli altri sindaci, una condivisione di fondo delle scelte che va sempre al di là delle sensibilità politiche. Ci sarà un Presidente, una assemblea dei sindaci, un consiglio provinciale, non ci sarà un dittatore che decide per tutti.
“Sono certo – ha detto – che chi sarà eletto troverà collaborazione per scelte che non terranno conto di distinzioni per i vari territori”.
Come dire, sostenetemi, tanto vale sostenermi, se ci sarà l’occasione, non ci sarà un Cassì ter in versione provinciale, non ci potrà essere cerchio magico, non mi potrò portare dietro tutti, collaboratori, esperti, assessori piegati a 90°, fatela un’altra prova!
