Una semplice seduta ispettiva del Consiglio comunale di Ragusa si esaurisce in circa 40 minuti, senza che siano esitate le interrogazioni previste all’Ordine del Giorno, quattro, per assenze incrociate di alcuni assessori, giustificate quelle di Digrandi e Iacono, e degli stessi interroganti.
A questo punto, quando sono gli stessi consiglieri ad assentarsi per le lro interrogazioni, resta poco da dire e da commentare
Scarsa presenza in aula anche dei consiglieri, la seduta è avviata con solo nove presenti, sarà l’aria di elezioni che circola, sarà la sensazione che sono gli ultimi giorni di scuola, sarà la consapevolezza dell’inutilità di interrogazioni e comunicazioni con una amministrazione che resta indifferente a quasi tutte le sollecitazioni, sta fi fatto che si può definire, ormai, un civico consesso in apnea, certamente uno dei più insignificanti di tutti i tempi per la prevalenza di consiglieri inadeguati al ruolo che gli elettori dovrebbero ben ricordare al rinnovo dell’assemblea cittadina
Del consigliere Chiavola alcune considerazioni sulla movida a Marina di Ragusa e sui disservizi idrici a San Giacomo, occasione solo per versarsi parole addosso, con l’assessore Gurrieri che considera le criticità fenomeno del fallimento della società civile con relative colpe della famiglia.
L’assessore, però, non dovrebbe fare il sociologo, ma si dovrebbe trovare soluzioni, anche drastiche, perché facile dire che le colpe sono delle famiglie e lavarsene le mani.
Per l’acqua a San Giacomo, come risaputo da anni, le competenze sono del Consorzio di Bonifica che gestisce l’acqua della diga, per cui parlarne è solo salotto.
Il consigliere Calabrese, uno dei pochi a sollevare criticità reali, per le cui segnalazioni possiamo dire c’è un forte riscontro di consenso fra i cittadini, avendolo constatato personalmente, ha passato in rassegna solo alcune delle infinite criticità che solleva ogni giorno e che, per ovvie ragioni non possono essere tutte affrontate in una semplice seduta del civico consesso, perché i tempi di intervento sono contingentati.
In aula, Calabrese, ha segnalato il desolante quadro di assenza, fra gli amministratori e i colleghi, ha rinnovato la segnalazione per le condizioni indecorose e indecenti del punto camper di contrada selvaggio, senza acqua perché Iblea Acque sollecita l’installazione di un contatore, cosa per cui il Comune si astiene dal provvedere, con condizioni igienico sanitarie dello scarico che, ormai, non si trovano nemmeno nei paesi del terzo mondo.
Calabrese ci fa scoprire anche che il nuovo asilo di via Australia, vanto dell’amministrazione, non ha nemmeno una cisterna di accumulo dell’acqua, così che, come in questi giorni, i genitori vengono invitati a portare i bambini a casa, con la celestiale indifferenza dell’assessore Pasta che ammette i disagi, senza nemmeno predisporre dei normali controlli per prevenire i rubinetti a secco, facendo arrivare prima l’autobotte.
Da calbrese apprendiamo anche che sulla provinciale per Marina di Ragusa, in contrada Camemi, il Libero Consorzio ha annunciato l’installazione di un autovelox finto. Siamo alla farsa più sfrenata e nessuno si ribella come si dovrebbe.
Solite sollecitazioni senza risposta per gli stalli di sosta per taxi a Ibla e per la ciclabile in via Ettore Fieramosca, dove persiste, al momento, il comico salto del cordolo.
Ma abbiamo questi assessori, che ha trovato il sindaco eletto con il 63% dai ragusani e questi ci dobbiamo tenere.
Ma Calabrese avrebbe potuto disquisire ampiamente sulle condizioni indecorose di via degli Abeti, della bambinopoli di via Mongibello, di via Mariannina Schininà, dei rifiuti e degli abiti usati abbandonati per le vie della città, dell’area verde di via Falcone e di tante altre aree verdi la cui pulizia, di competenza dell’assessore all’ambiente, non viene, ormai, nemmeno contemplata.
Problematiche serissime sollevate dalla consigliera Flaccavento, con contorno di farneticanti considerazioni sul proliferare dei supermercati in città, fenomeno che affronta anche sotto l’aspetto sociale senza però considerare minimamente lo sviluppo economico e l’aumento dei livelli occupazionali.
Considera queste strutture addirittura delle metastasi della città e afferma che ci vengono a prendere i soldi e se li portano fuori, ma i soldi non ce li tolgono, perché siamo noi che paghiamo per mangiare, prevalentemente, e per mangiare bene e con servizi di qualità come non sempre offrono le catene locali di supermercati, anche in termini di convenienza. Soni i locali che ci spremono e forse questo certi ragusani vogliono tutelare.
Ma, al di là delle considerazioni della consigliera, le problematiche, in materia sono delicatissime: si parte dal supermercato che dovrebbe sorgere nell’area ex Ancione, una zona ASI, dove non potrebbero sorgere strutture commerciali, anche se nella zona industriale di Ragusa, con escamotage interpretativi legittimi, ci sono già strutture commerciali.
Per questa struttura nulla sarebbe ancora deciso, il Comune temporeggia, pare, per rilasciare il permesso di costruire, forse perché l’ASI non ha rilasciato il parere, essendo la struttura in contrasto con il PRG ASI.
Problemi ci sarebbero anche per le autorizzazioni sui terreni alle spalle della Chiesa del Preziosissimo Sangue perché non area commerciale per medie strutture ma solo per negozi di vicinato, come portato alla luce dal consigliere Mauro.
In caso di diniego resterebbe la scandalosa concessione rilasciata sull’area dell’ex Mulino Curuale, concessione che, dall’interno stesso dell’Ufficio Tecnico del Comune viene giudicata del tutto irregolare e illegittima.
Se volesse, la consigliera Flaccavento potrebbe andare più a fondo nella questione, anche a rischio di pesantissimi rilievi agli amministratori che, per quello che si sa, si stanno trovando in notevoli difficoltà per le questioni citate.
Da citare, in ultimo la provocatoria espressione di sfida dell’assessore Gurrieri al consigliere Calabrese al quale ha detto: “i suoi articoli, ormai, sono da collezione”, evidentemente l’attacco nervoso scaturisce da un fastidio, ormai incontenibile per i rilievi che sono diventati costanti e su situazioni assai delicate.
