Consiglio comunale di Ragusa: mare in tempesta per l’amministrazione Cassì

Una due giorni di consiglio comunale, evento raro per Palazzo dell’Aquila, che ha fatto emergere le numerose criticità di una amministrazione che ha ormai perso la rotta e si ritrova nel mezzo di una tempesta che non potrà fare eccessivi danni, essendo in vista il porto, la fine del viaggio, ma farà uscire sfiancato l’equipaggio, molti componenti del quale ne usciranno malissimo come esempio di inadeguatezza a governare la nave.
Paradossalmente, quello che ne potrebbe uscire con meno danni è il primo cittadino che, ammettendo errori e addossandosi scelte, potrebbe rilasciare una immagine diversa dal passato, non vincolato, peraltro, a futuri impegni in politica; ma sono i componenti della giunta che ne escono con le ossa rotte, avendo dimostrato, a vari livelli e a vario titolo, di non avere le capacità di ricoprire certi ruoli, gente che si ritroverà un curriculum macchiato per ambizioni future.
L’uscita dalla compagine assessoriale di Giorgio Massari si può considerare un campanello d’allarme, ancorché apparentemente positiva per il capo dell’amministrazione, anche per l’atteggiamento politicamente estremamente signorile di Massari e del suo gruppo.
Ma non è detto che si arrivi in porto con una navigazione tranquilla e senza intoppi perché il mare ribolle e il paradosso è dato dal fatto che ondate deleterie non provengano tanto dai consiglieri quanto dall’interno dell’amministrazione.
Nelle due sedute di consiglio, una ordinaria e l’altra ispettiva, al netto di due punti all’Ordine del Giorno, nella prima è stato un carosello di interventi dei consiglieri che, in quella ispettiva, per le risposte degli assessori, hanno raggiunto punte di vero spettacolo, naturalmente comico.
I due punti all’ordine del giorno, variazioni di bilancio e la delibera per fissare il criterio di selezione della nuova tesoreria comunale sono stati approvati con relativa facilità per l’amministrazione, come al solito favorita da opposizioni che permettono intanto il numero legale per aprire la seduta.
Come di consueto sulle variazioni poco da eccepire, non solo per la solita esaustiva e puntuale relazione dell’assessore Iacono, quanto per la fondamentale impreparazione in materia finanziaria che porta solo ad interventi che generano confusione.

L’esordio degli interventi quello del consigliere Bennardo che ha toccato il tasto dell’ancora mancato finanziamento della Legge su Ibla con la provocatoria affermazione: “Ma chi darebbe altri soldi a chi non ha saputo spendere quelli degli anni precedenti?”
Toccato sul vivo, il sindaco vanta il recupero di ingenti somme degli anni precedenti, che stavano per andare perdute, e, sottolineando le difficoltà dell’amministrare e provocate dalla burocrazia, definisce inadeguati a governare quanti criticano senza capire le difficoltà, uscita del sindaco che il consigliere Bennardo definisce poco rispettosa e per la quale si appella anche al Presidente del Consiglio per esigere dall’ospite maggiore riguardo nei confronti dei consiglieri comunali.

A seguire, l’intervento del consigliere Mauro, vero protagonista della serata per gli ennesimi riscontri che riscuote ai suoi puntuali rilievi: oggetto del contendere fra i due compagni di partito – ma è chiaro che Mauro è alleato del Cassì azzurro e oppositore del Cassì civico – il mancato seguito alla diffida nei confronti dell’ex amministratore unico di Iblea Acque per il recupero degli emolumenti non dovuti, che il consigliere giudica poco opportuna per le condizioni economiche della Società e per l’invio agli utenti di avvisi bonari per il pagamento delle bollette inevase che, per quanto bonari, specificano i provvedimenti in caso di mancato pagamento, consistenti in riscossioni coattive con pignoramento e riduzione dell’erogazione di acqua.
Ha ragione Mauro che si chiede come una Società che deve circa 30 milioni ai Comuni, che non ha rispettato il piano di rientro e fa intravedere la richiesta di un tempo doppio di rientro e tralascia di procedere nei confronti dell’ex AU, possa minacciare procedure nei confronti dei clienti morosi, senza specificare necessarie agevolazioni, almeno per soggetti in difficoltà.
E qui la risposta del sindaco a Mauro, seconda ammissione dopo quella dei concorsi irregolari: la sua posizione era quella di procedere contro l’amministratore unico per il recupero degli emolumenti non dovuti, anche nella consapevolezza che si sarebbe instaurato un contenzioso legale, ma si è inchinato alla maggioranza dei sindaci che hanno optato per una tattica attendistica.
Non solo una conferma dell’opposizione mirata di Mauro, anche la conferma che molti dei mali di iblea Acque provengono da una compagine dei sindaci inadeguata al ruolo.
Ancora Mauro si sofferma sulle criticità delle strategie per la ZTL di Ibla che considera un deterrente per la frequentazione del quartiere barocco, per tutta risposta il solito intervento dell’assessore Gurrieri che di tutto parla, fantasticando sui programmi per il centro storico, senza mai entrare nel merito delle questioni poste.
Diversi gli interventi per il mancato inserimento in finanziaria del rifinanziamento della 61/81, con la salomonica uscita del sindaco che, in fondo, ogni anno, i rifinanziamenti sono avvenuti per emendamenti finali alla finanziaria regionale.

Nella seduta ispettiva una giostra della Quintana, un carosello di rilievi e di denunce che hanno il demerito di essere slegati come autori, senza una azione univoca che potrebbe accrescere autorevolezza e significato, anche perché, alle risposte, in molti casi del nulla cosmico, nessuno degli istanti si ribella, come si dovrebbe, alla manifesta incapacità degli assessori di approcciarsi alle questioni.

Per l’interrogazione della consigliera Caruso per il sottopasso della stazione ferroviaria, per collegare piazza del Popolo con il terminal bus, dopo mesi di silenzio. si apprende che il Comune ha ottenuto da RFI, che dovrebbe realizzare l’opera nel contesto della metroferrovia, di stralciare i lavori dall’appalto della metroferrovia che non trova interessati al bando di gara.
Secondo l’assessore Giuffrida, entro il mese di novembre dovrebbe essere verificata la progettazione esecutiva, entro la fine dell’anno la consegna dei lavori. Tutta da vedere.

Per la necessità di illuminazione pubblica in alcune contrade, per le quali si fa molto poco, da sette anni, l’assessore al ramo, Distefano, risponde con i soliti discorsi di programmazione, di verifiche, di sopralluoghi, ma nulla di concreto per le istanze dei residenti, poi tira fuori gli interventi per la realizzazione di dossi che lasciano basita l’interrogante, la consigliera Caruso, che viene colta da una risata a metà fra il divertito e lo stupore per il tentativo barbino dell’assessore di sviare dalla questione principale, oggetto dell’interrogazione.
Roba da avanspettacolo.

Il consigliere Bennardo chiede quali misure si intendano adottare per il recupero del credito nei confronti di Iblea Acque: per il sindaco, nella consapevolezza che la Società non può, al momento, onorare il debito è per l’assemblea dei sindaci, si è concordi per non intraprendere azione legale che porterebbe ad una inevitabile chiusura della stessa società, si è scelto di permettere una dilazione ulteriore per favorire il rientro, in condizioni che tutelino l’interesse generale che sarebbe fortemente inficiato dal fallimento della Società e quindi di tutto il sistema dell’idrico integrato.

Per le infiltrazioni di acque meteoriche nei locali della scuola Mariele Ventre la commedia fra le constatazioni della consigliera Caruso, le ammissioni a lei erogate dagli uffici e i tentativi di arrampicata sugli specchi dell’assessore al ramo, il tutto per coprire i mancati interventi degli uffici preposti per una emergenza nota da tempo.

Dalla seduta è emersa anche la questione degli incarichi nel settore dei lavori pubblici, nella fattispecie quello per la stesura del Piano Particolareggiato del Centro storico, ma attorno alla tematica c’è un fervore di curiosità sugli affidamenti ai limiti della soglia per quelli diretti, sul numero di incarichi affidati nel settore dei lavori pubblici e sulla effettiva rotazione dei tecnici. Una problematica che, si prevede, possa scoppiare a breve.

In conclusione, vanno citati gli atteggiamenti dei consiglieri Gurrieri e D’Asta nei confronti della consigliera Caruso, particolarmente attiva in questo periodo con segnalazioni, rilievi e interrogazioni che, certo, non possono essere graditi agli assessori.

Gurrieri se ne è venuto fuori con l’affermazione che non sono certo i comunicati stampa a determinare gli interventi dell’amministrazione per risolvere emergenze, quando gli interventi ci sono, si dovrebbe aggiungere, ma ha detto di più alla consigliera, di evitare di comunicare alla stampa le emergenze, limitandosi a segnalarle direttamene negli uffici.
Cose che, con una stampa di un certo tipo provocherebbero una forte censura nei confronti dell’assessore che vorrebbe il silenzio su argomenti imbarazzanti.

L’assessore D’Asta, nel ribadire che il comune non è un bancomat per gli interventi, che si interviene su programmazione e, soprattutto, quando ci sono i fondi disponibili, è arrivato a dire alla consigliera Caruso che ci sarebbe in giro una sindrome da segnalazione.

In ultimo la discutibile reprimenda dell’assessore D’Asta nei confronti del consigliere Mauro, sul tema della credibilità politica, accusandolo che non possono esserci riflessioni provenienti da un soggetto eletto nella coalizione di centro sinistra e passato in Forza Italia.
Detto da un assessore che era nel Partito Democratico, all’opposizione di Cassì, poi avvicinatosi ad Abbate e, consequenzialmente alla DC di Totò Cuffaro, poi mimetizzato da Abbate nella lista civica Partecipiamo a sostegno della candidatura Cassì, Cassì che ora è passato, con due assessori e quattro consiglieri ‘civici’ in Forza Italia, sembra una vera e propria forzatura andare a fare le pulci al consigliere Mauro, considerato il carosello suo e dei suoi alleati di coalizione, ai quali, almeno fino al momento in cui scriviamo, sembra appartenere.

Di certo, l’intervento di Gurrieri e i due dell’assessore D’Asta meritano la nomination per la “truniata” di eccellenza del secondo quinquennio di Cassì.

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