Una seduta ispettiva del Consiglio Comunale di Ragusa che si è rivelata assai interessante per i contenuti e le dichiarazioni forti che sono scaturite dal dibattito.
Inevitabile che la questione della nota della Corte dei Conti assurgesse a protagonista degli interventi.
Assordante, preoccupante e significativo, il silenzio dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che non hanno sfiorato l’argomento, strategicamente ma, di fatto, confermando una situazione pesante che li avvolge nel dilemma se prendere le distanze dal Movimento oppure disconoscere, del tutto, i vecchi amministratori, senza, però, entrare nel merito del ruolo di dirigenti e funzionari, peraltro scelti a suo tempo dai 5 Stelle.
Ma l’atteggiamento artificiosamente distaccato complica le cose per un gruppo che si trova, come vedremo appresso, in evidenti difficoltà, per la scarsa caratura politica di alcuni dei suoi componenti.
Di contro, è stata l’ex assessore al bilancio, Salamone, a sollevare la questione, evidenziando le criticità sollevate dalla Corte dei Conti e sottolineando la gravità della situazione per l’Ente che si ritroverebbe a rifondere in bilancio almeno 2 milioni e mezzo di euro per riportare alla normalità i conti, al netto degli altri eventuali provvedimenti per eventuali responsabilità di amministratori e dirigenti che, in ogni caso, appartengono alla vecchia amministrazione.
Rimangono sul tappeto le perplessità dell’opinione pubblica, per il fatto che gli uffici e la stessa Salamone, assessore al bilancio dall’insediamento della giunta Cassì fino a dicembre del 2018, non hanno saputo o voluto fornire chiarimenti su quanto richiesto.
Non si comprende come non possano arrivare risposte da dirigenti e funzionari interpellati, in carica all’epoca dei fatti contestati, indiscutibile che l’assessore Salamone non può aver contezza dei bilanci degli anni precedenti, per i quali non ha nessun dovere di controllo, ma appare tardiva la sua presa d’atto considerato che i rilievi della Corte dei Conti sono stati sollevati nello scorso mese di ottobre e, fino alle sue dimissioni, la Salamone non ha fatto cenno di una situazione grave che, evidentemente, non aveva approfondito.
Ma occorre ricordare che, in occasione del bilancio preventivo 2018, approvato a settembre, a proposito delle scelte di utilizzare fondi della tassa di soggiorno per pagare gli stipendi di dipendenti degli uffici turismo e cultura del Comune, la stessa Salamone dichiarò, in Commissione, che si trattava di scelte strategiche operate dal vecchio dirigente, definite di finanza creativa, che l’attuale amministrazione si trovava obbligata a recepire, come buona parte del bilancio, obtorto collo, nell’impossibilità di trovare altre soluzioni per un bilancio che, in buona parte, era stato già impegnato dalla precedente amministrazione.
Questi particolari, insieme ad altri, depongono per una situazione che non poteva essere del tutto sconosciuta per l’assessore e per la quale si doveva dare l’allarme molto prima, con precise denunce su situazioni dubbie.
Era stato, invece, l’assessore Giovanni Iacono, ora assessore al bilancio, a sollevare riserve sui bilanci precedenti, già in estate, formalmente e informalmente all’interno della giunta, anche sulla base di sue contestazioni puntuali degli anni precedenti che lo aveva visto fortemente critico, in aula, per l’operato dei vecchi amministratori e anche del dirigente del tempo.
Al riguardo, un cenno va dato per l’intervento dell’unico consigliere del Partito Democratico presente in aula che si è preso una rivincita nei confronti dell’ex assessore al bilancio Martorana che lo invitava, al tempo, a munirsi di calcolatrice prima di parlare di bilancio, quando invece i 5 Stelle si sono resi protagonisti di un epocale spreco di decine di milioni di royalties, riuscendo anche, nel contempo, ad aggiungere un danno di due milioni e mezzo di euro.
Ma quello che risalta è il fatto che l’esponente del Partito Democratico non abbia fatto cenno all’azione, che oggi appare determinante, del leader del Partito Democratico, l’onorevole Nello Dipasquale, che denunciò in maniera circostanziata quanto oggi la Corte dei Conti acclara in maniera inequivocabile e che, al tempo, lo stesso D’Asta vantava come azione concreta nei confronti della cattiva amministrazione pentastellata.
Misteri della politica !
Dalla seduta sono emersi altri interessanti particolari per la vita amministrativa della città, soprattutto per gli interventi del Sindaco e dei suoi assessori Giuffrida e Iacono, mentre comincia a suscitare invidia la posizione dell’assessore Rabito, sempre presente in aula, che svolge il suo compito in maniera costante e ineccepibile senza che sia sollevato il benché minimo rilievo sulle materie di sua competenza, segnale di una attività che non conosce criticità che, se ci sono, sono affrontate in maniera egregia, grazie anche alla infaticabile collaborazione del consigliere Rivillito, altra prima scelta di Cassì.
Il Sindaco ha preso atto delle criticità sollevate dalla Corte dei Conti ed ha assicurato la massima collaborazione per contribuire alla soluzione dei rilievi contestati, anche in termini di attenta analisi dell’operato degli uffici.
Ai rilievi sulle esigenze degli strumenti urbanistici per il centro storico, il primo cittadino e l’assessore Giuffrida, nei rispettivi interventi, hanno dato riscontro annunciando una serie di prossime iniziative che, grazie alla predisposizione di uno schema di massima per il Piano Regolatore, potranno permettere di superare gli attuali limiti, consentendo di rientrare nella legge 13 del 2015, sui centri storici.
Non solo lavoro concreto per l’urbanistica, ma anche attenzione alle strategie: c’è in corso una interlocuzione per proporre una strategia ai proprietari di immobili in centro storico e, segnatamente, in via Roma, l’amministrazione si sta muovendo in tante direzioni e, in proposito, il Sindaco ha voluto significare la realtà di una situazione che si cerca di modificare ma che, richiederà, in ogni caso tempi lunghi, nessuno pensi, o cerchi di imporre strumentalmente, la tesi secondo la quale il centro storico possa tronare alla normalità in brevissimo tempo.
Si deve cercare di invertire una tendenza in campo abitativo, commerciale, ricreativo, ma il danno imposto da anni di incuria e di scelte sbagliate, come pure da una crisi imperante, non può essere risolto con un colpo di bacchetta magica, da nessuno, a meno che chi è convinto del contrario non dimostri le sue tesi.
In tema di eventi il Sindaco ha raccolto gli unanimi consensi per le iniziative intraprese e, a proposito delle poche eccezioni sollevate dalla gente per disagi alla viabilità in occasione del Triathlon a Marina di Ragusa, ha detto, chiaramente: “Rassegnatevi”, se ci sono eventi sportivi di grande rilevanza sarà permesso di tutto per il buon esito e il successo delle manifestazioni”.
Esaltante ascoltare le posizioni precise di un Sindaco che non è uso ad utilizzare pannicelli caldi per ogni istanza, come faceva la vecchia politica. Si fanno delle scelte, alla fine del mandato la gente giudicherà e sceglierà, come ha dimostrato si saper fare.
Sulla stessa linea il Sindaco per quanto riguarda la questione della trasmissione commissionata a SKI Arte, scelta che ha voluto difendere, stigmatizzando con decisione ogni tentativo di becera strumentalizzazione sull’utilizzo dei fondi della tassa di soggiorno che sono destinati secondo quanto prescrive la normativa, fondi che in ogni caso non provengono e non sono dei contribuenti ragusani, a favore dei quali, anzi, sono finalizzate le iniziative strategicamente intraprese a beneficio del territorio e, quindi della collettività.
Scelte discrezionali dell’amministrazione che il Sindaco ha inteso ribadire e difendere, anche a proposito del programma di partecipazione a fiere del turismo, intrapreso con i comuni del Val di Noto.
Cassì ha evidenziato che una TV giapponese, prossimamente, farà delle riprese, con ben 11 operatori, sul territorio e non sarebbe desueto pensare che l’iniziativa derivi da una vecchia partecipazione della città ad una fiera a Tokio.
Comprensibile che il primo cittadino abbia voluto gratificare l’operato del vicesindaco, accanto a lui seduta, che non gode del turbinio di consensi che impazza sull’attività di tutti i colleghi di giunta, dai lavori pubblici di Giuffrida alla silenziosa operatività di Rabito, dai trionfi di Ciccio Barone ai consensi unanimi di Giovanni Iacono nei diversi importanti settori di sua competenza.
Al riguardo, per la fiducia indiscussa che riponiamo nel sindaco Cassì, auspichiamo che almeno le scelte discrezionali, che discutiamo, possano essere supportate, per quanto riguarda le ‘gite’ della Val di Noto, almeno, dal resoconto, dettagliato in termini redazionali e fotografici, delle varie partecipazioni, segnatamente a quella di Shangai che, per la sua importanza, chissà quali benefici apporterà al territorio.
Della questione verde pubblico e della bagarre in aula provocata dal consigliere 5 Stelle Firrincieli ci occupiamo in altra parte del giornale, considerati anche gli sviluppi della situazione.
