Seduta del consiglio comunale in videoconferenza, attesa dopo la lunga pausa per l’emergenza, un esperimento andato a buon fine che ha fatto rivedere i timori anche dei più diffidenti e che apre la strada ad una ripresa dell’attività del Consiglio e delle Commissioni.
Particolarmente nutrita la partecipazione, tenuto conto anche che si trattava di una seduta ispettiva, ma non solo, quasi tutti hanno partecipato fino alla fine e, addirittura, qualcuno avanzava, alla fine, la proposta di prolungare il collegamento per altri interventi.
Buono anche il numero delle comunicazioni che, però, dal punto di vista dei contenuti hanno deluso perché si è trattato di temi già più volte posti all’attenzione, senza che si siano affrontati i temi caldi dell’emergenza e della successiva riapertura delle attività produttive e commerciali.
Una seduta particolare, senza lampi, per il collegamento via web, in molti casi la solita passerella mediatica ricercata dai consiglieri per acquisire visibilità politica.
La seduta si è aperta con due interrogazioni del consigliere Alessandro Antoci, una sulla fornitura di mascherine ai cittadini, che ha visto la contrapposizione fra Antoci che chiedeva l’approvvigionamento per ogni cittadino e il sindaco che si destreggia fra forniture della regione e assicurazioni che chi ha bisogno avrà le mascherine che, peraltro, possono essere acquistate con i buoni spesa.
Entrambi, come del resto la Regione e altri consiglieri, però, parlano di una mascherina per ogni cittadino ma non hanno messo a fuoco che una mascherina può essere utilizzata per una/due ore, per cui ogni persona avrebbe bisogno di 4/5 mascherine al giorno, al netto di eventuali sanificazioni o lavaggi per i modelli per i quali è previsto.
In pratica, discussioni inutili perché la distribuzione di una mascherina per abitante, fatta in altri comuni, portata a modello, è solo una operazione propagandistica.
La seconda interrogazione riguardava la riduzione dei tributi locali, in particolare la TARI per quelle attività sottoposte a chiusura, che non hanno prodotto rifiuti.
Ancora il Sindaco ha voluto precedere l’assessore al ramo, significando la strategia che ha voluto sospendere i tributi in attesa delle decisioni dei governi nazionale e regionale, fermo restando che eventuali riduzioni non potranno riguardare tutte le aziende indistintamente, comprese quelle che non hanno subito stop all’attività.
Le comunicazioni dei consiglieri hanno spaziato su temi diversi, discarica e resoconto dei fondi erogati alle famiglie (Firrincieli), regolamenti per l’erogazione dei contributi di assistenza e regole per l’accesso ai cimiteri, (iurato), agevolazioni in conto Legge su Ibla e solite intromissioni in tema di turismo, sviluppo economico e ambiti culturali (Gurrieri).
La consigliera Iacono ha proposto l’avvio di uno screening in città con i test sierologici per ottenere una mappa epidemiologica aggiornata.
Per l’aspetto culturale, nella sua qualità di Presidente della Commissione di competenza, ha lanciato una proposta valida ma tardiva per iniziative di carattere promozionale, via web, per il nostro patrimonio artistico monumentale e per il Castello di Donnafugata, un intervento significativo in quanto proveniente da un componente della maggioranza che, evidentemente, non valuta positivamente le politiche turistico culturali dell’amministrazione.
Incisivo l’intervento di Mario D’Asta, uno dei più significativi della serata, che ha messo in risalto come ci sia una guida quasi esclusiva del Sindaco per le piccole e grandi emergenze della città, una sorta di uomo solo al comando che D’Asta non apprezza e non condivide, in uno scenario dove per quasi due mesi nessuno ha sentito l’esigenza di chiedere la convocazione del civico consesso.
Per il consigliere dem, c’è all’esterno l’immagine di una città, di una amministrazione, che aspetta solo le decisioni di Roma e di Palermo, una amministrazione ‘smart’, che vorrebbe più ‘rock’, ingessata fra rispetti istituzionali e troppe esitazioni nel decidere iniziative di assistenza per chi chiede aiuto.
D’Asta desidererebbe che si rivedesse il criterio di utilizzo delle royalties, vorrebbe che si discutesse delle potenzialità di accesso alla Cassa Depositi e Prestiti, vorrebbe che il Sindaco spendesse qualche parola contro le assurdità del governo regionale e di Musumeci in particolare, se è vero che il nostro sindaco è slegato dai partiti e non ha condizionamenti in quanto vanta una posizione apartitica.
D’Asta vuole una città attiva, che prende iniziative, che non deve avere solo un ruolo di passacarte, un governo locale che, pur nelle sue autonomie di scelta, deve essere vicino alla collettività.
Anche il consigliere Mirabella ha espresso un giudizio negativo per Sindaco e Giunta che avrebbero fatto ben poco, anche in questa fase emergenziale, serve ripartire con misure importanti a favore dei cittadini, serve ridurre il carico fiscale e farsi trovare pronti nel caso le misure nazionali e regionali non rispondessero, in pieno, alle esigenze della città.
La consigliera Salamone ha mostrato attenzione per i temi riguardanti il bilancio e le inevitabili variazioni che si dovranno intraprendere, la consigliera Occhipinti è scivolata nel solito orribile quanto propagandistico cliché celebrativo delle iniziative del sindaco e degli assessori amici.
Il consigliere Schininà, dopo aver esaltato il lavoro degli uffici comunali, a tutti i livelli, ha segnalato che alcuni istituti bancari hanno fornito disponibilità per la erogazione anticipata, tramite opportuna procedura, della Cassa Integrazione.
In generale, come è facile evincere, solo temi di carattere generale, normali sollecitazioni e la serpeggiante voglia di molti consiglieri di opposizione di avere parte attiva nelle scelte dell’amministrazione, dai criteri di erogazione dei contributi assistenziali al tentativo di avere voce in capitolo per le strategie in tema di turismo, di cultura, di politiche per i centri storici e per il Castello di Donnafugata.
Ma non vengono fuori proposte recise, iniziative offerte alla valutazione della giunta, solo richieste dei soliti tavoli dai mille nomi, di servizio, di concertazione, di verifica, di studio, tecnici, nessuno incalza l’amministrazione sulle incompiute progettuali della città, né, tantomeno, in piena emergenza, si pensa di entrare nel merito di quelle che dovranno essere le scelte per una ripartenza della città che, oltre, alle questioni riguardanti il centro storico, i progetti culturali, le strategie turistiche e di sviluppo economico, le incombenze di carattere urbanistico, si ritrova a dover tirare un pesante rimorchio fatto di emergenza economico-sociale che può inficiare le iniziative contenute nella motrice.
Come più volte abbiamo fatto rilevare, riprendendo le parole di Mario D’Asta, non è solo l’amministrazione ad essere ‘smart’, le minoranze lo sono di più, se non nell’essenza nell’atteggiamento che vogliono tenere, le opposizioni dovrebbero essere ard rock, non sono nemmeno soft rock, solo estremamente slow.
Bastava solo rispolverare i comunicati stampa dall’inizio dell’anno per riscaldare una seduta che si è tradotta, più che nell’aula consiliare, nel solito salotto da thè alle cinque.
A proposito… una proposta per il consigliere Ilardo…in tema.
Perché non valutare la possibilità, considerata la stagione e le esigenze di necessario distanziamento, di convocare le sedute presso la Coffee House del Castello di Donnafugata ?
Nuccio Iacono, pardon, l’architetto Iacono, sarebbe felice di fare l’anfitrione e sovraintendere a Ciccio Barone mentre dispone gli scranni all’aperto.
