Un merito l’attuale sindaco lo ha di certo, disintegrata la politica al consiglio comunale, non c’è opposizione, le diversità ideologiche sono sfumate, la maggioranza allineata e silente, le minoranze ormai in uno stato catatonico, versate solo a preservare lo scranno in futuro e, forse, nemmeno quello.
Assistere alla assemblea cittadina, nell’aula dove tanti, anche senza formazione politica di livello, hanno fatto sfoggio di eloquio e di un minimo di competenza per amministrare una città anche da semplice consigliere comunale, è sconfortante.
Una civica assise non può vivere solo sulle esternazioni, spesso volutamente teatrali, di un Chiavola, sulle complicate elucubrazioni di Iurato, macchiate dalle avanzate pretese della sua componente politica di centro sinistra di avvicinarsi alla maggioranza, sulla smarrita presenza nel panorama politico di un capogruppo grillino che ha difficoltà anche a riconoscere i suoi come pentastellati, peraltro non si sa di quale corrente del movimento.
Le opere pubbliche sono al palo, le contrade e le periferie sono ignorate, i progetti sono tutti allo stato embrionale, non c’è, in città, l’atteso risveglio, ammaliati solo da fantasticherie come l’ecomuseo, gli orti urbani, la vallata Santa Domenica, le latomie, le piste ciclabili, i progetti culturali, senza una parola per lo sviluppo economico, per l’occupazione femminile e giovanile, per la tanto decantata transizione ecologica e digitale.
Il sindaco ci tiene a evidenziare massimamente quello che va bene, pur rientrando nell’ordinaria amministrazione e nei doveri degli uffici, ignora o minimizza le grosse criticità come quelle del trasporto pubblico che ci vede sempre agli ultimi posti nelle classifiche.
Una maggioranza che affida la sua voce a quella pur competente del capogruppo, che nemmeno fa valere la sua voce per le poche interessanti iniziative avanzate da qualche consigliere, attorno alle quali c’è l’assoluta indifferenza.
Così, per il primo consiglio comunale dell’anno 2022, convocato in videoconferenza, si parte in sordina, senza interventi nelle comunicazioni, solo Chiavola ha tirato fuori qualcosa di poco conto, senza interventi sulle condizioni di sicurezza delle scuole, senza interventi per sollecitare i dovuti interventi nella sanità, senza chiedere conto delle tantissime cose in sospeso.
Nessuno ha la forza di chiedere nemmeno del Piano Regolatore, neanche se si parla di declassificazione degli edifici rurali che, nel 2006, sarebbero stati inseriti in una tipologia diversa, un punto all’ordine del giorno che sa tanto di intervento ad personam, se dal 2006 non se ne è mai parlato.
Accenno di dibattito sulla costituzione di una commissione interna che deve occuparsi della declassificazione, palese ignoranza sulla materia e per le contorsioni sulle vere e consentite competenza della commissione.
Atto approvato, comunque, dalla maggioranza, poi tutta una serie di atti, propedeutici al bilancio, tutti per confermare le tariffe e i criteri dell’anno precedente, Canone unico, addizionale IRPEF, aliquote IMU, TARI.
Atti che, già nella puntuale e competente relazione dell’assessore al bilancio, Giovanni Iacono, hanno tarpato le ali a ogni eventuale accenno di rilievi o riserve.
Qualche accenno di Chiavola per la questione rifiuti, per le possibili ulteriori agevolazioni TARI, ma senza spirito, sorvolando solo sui sempre ignoti vantaggi economici derivanti dalla differenziata e sulle necessità di cominciare a pensare al nuovo capitolato.
Un consiglio comunale in discesa, che l’amministrazione percorre, ormai, senza mani.
